di Emmanuele Michela da www.tempi.it

Lunedì a Stormont è stata fermata la mozione dello Sinn Fein a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso: «Differenza tra uomo e donna è fondamentale per crescita dei bambini» 

stormont_belfastL’assemblea di Stormont ha rigettato con 53 voti contro 42 la mozione presentata dallo Sinn Fein per introdurre i matrimoni gay in Irlanda del Nord. La norma era già stata bloccata un mese fa per l’opposizione dei partiti unionisti. La proposta viene portata avanti per cercare di adeguare l’Ulster al resto del Regno Unito, dove la riforma dei matrimoni voluta dal governo Cameron è stata già accolta, aprendo alle nozze tra coppie omosessuali (ma deve ancora passare alla Camera dei Comuni per il secondo voto). Lunedì però a Belfast c’è stato l’ennesimo stop, che lascia aperta la strada solo alle civil partnership, le unioni civili che concedono alcuni diritti alle coppie gay. «Questo voto è la dimostrazione che il matrimonio tra un uomo e una donna ha ancora un valore importante nella nostra società», è stato il commento di Tim Bartlett, sacerdote e rappresentante del Consiglio cattolico per gli affari sociali dell’Ulster. «Madri e padri sono importanti, e la differenza tra uomini e donne nella crescita dei bambini è fondamentale. La nostra società lo ha sempre riconosciuto, dando alle nozze tradizionali un valore speciale».

DISCRIMINAZIONI. Il dibattito sul matrimonio gay è molto acceso dalle parti di Belfast: qui fu celebrata la prima unione civile del Regno Unito tra due persone dello stesso sesso, nel 2005, anno in cui Shannon Sickles e Grainne Close si giurarono fedeltà di fronte alla legge. E qui ogni estate si svolge il più grande festival dell’isola del mondo omosex, che richiama in città migliaia di persone. Ma, come ha commentato il Ministro delle Finanze Sammy Wilson, «se si accettasse un cambiamento nella definizione legale di matrimonio, allora coloro che sostengono visioni contrarie si troverebbero ad essere contro la legge. I loro diritti verrebbero violati». Dall’altra parte si leva invece la voce dello Sinn Fein: «Le abitudini in Irlanda stanno cambiano perché la gente non vuole più vedere persone discriminate», ha commentato Caitriona Ruane, parlamentare in quota al partito di Gerry Adams. Secondo i sostenitori della legge, il vuoto normativo porta molti giovani al suicidio: «Non viene offerta alcuna alternativa alle ingiurie a sfondo sessuale, i giovani sono costretti ad assorbirle».

LA BATTAGLIA CONTINUA. Con il no di lunedì la battaglia è conclusa? Tutt’altro. Le associazioni a favore del matrimonio gay annunciano che andranno avanti a combattere affinché anche in Irlanda del Nord due persone dello stesso sesso possano unirsi in matrimonio. A sostenerli ci sarà anche Amnesty International: «È possibile che il Nord Irlanda sia costretto ad appoggiare il matrimonio gay se dovesse rimanere l’unica regione del Regno Unito a rifiutarlo», fanno sapere. Parole confermate da Patrick Corrigan, “programme director” dell’associazione: «Gli Stati non dovrebbero fare discriminazioni relative al diritto a sposarsi e fondare una famiglia sulla base di orientamenti sessuali e identità di genere».