Gli uffici della Congregazione hanno deciso di affrontare il problema dopo le funzioni celebrate nel quartiere di Soho nella capitale britannica

MARCO TOSATTI
da Vatican Insider

Il nuovo Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il tedesco Gerhard Ludwig Mueller, ha l’intenzione, molto ferma, di affrontare il problema della messa che due volte al mese viene celebrata a Londra, a Warwick Street, nel quartiere di Soho per omosessuali, lesbiche, bisessuali e trans gender, con l’approvazione dell’arcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols. Sembra che nel recente passato già altri organismi della Curia romana, su richiesta e sollecitazione di cattolici londinesi, abbiano chiesto chiarimenti e sottolineato le perplessità legate a un’iniziativa del genere. Fra l’altro, ci ha fatto notare un esperto di liturgia e di teologia, nell’iniziativa c’è il pericolo che si arrivi a una ghettizzazione delle persone interessate.

Quello che urta la sensibilità dei cattolici londinesi del quartiere e delle vicinanze, è la forma in cui viene celebrata la messa. Nella petizione inviata a mons. Nichols tempo fa, e in copi anche ad alcune Congregazioni romane, si lamenta che vengono pronunciate omelie che sembrano giustificare comportamenti considerati sbagliati dalla dottrina della Chiesa. Nella chiesa è esposta con grande evidenza la bandiera arcobaleno, che da simbolo della Pace è diventata quello dell’orgoglio omosessuale, negli Stati Uniti e altrove; e a quanto pare spesso altre bandiere e striscioni coprono le immagini sacre esposte lateralmente nella chiesa. Travestiti e transessuali sono spesso chiamati a leggere le letture dei fedeli.

Nostra Signora dell’Assunta e di San Gregorio due volte al mese assume così un’immagine certamente poco “tradizionale”. E i fedeli che dimostrano e che hanno scritto a Nichols manifestano la loro contrarietà recitando il Rosario per strada.

In un clima politico e culturale diverso, probabilmente la messa omosessuale non desterebbe altrettanto rumore. Ma in Gran Bretagna – come in Francia e negli Stati Uniti – è in atto una battaglia per la difesa del matrimonio naturale e tradizionale contro i tentativi di equiparazione ad altri tipi di unione; di conseguenza anche la cerimonia di Nostra Signora dell’Assunta inevitabilmente assume un valore “politico”. E, lamentano i critici, così viene interpretata dai protagonisti. A complicare la situazione c’è la “concorrenza” della vicina chiesa anglicana di Sant’Anna, che celebra servizi dedicati agli omosessuali, alle lesbiche, ai bisessuali e ai trasgender.

Sembra che a fronte di avvertimenti, e consigli alla prudenza e alla vigilanza da parte di Roma mons. Nichols, che potrebbe diventare cardinale nella prossima tornata di berrette abbia fatto orecchie di mercante; e pubblicamente ha detto che chiunque deve astenersi dal lanciare giudizi sugli altri. L’ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’americano William Levada, negli ultimi mesi del suo mandato (e da almeno un anno aveva chiesto di andarsene) ha lasciato decantare la situazione. Ma il nuovo, energico e rigoroso Prefetto, mons. Mueller vuole arrivare a un chiarimento. Ed è disposto ad arrivare fino al Papa, pur di ottenerlo.