Scoppia la polemica per la nuova trovata della banca americana del seme 23andMe: «A te e al tuo partner la possibilità di scegliere i tratti di vostro figlio»
di Benedetta Frigerio da www.tempi.it 

fecondazione in vitroScegli il bimbo che vuoi e ti darò quello che più si avvicina ai tuoi gusti. Questa la nuova offerta del mercato dei figli. Brevettato dalla banca americana del seme 23andMe, l’algoritmo darà «a te e al tuo partner la possibilità di sapere quali tratti vostro figlio potrebbe ereditare». Almeno così si legge sul sito dell’azienda che martedì scorso ne ha dato notizia.
Si tratta di una selezione del donatore di gameti basata su calcoli genetici. A denunciare «l’operazione particolarmente aberrante» e la sua dubbia scientificità è stata ieri Repubblica. La banca per la fecondazione eterologa sottoporrà diverse domande sulle caratteristiche dei bambini ideali per «procedere con lo sperma o l’ovulo (a seconda del sesso dell’aspirante genitore) che più si avvicina ai propri desideri». Ma l’approvazione da parte dell’ufficio brevetti americano ha suscitato non poche polemiche: «Un editoriale pubblicato su Genetics in Medicine chiede oggi che la concessione dei brevetti negli Usa sia subordinata a un rispetto più rigoroso dei principi morali».

COME L’OROSCOPO. Intervistato da Repubblica il neo rettore dell’università di Tor Vergata a Roma, Giuseppe Novelli, ha parlato di un sistema che sembra predittivo quanto gli oroscopi. Il professore ironizza su quanti ancora credono che si possa creare l’uomo perfetto che non esiste: «Ognuno di noi è pieno di difetti dal punto di vista genetico. E a questo non si può rimediare». Selezionando i figli non si fa che illudersi, viste le 70 mutazioni che qualsiasi embrione porta in sé. Non solo, esistono 4 milioni di differenze in ogni Dna, dunque «non c’è algoritmo che possa cancellare questa diversità».

LA DURA REALTA’. Il genetista Bruno Dallapiccola parla di «troppi medici cattivi maestri…», censurando il mito moderno della perfezione che oltre che scartare i bambini con difetti anche minimi, emargina qualcosa che «fa parte di ciascuno di noi». L’imperfezione appunto. Per il genetista questa è l’origine grave di una mentalità violenta che «diffonde l’idea che attraverso la selezione degli embrioni, o come in questo caso addirittura di algoritmi, si possano creare esseri senza difetti».
La paura alimentata dall’informazione fasulla genera l’angoscia vista negli occhi di due donne incontrate da Dallapiccola «proprio ieri». Incinte, erano terrorizzate per via dell’ecografia: «I bambini presentavano delle piccole informazioni (…) abbiamo parlato e ho spiegato loro la vera entità di quelle imperfezioni. E le due mamme in attesa sono cambiate. Hanno accettato la situazione».