di Leone Grotti da www.Tempi.it

La petizione chiedeva la sospensione della legge Taubira su matrimonio e adozioni gay. Per il Cese è «inammissibile». Manif Pour Tous: «Torneremo in piazza». 

«Inammissibile»: così il Consiglio economico, sociale e ambientale (Cese) ha respinto ieri il ricorso firmato da 700 mila cittadini francesi, che hanno chiesto una sospensione della procedura legislativa in corso sul progetto di legge presentato dal governo socialista sul matrimonio e l’adozione gay. Le firme sono state raccolte dalla grande Manif Pour Tous, che è riuscita a portare «un milione di persone» in piazza a Parigi a favore della famiglia formata dall’unione di uomo e donna.

PETIZIONE RESPINTA. Nessuno era mai ricorso al Cese prima d’ora ma nonostante la validità delle firme e il loro numero consistente, l’organo pubblico ha fatto sapere che ai sensi delle leggi vigenti solo il primo ministro, e non una petizione di cittadini, può richiedere un parere su un progetto di legge e autorizzare una sospensione di una procedura legislativa in corso. Ha poi affermato che sarà avviata una consultazione sulle «evoluzioni contemporanee della famiglia e le loro conseguenze in materia di politiche pubbliche».

700 MILA LETTERE A HOLLANDE. Secca la risposta della Manif Pour Tous in un comunicato: «Prendiamo atto che è nata morta la nuova procedura del 2010, volta a dare la possibilità ai cittadini di richiedere al Cese di avviare una riflessione approfondita su una riforma così fondamentale del diritto civile come l’istituzione del matrimonio e il diritto di filiazione». Tutti quelli che hanno firmato la petizione sono poi stati invitati a «scrivere a François Hollande» e a partecipare alla manifestazione del 24 marzo a Parigi, di nuovo sugli Champs Elysées.

DI NUOVO IN PIAZZA. Come dichiarato a tempi.it dalla portavoce della Manif Pour Tous Frigide Barjot «scenderemo di nuovo in piazza il 24 marzo. Abbiamo anche chiesto al presidente della Repubblica di indire un referendum e lui può decidere se farlo oppure no. Abbiamo già portato una manifestazione numerosa in piazza, eravamo più di un milione il 13 gennaio. Possiamo tornare in strada e la prossima volta saremo ancora di più e chiederemo che il presidente della Repubblica Hollande ascolti il popolo francese, che non vuole questa legge».

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