di Don Antonello Iapicca

Gv. 8, 31-42

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Gli risposero: “Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?”.
Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!”.
Gli risposero: “Il nostro padre è Abramo”.
Rispose Gesù: “Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo! Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro”.
Gli risposero: “Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!”. Disse loro Gesù: “Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato”.

IL COMMENTO

Il peccato è la menzogna. Non amare è peccato. Tutto quello che è pensato e compiuto senza amore è peccato. Porta in sè il germe della menzogna ed è destinato a corrompersi. Peccato e morte sono inscindibilmente uniti. Generare per la morte. Un padre e una madre concepiscono e generano un uomo per morire. Così è per i nostri pensieri, e per le nostre azioni. Se non sono per amore, non sono vere. “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova….” (1 Cor. 13, 1 ss.). Apparenza del vero, menzogna reale. Generati per la morte, e opere e pensieri per la morte. Figli d’una menzogna, è la nostra esperienza. Affanni, preoccupazioni, tutto per nulla. Quello che è generato dal diavolo partorisce illusione e morte. Ne fanno l’esperienza coloro che gli appartengono. Per parentela.
Stretta. Una menzogna ha gettato la morte nel mondo, ma la Verità ha vinto la morte. Il Padre. Il Suo amore infinito. Un Figlio donato, la Sua Parola fatta carne e discesa negli inferi della menzogna. Ascoltare la Sua Parola è l’unica salvezza. La Sua Parola è il seme che ci fa rinascere a vita nuova, il Vangelo annunciato è l’unica nostra speranza. Rimanere nella Sua Parola è l’unica garanzia d’immortalità. Ascoltare, e vivere. Ascoltare, e guarire. Ascoltare ed essere liberi. Ascoltare ed amare. Nella Sua Parola la Verità, l’unica, quella dei fondamentalisti dell’amore. Rigenerati nella Parola di Dio, ricreati quali figli di Dio, finalmente creature nuove e libere, ogni nostro pensiero ed ogni nostra azione diventano allora fonti di vita. Eterna. Dov’era la morte sorge la vita, per la Sua Parola.

Meditazione del giorno:

San Paciano di Barcellona (? – circa 390), vescovo
Discorso sul battesimo, 6-7, PL 13, 1093-94

« Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero »

Fratelli, nel battesimo, abbiamo avuto una nuova nascita … « Se noi riponiamo la nostra speranza soltanto in questo mondo, siamo da compiangere più di tutti gli uomini » (1 Cor 15, 19). La nostra vita materiale, come voi medesimi potete osservare, ha la stessa durata di quella delle fiere, degli animali, degli uccelli e magari anche minore. Caratteristica dell’uomo invece è di ottenere quello che Cristo ha dato per mezzo del suo Spirito, la vita eterna, a patto però che non pecchiamo più… « La morte è il salario del peccato : ma dono di Dio è la vita eterna, in Gesù Cristo, nostro Signore » (Rm 6, 23).

Figlioli miei, prima di tutto, ricordate questo : una volta, le nazioni erano sottomesse alle potenze delle tenebre ; ora siamo stati liberati, grazie alla vittoria di Gesù Cristo nostro Signore. Egli ci ha riscattati… Ha liberato quelli che erano legati in ceppi e ha spezzato le loro catene, come Davide aveva profetizzato : « Il Signore solleva quelli che sono caduti, il Signore scioglie quelli che sono legati, il Signore illumina i ciechi » (Sal 145, 7). E ancora : « Hai spezzato le mie catene. A te offrirò un sacrificio di lode » (Sal 115, 16). Siamo stati dunque sciolti dalle nostre catene quando, mediante il sacramento del battesimo, ci siamo raccolti sotto lo stendardo di Cristo… Siamo stati liberati nel nome e col sangue di Cristo…

Perciò, carissimi, ricordiamoci che veniamo lavati una volta sola ; una volta sola veniamo liberati ; e una volta sola entriamo nel Regno eterno. Una volta sola sono « beati quelli a cui sono rimesse le colpe e perdonato il peccato » (Sal 31, 1). Tenete ben stretto quello che avete ricevuto, conservatelo nella gioia, non vogliate più peccare. Conservatevi puri e immacolati per il giorno del Signore.