Dichiarazione della Conferenza Episcopale Messicana

CITTA’ DEL MESSICO, venerdì, 22 gennaio 2010 (ZENIT.org).- La Chiesa non viola la laicità quando si oppone alle unioni omosessuali, spiegano i Vescovi del Messico; piuttosto, offre il proprio contributo a uno Stato laico e democratico.

La spiegazione è stata formulata questo martedì durante una conferenza stampa e in un comunicato ufficiale della Conferenza dell’Episcopato Messicano (CEM), il cui presidente è monsignor Carlos Aguiar Retes, Arcivescovo di Tlanepantla.

Un mese fa, nel Distretto Federale sono stati approvati il cosiddetto “matrimonio” tra omosessuali e l’adozione di minori da parte di persone dello stesso sesso, misura che i rappresentanti della Chiesa cattolica hanno definito contraria alla morale e ai diritti dei bambini.

I promotori di questa misura hanno accusato la Chiesa cattolica di ingerirsi nella vita delle istituzioni politiche e di violare la laicità dello Stato.

In questo contesto, avverte il comunicato della Conferenza Episcopale, “il magistero della Chiesa ha l’intenzione di offrire il proprio contributo alla formazione della coscienza, non solo dei credenti, ma di coloro che cercano la verità e vogliono ascoltare argomentazioni che provengono dalla fede e dalla ragione”.

“La fede – sottolinea il testo dei Vescovi messicani – non è un ostacolo alla libertà e alla scienza, né un insieme di pregiudizi che viziano la comprensione oggettiva della realtà. Di fronte all’atteggiamento che tende a sostituire la verità con consensi fragili e facili da manipolare, la fede cristiana apporta un contributo nella verità etico-filosofica e propone prospettive morali in cui la ragione umana può ricercare e trovare soluzioni possibili”.

I presuli sono convinti “che in ogni essere umano esista una legge morale naturale, e questa dà il benvenuto anche a quanti non si identificano con la fede e il pensiero cristiani. Per questo la Chiesa non impone le sue leggi morali”, si legge nel comunicato.

Nella conferenza stampa successiva alla lettura del testo, monsignor Aguiar Retes, che era accompagnato dagli Arcivescovi di Morelia, monsignor Alberto Suárez Inda, e di León, monsignor José Guadalupe Martín Rábago, ha segnalato che “la Chiesa cattolica non viola lo Stato laico né vuole farlo, né demonizza l’omosessualità o è omofobica. La Chiesa vuole uno Stato laico che garantisca le condizioni di libertà per tutti, indipendentemente dalle caratteristiche di ogni persona”.

“Non si tratta del fatto che lo Stato laico si contrapponga alle condizioni religiose o alle istituzioni come le Chiese. Il vero Stato laico è quello che favorisce la relazione di tutti i settori, anche quelli costituiti per motivi di una fede in cui si solidarizza e si fraternizza per il bene di una società”.

“La Chiesa – ha affermato il presidente della CEM – non viola lo Stato laico, ma è a favore di uno Stato democratico, che abbia una solidità e una laicità come espresso da Benedetto XVI”.

Dal canto suo, l’Arcivescovo di León ha difeso il diritto della Chiesa di esprimersi sulle proprie convinzioni.

“La posizione della Chiesa nel Catechismo sugli omosessuali segnala che questi hanno i diritti propri di ogni persona umana e non sono esclusi dalla Chiesa o scomunicati”, ha sottolineato.