di Leone Grotti da www.tempi.it

La seconda manifestazione organizzata da La Manif Pour Tous in Francia contro il matrimonio e adozione gay è stata un successo di popolo oltre ogni aspettativa.

Ci si aspettavano moltissime persone, ma non così tante. La seconda manifestazione organizzata da La Manif Pour Tous in Francia contro il matrimonio e adozione gay è stata un successo di popolo oltre ogni aspettativa. Ieri a Parigi erano un milione e 400 mila (secondo gli organizzatori) le persone che hanno sfilato dall’Arco della fraternità, passando per via Charles de Gaulle e per via della Grande armata, fino all’Arco di Trionfo. Nella prima manifestazione del 13 gennaio erano un milione (sempre secondo gli organizzatori). 

FRANCIA HA PARLATO. «Il popolo francese ha parlato» scandiscono slogan i partecipanti, contestando la legge proposta dai socialisti di Francois Hollande che non vuole indire un referendum sull’argomento molto delicato. Con il matrimonio, infatti, la Francia autorizzerà anche le adozioni dei bambini da parte di coppie omosessuali. La legge, approvata all’Assemblea nazionale, il 4 aprile arriverà al Senato dove i socialisti hanno una maggioranza di soli sei deputati. La partita, dunque, è ancora aperta.

 

 «GOVERNO CI ASCOLTI». La manifestazione si è svolta in modo pacifico anche se un centinaio di persone si sono scontrate con la polizia (che ha risposto lanciando lacrimogeni tra i partecipanti con molti bambini) dopo aver cercato di proseguire sugli Champs-Elysées, percorso della prima manifestazione e vietato questa volta per motivi di sicurezza. «Che cosa dobbiamo fare ancora per essere ascoltati?» ha detto la portavoce Frigide Barjot. «Noi chiediamo di essere ricevuti da Hollande o ci sarà una terza manifestazione molto presto». «Il governo aveva scommesso che la mobilitazione si sarebbe affievolita, non è stato così – ha dichiarato un deputato dell’Ump – Noi lanciamo un ultimatum al presidente: ritiri il testo di legge da qui a giovedì, giorno in cui parlerà in televisione o andremo avanti di manifestazione in manifestazione».