Due geni del web lo lanciarono per rivoluzionare il nostro modo di parlare a distanza, ma ebbero troppa fretta. L’azienda di Gates ora vuole riprovarci
di Giuseppe Marino
Tratto da Il Giornale dell’11 maggio 2011

Essere sulla bocca di tutti è sempre stata l’ambizione di Skype. E, anche se non molti lo sanno, la tecnologia alla base di questo rivoluzionario software davvero la usiamo un po’ tutti: il sistema «Voip», che sta per Voice over internet protocol, è ormai lo standard per le compagnie di telecomunicazioni. Quando parliamo al telefono, il suono viene convertito in digitale e viaggia sulla rete web, un po’ come una mail, per poi essere riconvertito in audio prima di giungere alla cornetta di chi ci ascolta.

Ma non era questo che avevano in mente i suoi creatori, Niklas Zennström e Janus Friis, che puntavano invece a un orizzonte particolarmente allettante per i popoli chiacchieroni come il nostro: il mito della telefonata perfetta, cioè quella gratuita. Come spesso accade, i due geniacci già noti per il lancio di un servizio per scaricare gratuitamente musica (Kazaa, poi travolto dalle proteste delle case discografiche), in realtà non hanno inventato la tecnologia Voip, ma con Skype hanno permesso di sfruttarla con facilità. Si scarica gratuitamente, si installa in pochi secondi e ci si registra scegliendo un nome che può essere il proprio o di fantasia. A quel punto si può chiamare gratuitamente chiunque abbia lo stesso software sul proprio computer, più un microfono e cuffie. E proprio questa è la forza di Skype: il meccanismo «a ragnatela» che ha funzionato alla grande con Facebook. Chi lo usa, tenta di convincere i suoi contatti sociali a installarlo. E una volta che sei «dentro», uscirne significa restare tagliati fuori dal proprio giro di conoscenze.

Risultato: a gennaio 2005, a un anno e mezzo dal lancio, 23 milioni di persone in tutto il mondo si erano già registrate, facendo tremare le gambe ai manager delle compagne telefoniche di tutto il pianeta. E spingendo molti a profetizzare l’avvento della chiamata gratuita e il tracollo globale delle telecom. A settembre 2005 però i due creatori, a differenza del «papà» di Facebook, hanno deciso di capitalizzare. E l’hanno fatto alla grande: eBay ha acquistato Skype per 2, 6 miliardi di dollari. Un affare disastroso per la società di aste. Il numero di utenti registrati è aumentato a oltre 500 milioni ma, anche per la diffusione del cellulare, Skype non è mai diventato un’abitudine così radicata. Oggi il software è diventato un sistema eccezionale per fare chiamate a lunga distanza. Chiunque parta per un lungo soggiorno all’estero, installa Skype sul proprio computer e su quello di parenti e amici. E nei giorni più cruenti della rivolta di Bengasi, in cui era impossibile chiamare un telefono in Libia, pur con qualche difficoltà, si riusciva a comunicare via Skype. Ma le compagnie telefoniche non sono state travolte dall’ondata. E la chiamata gratuita resta un mito.

Per capire perché è andata così bisogna ricorrere a categorie bibliche come l’avidità e riguardare la scena del film The Social Network in cui il creatore di Facebook Mark Zuckerberg spiega perché non gli importa per il momento di fare soldi: prima bisogna guardare al «grande disegno»: diventare indispensabili per mezzo pianeta, come Google. I creatori di Skype invece si sono «arresi» al miraggio del denaro, una montagna: 2, 6 miliardi di dollari pagati da eBay. Ma il tentativo di far fruttare Skype era troppo precoce e ne ha rallentato lo sviluppo. Microsoft ora ha una carta da giocare: il suo Windows è presente su milioni di pc e telefoni. Se riuscirà a far usare Skype per chiamare a tutti questi utenti, forse avrà una possibilità di far rinascere l’ultima utopia di internet: telefonare gratis.

Il colosso del pc spende 8, 5 miliardi Ma la gara non è con le compagnie tlc

di Maddalena Camera

Qualche anno fa Microsoft voleva comperare Yahoo per 34 miliardi di dollari allo scopo di rafforzare la sua strategia online. L’operazione, per sfortuna di Yahoo e grande fortuna di Bill Gates, non andò in porto. Yahoo oggi vale la metà di quanto offerto e il gigante del software ha mantenuto intatta la sua colossale liquidità, 50 miliardi di dollari, derivata dal fatto di non aver mai distribuito dividendi. Forte di tanta cassa, dopo aver fatto in passato «un pensierino» anche su Facebook, ieri Microsoft ha fatto shopping mettendo sul piatto 8, 5 miliardi (che comprendono anche il debito) per Skype, il pioniere della telefonia via Internet. Per la società si tratta della maggiore acquisizione da quando l’azienda fu fondata nel 1979 dall’allora giovanissimo Bill Gates, che grazie al software Windows, divenne l’uomo più ricco del mondo. Ma il trend positivo di innovazione e profitti pareva per Microsoft ormai alle spalle a causa di Internet.

La società di Gates, infatti, si è vista superare da aziende più giovani e dinamiche come Google o Facebook, insuperabili nei motori di ricerca e nei social network. E poi l’ultimo smacco: Apple, che grazie all’iPhone, ha battuto Microsoft nei software per i cellulari. Alla fine l’idea vincente, l’acquisto di Skype soffiata, ovviamente a suon di miliardi, ai due contendenti più prossimi, Google e Facebook. Il servizio di telefonia via Internet, forte di 580 milioni di utenti registrati, potrebbe infatti diventare il «collante» necessario ai molti servizi multimediali offerti dalla società di Gates che spaziano dai pc, ossia il sistema operativo Windows, ai cellulari con Windows Mobile, ai giochi con la Xbox e i suoi servizi online. «Insieme a Skype – ha detto l’ad di Microsoft, Steve Ballmer – creeremo il futuro delle comunicazioni in tempo reale in modo che la gente possa connettersi facilmente con le proprie famiglie, amici, clienti o colleghi in tutto il mondo». Skype diventerà una divisione interna al gruppo, ma i vantaggi dell’operazione sono comunque reciproci. Il business della web company, infatti, stenta a decollare dato che solo 8 milioni di clienti pagano per i servizi Premium. Una quota che potrebbe salire se Skype fosse compreso tra le funzionalità di Office, il software Microsoft per il business. Tra le possibilità anche l’integrazione della fonia via Internet con la console Xbox Kinect che è già provvista di videocamera microfono e connessione a Internet per trasformare il salotto di casa in luogo dove giocare e comunicare con gli amici in videoconferenza. Non ultima, ovviamente, la strategia sulla telefonia mobile dopo l’accordo con Nokia per portare il sistema operativo Windows Mobile dentro gli smartphone della casa finlandese.

Per Nokia e Microsoft potrebbe essere un modo di rilanciarsi, allargare la platea degli utenti. Ma alle compagnie telefoniche, oggi Skype non fa più tanta paura, perché i loro maggiori ricavi arriveranno soprattutto dal traffico dati. La spesa degli utenti per la «voce» è in lento ma inesorabile calo.

E alla fine, il traffico generato da Skype potrebbe addirittura incrementare i ricavi di Telecom e concorrenti attraverso abbonamenti «dati» più ricchi.