Nel Vibonese i funerali della mistica di Paravati. Il vescovo di Mileto: «Lei è già santa in Paradiso»

MILANO – La pioggia battente non ha fermato le migliaia di persone (si calcola 30 mila circa) che a Paravati, nel Vibonese, hanno voluto dare l’ultimo saluto a Natuzza Evolo, la mistica deceduta domenica scorsa (e la cui immagine più volte è stata associata a quella di Padre Pio con cui avrebbe diviso il dolore delle stigmate). «Natuzza è già santa perché è in Paradiso» ha detto il vescovo di Mileto, monsignor Luigi Renzo, pronunciando una frase che molti aspettavano. Per la celebrazione della messa è stato allestito un palco nel piazzale antistante la «Villa della Gioia» dove ha sede la Fondazione Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime che è una delle strutture volute da Natuzza Evolo. Molte persone hanno assistito alla messa nel piazzale mentre altre, a causa della pioggia, hanno trovato rifugio nelle strutture in costruzione nelle adiacenze della Fondazione. «Mi avete chiesto – ha detto il vescovo di Mileto – se Natuzza sarà Santa subito. Ebbene il vostro lungo applauso all’arrivo del feretro è una prima risposta. Lei è già santa perché è in Paradiso. L’istruttoria per il processo di beatificazione è un problema solamente nostro che seguiremo secondo le procedure e senza fretta. E poi più volte mi avete chiesto la posizione della chiesa rispetto alla figura di Natuzza. Ebbene a quest’ultima domanda si può rispondere con la presenza della delegazione dei vescovi calabresi che sta partecipando a questo funerale».

SALUTO SOLENNE – Il feretro della Evolo è stato accolto da un applauso scrosciante. Un tributo solenne le è stato rivolto dall’Arma dei carabinieri, dalla Guardia di finanza e dalla polizia di Stato in alta uniforme. «Tante volte Natuzza ha accolto molti di noi, oggi siamo stati noi ad accoglierla con un applauso. Facciamo festa con lei che adesso è nella Corona dei Santi» ha detto monsignor Renzo dando il via alle esequie. Ha poi annunciato che la diocesi sosterrà l’iter burocratico per la canonizzazione. Insieme a lui c’erano altri cinque vescovi: Antonio Ciliberti della diocesi di Catanzaro-Squillace, Luigi Antonio Cantafora della diocesi di Lamezia Terme, Giuseppe Fiorini Morosini della diocesi di Locri-Gerace e i vescovi emeriti di Mileto Domenico Tarcisio Cortese e di Lamezia Vincenzo Rimedio.

«UNA GRANDE DONNA» – «È un momento di mestizia per tutti noi perché ci ha lasciato una grande donna, una donna calabrese che ha svolto una funzione sociale importantissima per i calabresi e anche per quelli che vengono da fuori – ha detto il presidente della Calabria Agazio Loiero arrivando a Paravati per partecipare alla cerimonia -. Ha lenito tante sofferenze, ha sciolto tanti dubbi a tante persone che, segnate dalla perdita di un congiunto caro, hanno trovato presso di lei un conforto e un richiamo, che c’è sempre un’altra vita al di là di questa vita e nel contesto sociale di oggi questo non è semplice». Sul sagrato della costruenda chiesa c’erano i gonfaloni della Calabria, delle Province di Catanzaro e Vibo Valentia, del Comune di Mileto e altre amministrazioni. Tanti i sindaci con la fascia tricolore. Fino a martedì mattina c’è stato un viavai continuo anche nella cappella dove era stata allestita la camera ardente della mistica.

da Corriere della Sera