Materiale per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2010

CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 25 agosto 2009 (ZENIT.org).- Esponenti cristiani delle varie confessioni hanno pubblicato un documento in cui superano la dialettica che in passato opponeva l’annuncio del Vangelo (la missione) al dialogo ecumenico.

Si tratta dei materiali redatti dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dalla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese in occasione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani e per il resto del 2010.

Il documento, pubblicato di recente, è dedicato al tema “Missione e unità”, ispirandosi alla frase del Vangelo di Luca (24, 48) “Di questo voi siete testimoni”.

Come spiega l’Introduzione, “non tutti associano la missione e la preoccupazione per l’unità dei cristiani”.

In alcune regioni del pianeta, infatti, uno dei problemi più seri che ha dovuto affrontare il dialogo ecumenico negli ultimi decenni è legato proprio all’arrivo di missionari di varie confessioni cristiane, visti a volte come una forma di “concorrenza”.

Il documento, tuttavia, chiede: “L’impegno missionario della Chiesa e il suo impegno ecumenico non procedono insieme?”.

“Per il nostro Battesimo formiamo già un unico corpo e siamo chiamati a vivere in comunione. Dio ci ha creati fratelli e sorelle in Gesù Cristo. Non è questa la testimonianza fondamentale che dobbiamo presentare?”, continua il testo.

“Senza negare le rivalità tra missionari inviati da Chiese diverse”, il documento riconosce che “quanti sono stati in prima fila nella missione sono stati forse i primi a prendere coscienza della tragedia che rappresentava la divisione dei cristiani”.

Per questo motivo, il testo sostiene che in passato i missionari sono stati spesso maestri di ecumenismo.

“Se in Europa erano abituali le separazioni ecclesiali, lo scandalo della mancanza di unione appariva in modo ovvio ai missionari incaricati di annunciare il Vangelo a popolazioni che non conoscevano nulla di Cristo”, spiega.

“Certe rotture ecclesiali che avevano segnato la storia del cristianesimo non erano senza fondamento teologico – ammette -. Ma si caratterizzavano anche per il contesto (storico, politico, intellettuale…) che le avevano fatte nascere. Come ci si poteva permettere di esportare queste divisioni ai popoli che non conoscono Cristo?”.

“All’inizio, le nuove Chiese locali non potevano essere accusate dello sfasamento tra il messaggio d’amore che volevano vivere e la separazione effettiva dei discepoli di Cristo. Come far comprendere la riconciliazione offerta in Gesù Cristo se gli stessi battezzati si ignoravano o si combattevano?”, si chiedono i redattori del documento.

“Come possono i gruppi che vivono nell’ostilità reciproca predicare – in modo credibile – un solo Signore, una sola fede, un solo Battesimo?”, insistono.

Il modo migliore di promuovere l’unità dei cristiani, conclude il testo, consiste quindi nell’annunciare Cristo.

“Il Vangelo non è un lusso nella nostra umanità ferita dalle divisioni; il Vangelo non può essere annunciato da voci discordanti”.

In questa occasione, i promotori della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, la Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese e il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, hanno affidato la preparazione dei testi a esponenti delle Chiese cristiane di Scozia.

La decisione vuole ricordare il centenario della Conferenza missionaria di Edimburgo del 1910, che nell’estate di quell’anno riunì i delegati ufficiali delle società missionarie protestanti e dell’anglicanesimo, ai quali si unì un invitato ortodosso.

Nel giugno 2010 si celebrerà a Edimburgo il centenario della Conferenza (www.edinburgh2010.org) come occasione per scambiare informazioni sulle pratiche missionarie tra i membri delle varie tradizioni ecclesiali.

Il progetto iniziale del documento è stato preparato da un gruppo ecumenico scozzese costituito dall’associazione “Action of Churches Together en Scotland” (ACTS) su invito della Conferenza dei Vescovi cattolici.