Alla kermesse organizzata dall’Arcigay sono intervenute Camilla Seibezzi, Francesca Vecchioni e Luxuria. Ecco cosa hanno detto su papa Francesco, legge omofobia e genitore 1 e 2

da www.tempi.it 

tag-ferrara-lgbtDal 4 al 6 ottobre si è svolto a Ferrara “Tag – Festival di cultura Lgbt”, a cura dell’Arcigay locale col patrocinio del Comune e della Provincia. A partire dal titolo della kermesse (“L’omofobia si combatte con l’educazione”) si sono confrontati diversi relatori, attraverso dibattiti, spettacoli, cortometraggi e aperitivi musicali. Vi hanno partecipato nomi noti dell’universo omosessuale italiano, anche se esigua è stata la partecipazione di pubblico.
Tempi.it ha assistito a due degli incontri proposti: quello d’apertura intitolato “Le nuove famiglie italiane” con Camilla Seibezzi e Francesca Vecchioni e quello di presentazione del libro di Vladimir Luxuria, intitolato “L’Italia migliore”.

VIA PADRE E MADRE: «L’UDC ERA D’ACCORDO». Camilla Seibezzi è stata fino a metà agosto la delegata “ai Diritti Civili e alla Politiche contro le discriminazioni” del Comune di Venezia. È diventata “famosa” grazie alla proposta di sostituire sui moduli per l’iscrizione agli asili nido e alle scuole dell’infanzia i termini “madre” e “padre” con “genitore” . Una proposta che ha sollevato numerose polemiche, ma anche il sostegno del ministro Cécile Kyenge e il tentativo di riproporre la stessa formula a Bologna. Polemiche a cui Seibezzi aveva già tentato di rispondere, attraverso una lettera al Corriere della Sera.
Durante l’incontro a Ferrara, Seibezzi ha spiegato, innanzitutto, che la stampa ha male interpretato la sua proposta: infatti, diversamente da quanto scritto da «Pigi Battista e Piero Ostellino» sul Corriere («una manipolazione»), lei non ha chiesto di sostituire i termini “padre” e “madre” con “genitore 1 e 2″, ma solo con «genitore».
Come è potuto accadere che un provvedimento di natura amministrativa abbia potuto sollevare un tale polverone? Secondo Seibezzi ciò è avvenuto perché il senso della sua proposta è affermare «che siamo tutti uguali. È questo che ha destato scalpore». Il fatto che sia uscita la notizia e che ancora se ne parli, ha proseguito, è positivo, anche se, ha rivelato, l’Udc (che a Venezia sostiene il sindaco di sinistra Giorgio Orsoni) «era d’accordo che cambiassi i termini, a patto che non si sapesse».

SFRUTTARE LE PAROLE DEL PAPA SUI GAY. Francesca Vecchioni, primogenita del cantautore Roberto, è nota alle cronache per avere, assieme alla compagna Alessandra Brogno, concepito due bambine attraverso fecondazione eterologa in Olanda. Vecchioni ha descritto la propria vita quotidiana, ma anche dedicato qualche battuta a temi di recente attualità. Ha spiegato, ad esempio, che le parole diGuido Barilla alla Zanzara hanno «fatto emergere il fango omofobico» che c’è in Italia e, accennando alle parole di papa Francesco sui gay, ha incitato i presenti a «sfruttare in maniera positiva le parole del Pontefice. Ha detto cose che noi possiamo tranquillamente riportare. Perché ci sono tantissimi credenti omosessuali». E, soprattutto, ci sono «tantissimi preti omosessuali».

«BARILLA HA INCITATO AL BOICOTTAGGIO». Anche Vladimir Luxuria, presentando il suo libro, ha dedicato diverse battute agli ultimi fatti di cronaca. Per il trans più famoso d’Italia, la proposta di legge sull’omofobia appena passata alla Camera è «un mostro». Questo perché, ha esemplificato l’ex deputato di Rifondazione Comunista, «se tu sei un ragazzo che sta al Bar Sport e insulti un gay, puoi incorrere in una condanna prevista dalla legge. Se, invece, lo dici in rappresentanza di un partito o di una associazione, allora va bene. È assurdo, ma che cavolo! Per questo spero che ci siano altri passaggi. Non è una legge che mi rappresenta. Non mi piace».
Luxuria ha poi aggiunto di avere visto il video in cui Guido Barilla ha chiesto scusa. «Lui, divorziato, è per la famiglia sacrale come Berlusconi», ma, a causa «delle previsioni di vendita calate del 20 per cento», è stato costretto alla retromarcia. Poi, con linguaggio decisamente scurrile, Luxuria ha aggiunto che si è trattato di «coglionaggine»: «È stato talmente coglione da dire che se qualcuno non la pensa come me, compri un’altra pasta. Ma dove lo trovi un imprenditore così? È stato lui a incitare al boicottaggio». Poi si spaventati e «lui è stato costretto a fare quel video. Però ha fatto le sue scuse e io le accetto».

IL GIURAMENTO. «Una legge sull’omofobia – ha concluso Luxuria – darebbe forza per contrastare gli omofobi domani e per educare i ragazzi». Per questo ha espresso il desiderio che, al fine di evitare i suicidi fra adolescenti omosessuali, «all’inizio di ogni anno scolastico gli insegnanti pronuncino in classe un giuramento». Ad esempio la lettura di un documento in cui ogni docente affermasse la propria volontà di trattare tutti gli studenti in modo uguale, e di non discriminarli a seconda «della religione, dell’etnia e dell’orientamento sessuale. Se ci fosse stata una cosa del genere, quel ragazzo (il suicida, ndr) si sarebbe sentito meno solo».