di don Antonello Iapicca

Dal Vangelo secondo Giovanni 12,44-50.

Gesù allora gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me»

IL COMMENTO

Un grido, la voce di Gesù punta diritto al nostro cuore. Credetemi, guardatemi, sono Io, l’amore del Padre, quello che state cercando, prorio ciò di cui oggi avete bisogno, Io, solo Io ve lo posso donare. Un grido, quasi una supplica che ci scuote, oggi, ora. Quante volte brancoliamo nel buio, situazioni e persone ci appaiono come ombre cinesi, la nebbia avvolge fitta le nostre ore. Intuiamo qualcosa ma, dobbiamo riconoscere, sono infinitamente di più le cose che non comprendiamo che quelle che riusciamo ad afferrare. Per questo anche oggi Cristo viene alla nostra vita come luce, per strapparci alle tenebre che il mondo, la carne, il demonio continuano a gettarci addosso. La luce di Lui con noi, e con Lui il Padre. Non si tratta di capire, si trata di vivere con Gesù da figli di Dio. Vedere Cristo, crederGli, è l’opera preparata per noi. E’ grazia, non è frutto di sforzi, decisioni o progetti. La fede, espressa attraverso il vedere e il credere, è accogliere la Sua Parola. Essa ci è annunciata, ci è donata ogni giorno. In essa c’è Lui, anzi, la stessa parola è Lui. Allora si trata di camminare, anche oggi, come ogni giorno, appoggiati alla Sua Parola, che è la parola del Padre, di nostro Padre. Vivere in Cristo ogni istante, come un bimbo abbandonato tra le braccia di suo padre. E’ questa la luce che dirada le tenebre che ci avvolgono e ci intristiscono. Camminare umilmente con Gesù, senza pretendere nulla, sapendo d’essere forse come pugili suonati tra le temperie della vita, ma saldi e fermi, ancorati nel Suo amore che non delude. Camminare in una valle oscura, bere veleni, e scoprire di passare indenni, sperimentando che Lui è vivo, che il Cielo ci attende, che la nostra vita è un pellegrinaggio quotidiano verso la pienezza del Suo amore.


Commento al Vangelo di :

Sant’Anselmo d’Aosta (1033-1109), monaco, vescovo, dottore della Chiesa
Meditazioni

O buon Signore Cristo Gesù, come sole tu illuminasti me che non ti cercavo né ti pensavo, e mi mostrasti come ero… Hai rimosso il peso che mi opprimeva dall’alto; hai respinto chi mi percuoteva con la tentazione… Tu mi chiamasti con un nome nuovo (Ap 2,17) tratto dal tuo nome e, incurvato com’ero, mi innalzasti fino alla tua visione dicendo: “Non temere, io ti ho riscattato, ho dato per te la mia vita. Se stai unito a me, fuggirai i mali in cui ti trovavi e non precipiterai nell’abisso verso il quale correvi; ma io ti condurrò nel mio regno…”

Sì, Signore, tutto questo facesti per me. Ero nelle tenebre e non lo sapevo…, scendevo verso gli abissi dell’ingiustizia, ero caduto nella miseria del tempo per cadere ancora più in basso. E nell’ora in cui mi trovavo senza soccorso, illuminasti me mentre non ti cercavo… Nella tua luce, vidi ciò che erano gli altri, e ciò che ero io…; mi desti di credere nella mia salvezza, tu che desti la tua vita per me… Lo riconosco, o Cristo, devo tutta la mia vita al tuo amore.