da http://www.mariosberna.it/

Per Sito (7)Vivere con 2.500 euro al mese è possibile. Mario Sberna risponde al deputato Patrizia Terzoni, che aveva messo in dubbio la sua scelta di trattenersi lo stipendio che percepiva prima di entrare in Parlamento. Sberna precisa punto su punto alle affermazioni della parlamentare del movimento 5 Stelle.

«Non ha figli a carico, moglie a carico…»  «Per la verità mia moglie Egle fa l’assistente sociale, porta a casa ogni mese 800 euro. I figli: ne ho 5, di cui due adottati. Uno lavora, gli altri sono a carico. Li ho cresciuti insieme a mia moglie utilizzando soprattutto il mio stipendio (al netto di detrazioni fiscali e con l’aggiunta di assegni familiari, tutto pubblicato sul mio sito insieme al 730) pari a quello che ho trattenuto per i mesi di marzo e aprile (dal 28 febbraio sono in aspettativa senza assegni). Non vedo il motivo per cui se fino ad oggi sono riuscito  a sopravvivere con 2.500 euro, non dovrei farcela adesso che sono parlamentare. Abbiamo l’auto a sette posti più economica sul mercato (Dacia Logan), pagheremo il mutuo dell’unica casa fino al 2022».

La diaria – Le spese di vitto e alloggio, previste da una apposita voce (anche quelle documentate sul mio sito) come detto dall’inizio, sono … a piè di lista. Lo stesso accadeva in passato: quando il mio datore di lavoro mi ‘spediva’ in trasferta, mi pagava le spese. E però, c’è modo e modo di usufruire della diaria.

Albergo «Sono ospite dalle suore Pie Operaie a Roma. È una congregazione che ha la casa madre a Brescia, la mia città. Sono amiche. Volevano ospitarmi gratis, io ho insistito per 18/20 euro al giorno. Mi sembrava corretto: non navigano in buone acque nemmeno loro».

Vitto «Pranzo, se pranzo, rarissimamente alla Camera, più frequentemente al «Ciao» di via del Corso o in una pizzeria al taglio vicino al Pantheon e me la cavo in tutti e tre i casi con 6/7 euro; ceno dalle suore».

Spese di viaggio «Mi muovo solo a piedi, anche se piove».

Non viene mai a Roma? «Per la verità non ho mai mancato, fino ad oggi, un appuntamento parlamentare».

Trasferte – «Sono stato chiamato in Sicilia, tra qualche giorno andrò a Pisa e poi a Ferrara per convegni politici: noi parlamentari non abbiamo spese di viaggio  (in treno viaggio solo in seconda classe e non prendo mai il taxi). Io non ho nemmeno spese di vitto e alloggio in trasferta: sono stato presidente per anni dell’associazione che riunisce le famiglie numerose in Italia: ovunque mi reco c’è sempre qualcuno pronto ad ospitarmi a casa propria».

I collaboratori «Tutti volontari. Lavorano da casa loro soprattutto di notte, dopo aver addormentato l’ultimo figlio. E di figli ne hanno tanti, tutti multipli di due».

La scelta – «La scelta di non cambiare stile di vita  non è da indagare quasi fosse un peccato: è una scelta che, per me ed Egle, ha a che fare con la fede cattolica che professiamo, certo, ma anche con la necessità di continuare a guardare in faccia la gente le cui fatiche, i cui sogni e le cui ansie saremmo presto portati a dimenticare, se tenessimo tutti i soldi che ci danno (troppi, davvero troppi)».

Ai deputati grillini – «Se Patrizia Terzoni , i suoi colleghi di 5 Stelle – Grillo compreso – volessero, potrei passare loro alcune delle 353 richieste di aiuto che mi sono arrivate in questi giorni, in particolare quelle che si potrebbero risolvere attraverso un prestito momentaneo, una specie di microcredito: da solo non riuscirò mai a soddisfarle tutte».