Un ex protestante dedica un libro alla devozione mariana

di Annamarie Adkins

WASHINGTON, lunedì, 27 luglio 2009 (ZENIT.org).- In ambienti cattolici e soprattutto non cattolici ci sono troppi fraintendimenti su Maria che ora vengono affrontati in un libro pubblicato di recente negli Stati Uniti da uno scrittore convertitosi dal protestantesimo al cattolicesimo.

Quando il famoso autore Mark Shea stava pensando di entrare nella Chiesa, non trovò libri che potessero aiutarlo a dipanare i suoi dubbi di protestante evangelico sulla dottrina e la devozione cattolica mariana.

Vent’anni dopo, un’opera come questa ancora mancava, motivo per il quale Shea ha deciso di scriverla.

Il risultato è “Maria, Madre del Figlio” (“Mary, Mother of the Son“), uno strumento per illustrare la fede in tre volumi pubblicato su Catholic Answers.

Shea, responsabile di contenuti per il Catholic Exchange e articolista sia per l’Inside Catholic che per il National Catholic Register, spiega a ZENIT come ha scritto questo libro.

Perché ha scritto un libro sulla Madre di Dio? Dove si colloca la sua trilogia visto che gli scaffali sono già pieni di libri e trattati su Maria?

Mark Shea: Ho scritto questo libro perché quando sono entrato nella Chiesa avrei voluto che qualcun altro lo avesse già scritto.

Ho aspettato quasi 20 anni che qualcuno lo facesse, ma visto che nessuno se ne occupava ho deciso di imbarcarmi in questo progetto (il che è giusto perché sono l’unica persona che sa davvero quali domande e quali dubbi avessi e quale potrebbe essere una risposta soddisfacente ad essi).

Quanto a dove collocare questa trilogia, suppongo che la risposta sia “ovunque”.

Ciò significa che parte della ragione per cui l’ho scritta è perché semplicemente non c’era alcun libro di questo tipo. Ad esempio, i testi sul dogma mariano non trattano la questione delle apparizioni. La letteratura devozionale non risponde alle questioni relative a dove la Chiesa tragga tutta la questione di Maria. I libri che tracciano lo sviluppo della dottrina non parlano del rosario. La letteratura esisteva, ma la maggior parte della gente non ha il tempo di localizzare tutte le fonti per rispondere alle domande che ha su Maria. Per questo è nato “Maria, Madre del Figlio”, perché fosse una specie di “centro commerciale”, per affrontare teoricamente qualunque tema un non cattolico (o un cattolico senza base catechetica) possa immaginare sulla dottrina e la devozione mariane.

Parla di tutto, dalle fonti del credo e della pratica mariana (un tema importante visto che moltissimi non cattolici pensano che si tratti solo di qualcosa preso dal paganesimo) fino all’avvicinamento cattolico alle Scritture, passando per i quattro dogmi mariani, l’ampio spettro della devozione mariana, le rivelazioni e le apparizioni private, le vie possibili per procedere nel dialogo tra cattolici ed evangelici sulla Santissima Vergine.

Quando si parla dei dolori della Madonna, ho basato tutto sulla mia vita e ho affrontato le difficoltà e i problemi con Maria che ha un non cattolico, per cui questo libro nasce dal mio cuore (e dalle mie viscere) così come dalla mia testa.

Nel testo niente è nuovo (volontà di Dio) e tutto è in ultima istanza una nuova esposizione della Tradizione, ma è una nuova esposizione che cerca di percorrere tutta la serie degli insegnamenti cattolici su Maria, senza centrarsi su un tema in modo specializzato. Ed è scritto per essere compreso da chi non è un esperto.

Nei suoi libri lei spiega perché la maggior parte di ciò che la gente pensa di sapere sia su Maria che sulla Chiesa cattolica è una pseudoconoscenza. Può descriverci questo fenomeno e perché c’è tanta pseudoconoscenza della Chiesa nel mondo della cultura?

Mark Shea: La pseudoconoscenza è ciò che “tutti sanno”, non perché sia la verità, ma perché qualcuno con una “carica importante” lo ha detto in televisione, o perché lo afferma la rivista preferita, o perché un personaggio attraente in un film lo ha stabilito come un fatto e moltissime altre persone lo hanno ripetuto milioni di volte.

La pseudoconoscenza è ciò che spiega che “tutti sanno” che Humphrey Bogart ha detto “Suonalo ancora, Sam” (tranne lui). E’ ciò che spiega che “tutti sanno” che la Costituzione degli Stati Uniti parla di un “muro di separazione” tra la Chiesa e lo Stato (non la Costituzione). E spiega perché “tutti sanno” che tutti gli europei del Medioevo credevano che il mondo fosse piatto (tranne loro).

La pseudoconoscenza fa sì che la gente parli come se fosse sicura di aver letto una volta di documenti federali, o di aver analizzato a fondo i dati meteorologici del riscaldamento globale, o conservato nella memoria i documenti del Concilio di Trento quando, di fatto, non può citare neanche cinque parole di nessuna di queste cose.

Ciò che sa in realtà è quello che la voce sonora e ben modulata della televisione o del proprio circolo di amici (o di entrambi) ha detto che era una “conoscenza comune” sul Governo, sulla scienza o la Chiesa cattolica.

E, ovviamente, spiega perché “tutti sanno” che “la Maria cattolica” non è che una dea pagana riscaldata. E’ un mito moderno circolato per tanto tempo che nessuno pensa di metterlo in discussione. E quando lo si fa si scoprirà che non c’è niente. Niente. Neanche un briciolo di autentico sostegno storico.

Come molti miti sulla Chiesa cattolica, nasce da una conoscenza superficiale della Chiesa (è difficile che questa riesca ad evitarla completamente e la gente in genere giudica da impressioni frammentarie) e dal fatto che molti non cattolici ascoltano solo non cattolici che fanno circolare spazzatura priva di fondamento come se si trattasse di “fatti”.

Qual è il ruolo più importante che Maria ha svolto nella storia della Chiesa e nella sua missione di evangelizzare le Nazioni?

Mark Shea: Essendo quello che è, Maria è il “tipo della Chiesa”, come ha affermato Sant’Ambrogio. La sua missione è la stessa da quando Gesù ce l’ha affidata con queste parole: “Ecco tua madre”. Come modello di discepolo, la Madre di Dio, la Sempre Vergine, l’Immacolata e Assunta in Cielo, intercede costantemente per noi e, a volte, si è anche manifestata con necessari appelli al pentimento e alla grazia (come a Fatima e in altri luoghi).

Perché, a suo avviso, Maria appare a persone di tutto il mondo? C’è un tema comune nelle varie apparizioni della Vergine?

Mark Shea: La sua missione, essenzialmente, è sempre stata la stessa: dire al mondo “Fate quello che Gesù vi dirà”.

Come ho sottolineato in “Maria, Madre del Figlio”, quella di Maria è la vita di più profondo riferimento che un mortale abbia vissuto. Tutte le vere rivelazioni private hanno una cosa in comune: non rimandano direttamente alla rivelazione pubblica di Gesù Cristo e alla tradizione apostolica della Chiesa. Il messaggio di Maria non è radicalmente nuovo: sii buono. Vai a Messa. Confida in Gesù. I bambini dovrebbero dire la verità. Questo tipo di cose.

Se si vive una vita cattolica con una vera fiducia in Gesù, in obbedienza alla Santa Chiesa, nella pratica della virtù e nella frequentazione dei sacramenti, si sta facendo tutto ciò per cui queste visioni, guarigioni miracolose e soli brillanti sono stati permessi da Dio per parlare alla razza umana.

Perché tanti documenti importanti della Chiesa – dalle narrazioni conciliari (Lumen Gentium) alle Encicliche papali (Caritas in Veritate) – sembrano concludersi sempre con un canto di giubilo e un’esortazione a cercare l’intercessione della Santa Madre?

Mark Shea: Perché è bene e anche elegante farlo.

Dio le ha dato il primato tra tutte le creature e siamo d’accordo sul suo culto: il più alto onore dovuto a una creatura. Ma “creatura” è una parola fredda, vero? Come qualcosa che esce da un film di fantascienza. Il giorno della festa della mamma non regaleremmo alla nostra un biglietto con scritto “Cara creatura esaltata”, ma scriveremmo “Cara mamma, ti voglio bene e apprezzo tutto ciò che hai fatto e che tu ti sia sacrificata per me”. La Chiesa dice lo stesso a nostra Madre.

Alcuni si lamentano del fatto che parlare dei “sacrifici” di Maria voglia dire limitare l’onore dovuto solo a Gesù. Io rispondo: immaginate una cerimonia in una chiesa per i genitori di un ragazzo morto in Iraq in cui il pastore dica ai genitori afflitti: “Dio ha dato a questi genitori il figlio ed è stato colui che ha inviato questo figlio a morire per la libertà del popolo iracheno. Essi non sacrificano nulla. Semplicemente hanno dato il loro consenso per far parte del piano di Dio”.

Nessuno parla mai in questo modo del sacrificio compiuto da una persona. Tutto il resto del tempo possiamo capire che, visto che Dio è l’autore di tutte le cose, anche i nostri sacrifici e le nostre scelte contano davvero – per la grazia di Dio.

L’unica volte in cui la gente parla così è quando gli evangelici mettono incredibilmente da parte Maria disumanizzandola e sminuendo la spada che le ha trafitto il cuore, così da poterne parlare come se fosse del tutto irrilevante nell’Incarnazione e nella Passione di Cristo, anziché la persona che, di fatto, è stata più di chiunque altro intimamente legata a Lui. Nessun mortale ha sofferto di più e ha perso di più nella Passione di Nostra Signora. Se possiamo dedicare parole di ringraziamento ai genitori di un soldato caduto, dovremmo essere tanto più grati a chi ci ha dato, come Dio, il suo unico Figlio.

Per questo è più che idoneo che la Chiesa onori la Santissima Vergine e ne chieda l’intercessione. Dio non l’ha perfezionata in santità, amore e potere per poi lasciarla da parte. Per 2000 anni è stata per lei una gioia intercedere per i suoi figli – perché assomiglia a Cristo più di qualunque altra persona che abbia vissuto e la sua gioia è fare esattamente lo stesso.

Perché Maria è un problema per l’unità cristiana? I cristiani saranno capaci di unirsi intorno alla loro Madre?

Mark Shea: Dovrebbero, ma è stata dura per 400 anni. In questi numeri c’è tuttavia una speranza, perché l’ostilità e la paura di Maria sono, storicamente parlando, un fenomeno molto recente e in realtà sono nati dopo l’inizio della Riforma.

Molti dei riformatori avevano una profonda devozione per Maria e, di fatto, hanno accettato molto dell’insegnamento cattolico su di lei. Ad ogni modo, quando il protestantesimo si è allontanato dall’insegnamento cattolico (e quando, nei Paesi di lingua inglese, Elisabetta I ha pensato che sarebbe stato conveniente soppiantare il culto della Vergine con quello politico alla regina vergine), questo legame ha finito per spezzarsi.

Accanto a questo si è perso anche il senso del sacramentale, il senso della Scrittura, e l’apprezzamento per il femminile nella vita della Chiesa. Si è arrivati a vedere Maria quasi esclusivamente come una specie di dea pagana e una minaccia reale all’autentica devozione cristiana: una percezione del tutto estranea al pensiero di qualsiasi cristiano dei primi 16 secoli della Chiesa.

Lei sostiene che gli attacchi alla mariologia della Chiesa sono in realtà attacchi alla sua cristologia. Come e perché accade questo?

Mark Shea: Quando si parla di Maria non si tratta mai solo di lei.

Ad esempio, la nascita verginale. Uno di primi insulti pronunciati contro Gesù fu quello di essere un bastardo, il prodotto di un’unione tra Maria e un soldato romano chiamato Pantera (probabilmente una corruzione di “parthenos”, che in greco significa “vergine”).

L’obiettivo dell’insulto era attaccare Maria? Ovviamente no. L’obiettivo era attaccare Gesù come un semplice bastardo e negare che fosse il Figlio di Dio o che avesse un’origine divina.

Allo stesso modo, quando l’eretico Nestorio chiese che i cristiani non acclamassero più Maria come “Theotokos” o “Madre di Dio”, il suo attacco si dirigeva non contro Maria, ma contro la nozione che Gesù Uomo e la Seconda Persona della Trinità fossero una cosa sola.

La domanda: “Dove si trova l’assunzione di Maria nella Bibbia?” non si riferisce realmente a Maria. E’ una domanda sulla validità della Sacra Tradizione di Cristo e dell’autorità della Chiesa di Cristo.

Anche “Perché devo pregare Maria?” non è una domanda su Maria, ma sul rapporto dei vivi e dei morti in Cristo. “I cattolici venerano Maria?” non è una domanda su di lei, ma sull’ipotesi che i cattolici adorino realmente Cristo.

Le inquietudini degli evangelici su Maria rendono infine omaggio e allo stesso tempo sorvolano sulla verità su Maria che la Chiesa cattolica vuole che vediamo: che la vita di Maria, nella sua totalità, è una vita di riferimento.

Gli attacchi contro Cristo e il suo Vangelo vengono sempre fatti attraverso il suo Corpo, la Chiesa. Lo vediamo, ad esempio, nel Codice da Vinci. Il messaggio, come sempre, è stato “Ho il massimo rispetto per Gesù, è che la Chiesa ha pervertito totalmente ciò che ha detto realmente (che è, per una strana coincidenza, quello che dico io)”. E visto che Maria è il tipo della Chiesa, è per questo che rappresenta una sorta di “palizzata” e difesa intorno alla verità della fede.