Anmic e Anida: decisioni assurde Siamo alla macelleria sociale Ancora più discriminati
di Pino Ciociola
Tratto da Avvenire del 12 giugno 2010

La mannaia s’abbatterà sulla spesa per i disabili, ma – ad esempio – non più sui costi delle province (neppure quel­le poco più grandi del… quartiere di una città). Così, nella beata illusione di colpire pochi falsi invalidi, si bastoneranno molti fra quelli veri, visto che ai primi le novità della prossima finanziaria cambieranno poco, non fosse perché chi truffava prima non smetterà di farlo adesso soltanto per un cam­bio di percentuale. La principale trasforma­zione prevista dalla manovra economica è infatti nota ed a riassumerla bastano tre ri­ghe: verrà alzata la soglia d’invalidità neces­saria a percepire la pensione, portandola dal­l’attuale 74% all’85%. Con la conseguenza dell’esclusione dalle stesse pensioni d’inva­lidità per chi ha la sindrome di Down, per coloro ai quali è stato amputato il braccio e la spalla o entrambi i piedi, per i sordomuti e per molti altri ancora.

Annotazione: la ‘pensione’ o ‘assegno’ (d’invalidità) che dir si voglia vale già pochi spiccioli, cioè 277 euro e 57 centesimi al me­se (3. 330 euro e 85 centesimi all’anno). E non occorre una mano da Pitagora per farsi due conti, sapendo che il mantenimento in fa­miglia di una perso­na disabile e non au­tosufficiente costa più o meno (cente­simi esclusi) circa 2. 500 euro al mese.

Risultato? Le asso­ciazioni si sentono ancora più umiliate di quanto già acca­da. Prendiamo il ‘Coordinamento nazionale delle as­sociazioni con sin­drome di Down’ (Coordown). Ha preso carta e penna e scritto una lettera ai presidenti di Camera e Senato ed ai ministri dell’Economia, del Lavoro, della Salute e del­le Pari opportunità, nella quale si esprime «sconcerto e gravissima preoccupazione» per quanto previsto dalla Manovra, che «e­scluderebbe tutte le persone con sindrome di Down con invalidità al 75%». E poiché «sol­tanto il 10% delle persone Down accede ad un lavoro retribuito, ne rimarrebbero mol­tissime senza alcun reddito».

Prendiamo la ‘Federazione italiana per il su­peramento dell’handicap’ (Fish): tirare su quella percentuale «non colpisce in alcun modo i falsi invalidi – ha detto il presidente, Pietro Barbieri – bensì principalmente per­sone con disabilità intellettive di media en­tità espulse dal mercato del lavoro per lo stig­ma dell’improduttività e per lo stesso stigma privati della vita di relazione ordinaria». E, al solito, «il carico assistenziale ricade esclusi­vamente sulle loro famiglie». La Fish ha fat­to anche di più, ha aperto una pagina su Fa­cebook titolata «Vergogna Tremonti» e an­nunciato «lo stato di mobilitazione» a causa del «pesante attacco all’unico ammortizza­tore sociale d’inclusione per le persone con disabilità troppo gravi per veder riconosciu­te le loro potenzialità nel mercato del lavo­ro e troppo lievi per accedere ad altri per­corsi assistenziali». Anche l’’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili’ (Anmic) «ha intrapreso ini­ziative dirette a contrastare il provvedimen­to» e soprattutto contro «l’aumento assurdo della percentuale d’invalidità all’85% per ac­cedere all’assegno mensile». Ma chi va giù durissima è l’’Associazione nazionale di­versamente abili’ (Anida), secondo la quale – con le parole del presidente Giuseppe San­nino – «la severissima revisione per i titola­ri di accompagnamento e l’innalzamento della percentuale che dà diritto all’assegno di invalidità pone in atto una ‘macelleria so­ciale’ che penalizza i veri disabili».

Dunque finora le associazioni tentano la via della trattativa e intanto preparano le mani­festazioni. Come quella organizzata dalla Fi­sh, che si terrà molto probabilmente la mat­tina di giovedì 1 luglio 2010 davanti al Parla­mento mentre nello stesso momento ci sa­ranno presidi territoriali nei capoluoghi di Regione. Un’iniziativa che sarà l’ultima di al­tre. E fra le proposte c’è quella di assegnare un premio honoris causa al ministro Tre­monti nell’ambito del concorso indetto sem­pre dalla Fish ‘ Sapete come mi trattano?‘, raccolta di discriminazioni subite dalle per­sone con disabilità…