La sinistra radicale segue il Belgio sul discorso di Benedetto XVI in Africa Contrari il Ppe e il Psoe
di Michela Coricelli
Tratto da Avvenire del 3 maggio 2009

La sinistra spagnola più radicale vuole seguire le orme del Belgio. I deputati di “Izquierda Unida” (Sinistra Unita) e i comunisti-verdi di “Iniziativa per la Catalogna” hanno chiesto al Parlamento iberico di pronunciarsi sulle dichiarazioni del Papa in Africa, a proposito dell’uso del preservativo.

Per Gaspar Llamazares e Joan Herrera, le parole di Benedetto XVI sarebbero un «attentato contro la salute pubblica». Ma non basta: oltre alla discussione nel seno del Congresso, i due parlamentari hanno anche chiesto al governo di José Luis Rodriguez Zapatero di pronunciarsi contro le parole del Pontefice e di protestare «in via ufficiale e diplomatica» con la Santa Sede. Secondo Herrera è «fattibile» che il Parlamento approvi l’iniziativa, «perché esiste il precedente del Belgio». Ad aprile, dopo il voto belga, la Segreteria di Stato della Santa Sede ha risposto all’inaudito attacco, deplorando che «una Assemblea parlamentare abbia creduto opportuno di criticare il Santo Padre, sulla base di un estratto d’intervista troncato e isolato dal contesto, che è stato usato da alcuni gruppi con chiaro intento intimidatorio». In Spagna la “Proposta non di legge” verrà discussa nella Commissione parlamentare per la Cooperazione e lo Sviluppo (dato il collegamento con l’Africa) fra il 20 maggio e il 30 giugno. In realtà – afferma la stampa locale – la richiesta dei due gruppi minoritari è destinata al fallimento.

Secondo il quotidiano “ABC”, l’iniziativa contro le dichiarazioni del Papa sarà bocciata: il Partito popolare (centrodestra) e Convergencia e Uniò (catalani di centro) voteranno contro, ma anche i socialisti di Zapatero hanno anticipato che non daranno il loro appoggio. Nonostante le sue modeste dimensioni politiche, la vicenda è destinata ad alimentare le polemiche con la Chiesa. Per alcune formazioni, gli argomenti anticlericali vanno ancora sfruttati come fonte di qualche sostegno elettorale. Per il portavoce della Conferenza episcopale, il vescovo Juan Antonio Martinez Camino, i deputati che hanno chiesto il dibattito sulle frasi del Papa sono «un gruppetto poco rispettoso della libertà religiosa».