Dichiarazione della FIAMC sulla nuova amministrazione USA e la cultura della vita

ROMA, mercoledì, 18 febbraio 2009 (ZENIT.org).- La Federazione Mondiale delle Associazioni Mediche Cattoliche (FIAMC) ha emesso una “Dichiarazione sull’Amministrazione Obama e la Cultura della Vita” in cui critica il sostegno all’aborto da parte del neo Presidente degli Stati Uniti.

La sua elezione, spiega l’organizzazione, “ha segnato un’importante svolta nella storia e nella cultura americana. Correndo per la presidenza in un momento caratterizzato da un turbamento economico e geopolitico, Obama ha promesso di essere una forza per un cambiamento positivo, la riconciliazione politica e il governo efficace”.

“Purtroppo, il Presidente Obama ha iniziato il suo mandato con azioni che mineranno il rispetto per la vita umana, la dignità umana e la libertà religiosa”, riconosce la FIAMC.

Durante la campagna del 2008, si osserva, alcuni cattolici “hanno sostenuto Barack Obama basandosi in parte sul suo sostegno alla giustizia economica e sulla sua politica estera, in parte sulla sua promessa di cercare di ridurre il numero degli aborti aumentando i fondi sociali per aiutare le donne in stato di gravidanza”.

“Come legislatore e come candidato, tuttavia, Obama ha assunto posizioni del tutto opposte al rispetto per la vita umana”, denuncia l’organizzazione, portando vari esempi a sostegno di questa tesi.

Tra questi, il fatto che Obama “sia stato a lungo un sostenitore dell’aborto su richiesta e abbia pubblicizzato la totale approvazione che ha ricevuto da Planned Parenthood, il maggiore promotore dell’aborto negli Stati Uniti”, o la sua opposizione a “ogni limitazione all’aborto, incluse le leggi che richiedono la notifica e il consenso dei genitori prima che una minore possa abortire”.

“Come senatore, Obama si è attivamente opposto a ogni protezione per i bambini nati vivi dopo aborti falliti” e durante la sua campagna elettorale ha espresso il suo sostegno al “Freedom of Choice Act” (FOCA) – “la più radicale estensione del permesso di aborto al mondo” –, promettendo di firmare la legge se fosse diventato Presidente.

Oltre a questo “totale sostegno all’aborto”, continua la FIAMC, Obama “ha promesso di fornire finanziamenti federali alla ricerca sulle cellule staminali che distrugge la vita umana al suo stato embrionale”.

Una volta diventato Presidente, “ha dato il via a una serie di azioni che indicano che è pronto a implementare il suo precedente sostegno all’aborto”.

Nei primi giorni del suo incarico, infatti, ha rovesciato la cosiddetta “Politica di Città del Messico”, che nega i fondi federali alle agenzie internazionali che promuovono o effettuano aborti come mezzo per il controllo delle nascite.

Cosa “ancor più minacciosa”, ha anche espresso la volontà di fornire sostegno finanziario al Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, un’organizzazione che ha perso il sostegno del Governo statunitense dopo aver collaborato con la politica coercitiva del figlio unico portata avanti dal Governo cinese.

Per sostenere le sue posizioni, avverte la FIAMC, Obama sta inoltre inserendo nel suo gabinetto e nell’amministrazione sostenitori dell’aborto come il Segretario di Stato Hillary Clinton.

Il nuovo Presidente ha infine dichiarato di opporsi alla norma che difende l’obiezione di coscienza da parte dei professionisti sanitari, approvata negli ultimi giorni dell’amministrazione Bush “in risposta alle molte minacce alla coscienza dei medici, dei farmacisti e dei professionisti sanitari negli Stati Uniti”.

Alla luce di tutto ciò, la FIAMC lancia “un appello urgente al Presidente Obama a riconsiderare il suo sostegno all’aborto e alla ricerca che può avvenire solo distruggendo vite umane innocenti”.

Allo stesso modo, offre “preghiere, incoraggiamento e appelli ai medici cattolici degli Stati Uniti perché educhino il pubblico e si oppongano a questi sforzi di promuovere l’aborto”, esortando i membri del FIAMC a “essere vigili nell’opporsi alle nuove minacce alla vita e alla dignità umana che potrebbero essere promosse dai funzionari dell’amministrazione Obama nella politica estera e alle Nazioni Unite”.