Il matrimonio combinato è una tradizione musulmana. Spesso si sono avuti matrimoni di bambine, anche recentemente. Il problema è che il matrimonio combinato e\o con minorenni è una pratica risalente al Profeta
Andrea Sartori (Insegnante)

La piaga dei matrimoni combinati, spesso di minorenni, è uno degli ostacoli principali all’integrazione in Italia e in Europa, ed è una pratica tuttora diffusa in tutto il mondo islamico. Il problema è di difficile risolvibilità, a meno che non vi sia una contestualizzazione storica degli eventi correlato alla nascita dell’islam, in quanto appartiene alla pratica del Profeta.

Qualcuno ricorda la terribile immagine scelta dall’Unicef come foto dell’anno 2007? Era una fotografia scattata dalla fotografa americana Stephanie Sinclair, e raffigurava un signore afghano di quarant’anni accanto ad una bambina undicenne. Era la testimonianza terribile della pratica dei matrmoni combinati e delle spose bambine nel mondo islamico. Pratica più comune di qunato si creda. Nel settembre 2009 morì di parto, in Yemen, Fawzia Abdallah Youssef. L’età di questa “madre” era solo 12 anni. Nel maggio 2009 un tribunale saudita confermò in appello la validità del matrimonio tra una bimba di otto anni e un uomo di cinquanta. Sono tribalismi presenti in zone arretrate, in entroterra? Attenzione questa sarebbe un’obiezione sensata. Ricordiamo che anche in certi entroterra italiani vigeva il delitto d’onore. Proprio per venire incontro agli abitanti di questi entroterra, la legge italiana concedeva attenuanti al delitto d’onore (come non ricordare, a questo proposito, il meraviglioso e pungente film Divorzio all’italiana di Pietro Germi?) e tale vergogna venne abolita solo nel 1981.

Il guaio è, quando ci si riferisce ad usanze musulmane, che esse trovano una giustificazione nella religione. A questo proposito ricordiamo che un influente imam marocchino, Mohamed Ben Abderahman al Maghrawi, emise una fatwa in cui sollecitava il matrimonio tra uomini adulti e bambine di nove anni. La motivazione risiedeva nel fatto che Maometto in persona sposò Aisha quando aveva solo sei anni e consumò il matrimonio quando lei ne aveva nove. L’imam marocchino giustifica la sua posizione con queste parole: “la formazione del corpo di una bambina di 9 anni le permette di avere rapporti sessuali e, quindi, di assumere responsabilità matrimoniali”. Anche in ambito sciita l’esempio del Profeta dell’islam pesa. Lo stesso ayatollah Khomeini giudicava leciti tali matrimoni.

Le fonti islamiche confermano tale vicenda. Se prendiamo la raccolta di al Buhari, considerata la più autorevole fonte di ahadit, troviamo scritto: “Narrato dal padre di Hisham: Khadija morì 3 anni dopo che il Profeta partì verso Medina. Rimase colà per circa 2 anni e quindi sposò ‘Aisha quando era una bambina di 6 anni di età, ed egli consumò quel matrimonio quando lei aveva 9 anni.” (Volume 5, Libro 58, Numero 236). Anche un altro dei più autorevoli tradizionisti musulmani, il Tabari, conferma la vicenda: “Aisha aveva 6 (o 7) anni di età quando si sposò, e il matrimonio fu consumato quando aveva 9 anni. Muhammad b. ‘Amr è uno dei tramandatori.” (Vol. 9, p.129-131).

L’ulteriore problema che si pone nel caso del matrimonio tra Maometto e Aisha risiede anche nel fatto che ovviamente non si trattò di un matrimonio d’amore (sebbene Moametto considerasse Aisha la sposa prediletta), ma di convenienza. Aisha era la figlia di Abu Bakr, che poi fu il  primo califfo alla morte del Profeta suo genero. Era un modo per stabilire un’alleanza, presente anche nel mondo romano (basti pensare che l’alleanza tra Cesare e Pompeo si sfaldò completamente alla morte di Giulia, figlia del primo e sposa del secondo) e anche tra i monarchi d’Europa, che stabilivano alleanze matrimoniali (la giovanissima Maria Luisa d’Austria, sposa, non certo per amore, del più anziano Napoleone), ma è ovviamente un costume caduto in disuso. Soprattutto non è una costumanza che trovi ragion d’essere nei Vangeli (diverso il discorso per l’Antico Testamento. Ma ricordiamo che il “perfezionamento” delal Legge praticato da Gesù consiste anche nel ribaltamento completo di alcune regole mosaiche, come la lapidazione). Il grosso problema per quanto riguarda l’islam è che la pratica del matrimonio combinato fu una prassi dello stesso Maometto. Il quale no è considerato un dio dall’islam, e nemmeno esente da errori (cfr. sura 80), ma rimane pur sempre la “migliore fra le creature” e un “esempio per i credenti”. Come fare allora. La via migliore sarebbe che il movimento riformista all’interno del mondo musulmano possa prevalere. Ovvero che possano avere voce quei teologi musulmani che parlano di una contestualizzazione storica del Corano. L’esempio più grande è nel pensiero di Mohammed Mahmud Taha e nella sua teorie sui due messaggi dell’islam, uno “eterno” e uno contestualizzato storicamente. Ma questo è molto difficile, soprattutto tra i non acculturati. Basti pensare che Taha fu impiccato per apostasia. La strada è ancora un salita.