Il Vangelo non basta annunciarlo occorre anche testimoniarlo


di Chiara Santomiero

ROMA, lunedì, 24 gennaio 2011 (ZENIT.org).- Un invito a guardare con fiducia alla rete di Internet e alla comunicazione nell’era digitale: è quello che proviene dal Santo Padre Benedetto XVI attraverso il messaggio per la 45ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (che verrà celebrata il prossimo 5 giugno) sul tema “Verità, annuncio e autenticità nell’era digitale”. Lo ha sottolineato mons. Claudio Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, nella conferenza stampa di presentazione del messaggio tenutasi lunedì a Roma presso la Sala stampa della Santa Sede.

“Il Papa – ha affermato Celli – evidenzia un atteggiamento di ‘stupore’ di fronte alle straordinarie potenzialità della rete Internet che, se usata con saggezza, può contribuire a soddisfare il desiderio di senso, verità e di unità che rimane l’aspirazione più profonda dell’essere umano”.

“Non si tratta di un atteggiamento naïve da parte del Pontefice” ha precisato Celli; sebbene Benedetto XVI “sia un uomo che ama scrivere a penna o con la matita i suoi testi e non usi Internet personalmente, ma attraverso l’aiuto dei collaboratori, è ben consapevole delle potenzialità così come dei rischi delle nuove tecnologie”.

Lo stesso messaggio prende le mosse da un fatto sempre più evidente: “è in atto una vera e vasta trasformazione culturale perché le nuove tecnologie non solo stanno cambiando il modo di comunicare ma la comunicazione stessa”. Tuttavia “tutto ciò che sta avvenendo – e che è frutto dell’ingegno umano – chiede di essere posto al servizio del bene della persona e dell’umanità”.

Il Papa invita quindi i cristiani “a unirsi con fiducia e consapevole e responsabile creatività nella rete di rapporti che l’era digitale ha reso possibile perché questa rete è parte integrante della vita umana”, sottolineando la necessità di “uno stile cristiano di presenza anche nel mondo digitale che porti a una comunicazione onesta e aperta, responsabile e rispettosa dell’altro”.

Comunicare il Vangelo, infatti, ha ricordato il Presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali “non è solo inserire contenuti dichiaratamente religiosi nelle varie piattaforme ma anche testimoniare con coerenza, nel modo di comunicare, scelte, preferenze e giudizi che siamo profondamente coerenti con il Vangelo anche quando di esso non si parli esplicitamente”. Ne deriva lo stretto legame tra “annuncio di un messaggio e coerente testimonianza di vita da parte di chi annuncia”.

Uno stile cristiano di presenza nel web richiede “una forma rispettosa e discreta di comunicazione che richiami lo stile di Gesù risorto quando si fece compagno di cammino dei discepoli di Emmaus”. Ciò non significa, ha sottolineato Celli “un camuffamento della propria identità ma ‘un dialogo con la verità altrui’, secondo le parole dello stesso Pontefice in Portogallo”.

Parlando alle agenzie di stampa, Celli ha rimarcato come l’invito papale ad uno stile “rispettoso e discreto” nell’annuncio del Vangelo vale come richiamo anche “per quei siti e blog cattolici aggressivi, che scomunicano e non hanno uno stile cristiano di presenza” tanto che “bisogna vedere fino a che punto questi siti siano veramente cattolici”. A questo proposito è in preparazione da parte del dicastero “un documento programmatico con linee di azione e di presenza cristiana sul web che speriamo di poter pubblicare entro l’anno”.

E’ interessante, secondo il Presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, “la lettura teologica che il Papa fa della partecipazione massiccia ai vari sociale network intesa come desiderio umano di relazione e comunione per il quale Cristo è la risposta autentica”. “Benedetto XVI – ha aggiunto Celli – mette in collegamento nel messaggio tre aspetti importanti della vita odierna: la comunicazione digitale, l’immagine di sé e la coerenza di vita”.

Poiché “le dinamiche comunicative nel mondo digitale suscitano nuovi modi di costruire la propria identità” il Santo Padre “invita alla coerenza e all’autenticità per superare la parzialità dell’interazione, il rischio di cadere in una sorta di costruzione dell’immagine di sé che può indulgere all’autocompiacimento”.

“Nel messaggio – ha sintetizzato Celli – c’è una rinnovata valutazione del comunicare inteso come dialogo, scambio, solidarietà e creazione di relazioni positive, importante perché semina speranze e segnala strade da seguire”.

“Più che mai – ha concluso il Presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali che ha annunciato presumibilmente per la prossima Pasqua la realizzazione del portale multimediale che riunirà tutta l’informazione vaticana (in italiano e in inglese, nella prima fase) – l’esigenza di far conoscere il Vangelo nella sua integrità deve manifestarsi come ‘ segno’ distintivo dell’era digitale”.