Per la presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, la tedesca Doris Pack, la cultura europea non deve tradursi in 12 stelle gialle tutte ugualmente luccicanti. Il riferimento è alla bandiera dell’Unione Europea che ha corona di 12 stelle giallo su sfondo blu.

Per la Pack la cultura europea è plurale, deve salvaguardare la pluralità che esiste tra i diversi paesi europei. Una tesi accolta con il plauso di molti dei presenti alla riunione della Commissione svoltasi stamane nella sede del Parlamento a Bruxelles.

Il discorso della diversità si era posto dopo una domanda posta dal filosofo Gianni Vattimo, membro della Commissione Cultura: con quale lingua intende l’Europa parlare in giro per il mondo? Attualmente la Ue ha accreditato come lingue ufficiali le 24 lingue dei 27 paesi membri.

La domanda di Vattimo sulla lingua veicolare dell’Europa, aggiungo io qui non avendo voluto intervenire in aula, richiama ad un’altra domanda di fondo: esiste una cultura europea? La cultura europea è solo un contenitore in cui vivono le differenti culture dei 27 paesi attualmente membri dell’Unione, che potrebbe avere connotazioni ancora diverse quando i paesi membri aumenteranno includendo magari anche la Turchia?

Può esserci una cultura europea senza il riconoscimento della verità storica delle radici giudaico-cristiane che hanno favorito la nostra civiltà laica e liberale, che è stata la culla dei diritti fondamentali della persona e la patria della moderna democrazia? Può esserci una cultura europea senza la condivisione dei valori non negoziabili, a partire dal bene inalienabile della vita, dalla centralità della dignità della persona e dalla certezza della libertà di scelta? Può esserci una cultura europea senza l’orgoglio dell’identità cristiana che è l’unico collante che ha forgiato la costruzione dell’Europa come realtà distinta e contrapposta all’islam e all’invasione degli eserciti musulmani che dal settimo secolo hanno posto fine all’unità del Mediterraneo che si reggeva sulla comune fede in Gesù Cristo?

La Pack dovrebbe rivalutare le 12 stelle che nella bandiera europea sono non a caso uguali e parimenti luccicanti. Perché sono la corona di stelle che San Giovanni nell’Apocalisse preannuncia la visione della Madonna, simboleggianti pertanto la fede cristiana che, come scrisse Goethe, è la lingua comune dell’Europa.

Mi impegno per il futuro a richiedere alla Commissione Cultura, di cui sono membro effettivo, un dibattito sulle radici giudaico-cristiane, i valori non negoziabili e l’identità cristiana della civiltà dell’Europa. Se non sappiamo chi siamo, se non siamo certi di chi siamo, se non siamo orgogliosi di chi siamo, l’Europa continuerà ad essere solo un contenitore al cui interno ci sarà tutto e il contrario di tutto, compresi i nemici delle radici giudaico-cristiane, dei valori non negoziabili e dell’identità cristiana. Noi condividiamo quanto detto da Robert Shuman, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea insieme a Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi: o l’Europa sarà cristiana o non sarà.

Magdi Cristiano Allam

(Bruxelles, 2 settembre 2010)