Ennesima prova di forza e di intolleranza della lobby LGBT contro la libertà d’espressione, questa volta tocca a Luca Di Tolve e a sua moglie Teresa, invitati a raccontare la loro esperienza di conversione alla parrocchia di Monteforte (Verona).

Luca Di Tolve è noto come ex Mister Gay, convertitosi a Medjugorje e ora è felicemente sposato con una donna. Ma la lobby gay vieta a chiunque di affermare che dall’omosessualità si può uscire, è possibile diventare omosessuali come è successo all’icona gay Alessandro Cecchi Paone («Ero eterosessuale fino a 35 anni, oggi ho bisogno di una donna oppure di un ragazzo»…un ragazzo????). ma è un crimine da perseguire il contrario. Pena l’aggressione e l’insulto mediatico, almeno fino a quando non diventa anche fisico.

Il circolo Pink-gay, lesbiche, bisex, trans, etero di Verona e altre originali associazioni vogliono infatti impedire all’ex omosessuale di parlare pubblicamente della sua storia, della sua conversione e del suo felice matrimonio. L’evento si svolgerà giovedì 16 maggio nell’ambito del cammino della parrocchia nell’anno della fede. Luca e Teresa hanno anche fondato l’associazione Gruppo Lot Regina della Pace Onlus (www.gruppolot.it, qui il gruppo Facebook) che «aiuta tutte le persone sofferenti che portano dentro di sé ferite e dipendenze a livello emotivo, relazionale, di identità sessuale, di abuso e di violenza, che hanno difficoltà nell’avere sane e buone relazioni con il fine di ritrovare la propria identità in Cristo».

Il circolo Pink-gay ritiene che la biografia di Luca Di Tolve sia da censurare perché è «un insulto alle persone glbt», come scrivono in un comunicato. Immancabile l’accusa pavloviana di “omofobia”. Intendono quindi «fare pressione sul parroco affinché annulli la serata prevista», in caso contrario hanno minacciato di contestare l’iniziativa, probabilmente impedendo fisicamente all’ex omosessuale di raccontare la sua vita (come è già accaduto varie volte). Il parroco don Alessandro Bonetti ha ribadito: «Non sarà una serata di discussione sulla tematica dell’omosessualità, ma l’ascolto della testimonianza di conversione alla fede di un uomo. Non vedo il problema. Ad ogni modo sentirò il Vescovo».

Nel 2009 il cantante Povia ha portato a Sanremo proprio la storia di Luca con la canzone: “Luca era gay”. In quell’occasione l’Arcigay minacciò addirittura di bloccare il Festival della Canzone italiana per impedire al cantante di esprimere la sua arte. Fa piacere ricordare che la canzone si è classificata seconda ed ha vinto il prestigioso Premio Mogol come miglior testo dell’anno. Solo una cosa, cari amici omosessualisti: evitate, d’ora in poi, di parlare di tolleranza. La feroce inquisizione che avete allestito dice già tutto. Non serve altro.

 da http://www.uccronline.it