di Don Antonello Iapicca

Dal Vangelo secondo Marco 3,1-6.

Entrò di nuovo nella sinagoga. C’era un uomo che aveva una mano inaridita, e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!». Poi domandò loro: «E’ lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell’uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu risanata. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

IL COMMENTO

Gesù ci mette in mezzo. Anche questo è parte della nostra elezione. Semplicemente “messi in mezzo”. I nostri difetti, le nostre debolezze, i nostri peccati. Anche quelli. Segno di contraddizione, chiamati nella Sua misericordia e mandati perchè appaia la luce della verità. La nostra vita acquista senso anche in questa missione del tutto paricolare. Le nostre ferite sono il luogo della misericordia di Dio, ma anche il segno su cui sono pronte ad infrangersi le ipocrisie e le astuzie del demonio, sia esso travestito da uomo religioso o da anticlericale e mangiapreti. La nostra vita è la mangiatoia dove è deposto Dio fatto uomo, la nostra carne povera, debole, ferita è la pietra scartata dai costruttori di questo mondo senza Dio, novella Babele lanciata in un abisso di incomprensione e di distruzione. La nostra vita, quella di oggi ad esempio, è una porta spalancata sul Signore, il preludio alla Sua opera. Perchè il mondo creda. I piccoli siano consolati, i poveri evangelizzati. Spesso vorremmo nasconderci, desidereremmo che i nostri difetti venissero cancellati, e invece, sembra che qualcuno ci trascini là in mezzo. Crsitiani e nevrotici. Cristiani e debolissimi. Proprio così. Poveri e santi. Peccatori e amati. In mezzo perchè brilli, tra l’ipocrisia e la menzogna, l’unica verità capace di salvare, l’amore infinito di Dio per ogni uomo. Di cui noi portiamo le stigmate. Salvate e benedette nella misericordia di Cristo.

Meditazione del giorno:

Melitone di Sardi ( ? – circa 195), vescovo
Omelia sulla Pasqua , 82-90 ; SC 123, 107

« I farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire »

Non avete visto Dio ; non avete riconosciuto il Signore ; non avete saputo che era proprio lui, il Primogenito di Dio, colui che è stato generato dal seno dell’aurora (Sal 109,3), colui che ha fatto sorgere la luce, che ha fatto brillare il giorno, separandolo dalle tenebre, che ha fissato i primi limiti, sospendendo la terra, disseccando l’abisso, spiegando il firmamento…, che ha creato gli angeli nel cielo, stabilendovi i troni, e ha plasmato l’uomo sulla terra. Ha scelto lui Israele e l’ha guidato da Adamo fino a Noè, da Noè ad Abramo, da Abramo ad Isacco e Giacobbe e ai dodici patriarchi. Ha condotto lui i vostri padri in Egitto e li ha protetti e nutriti. Li ha rischiarati con la colonna di fuoco e li ha ricoperti della nube, ha separato il Mar Rosso e li ha fatti attraversare. Lui ha dato loro la manna dal cielo, e li ha abbeverati dalla roccia, e ha dato loro la Legge e la terra promessa, ha inviato loro i profeti, e ha suscitato loro dei re. È venuto lui da voi, curando coloro che soffrivano, e risuscitando i morti… È lui che volete fare morire, è lui che consegnerete a prezzo d’argento…

Quanto stimate i benefici che vi sono stati concessi ?… Stimate ora la mano disseccata che egli ha reso al corpo. Stimate ora i ciechi nati che egli ha resi alla luce con una sola parola. Stimate ora i morti che egli ha risorto dal sepolcro dopo tre o quattro giorni… Inestimabili sono i doni che egli vi ha dato. Invece voi,… gli avete reso il male per il bene, l’afflizione per la gioia, e la morte per la vita.