di Andrea Sartori (Insegnante)
dal blog Protagonisti per l’Europa Cristiana
Un bacio omosessuale tra due ragazze ha provocato l’ira di due maghrebini: per l’islam l’omosessualità è passibile di morte, come lo fu per Che Guevara. Ma i giornali, che spesso strillano sull’omofobia, tacciono.

Proprio in questi giorni, in cui si discute  sullo spaccamento riguardo l’affossamento del provvedimento contro l’omofobia, è passata sotto silenzio la notizia di due ragazze picchiate da due maghrebini a causa di un bacio saffico: per l’ìslam la pena per l’omosessualità è la morte, ma i “politically corrects” sembrano non accorgersene.
E’ incredibile l’uso dei due pesi e due misure in alcuni casi, come ad esempio per quanto riguarda l’omosessualità. La Chiesa cattolica è la principale accusata di omofobia. Certo, la dottrina cattolica non ammette l’omosessualità: ma viene giustamente applicato il principio, ben riassunto da Giovanni XXIII, del “condannare l’errore, ma amare l’errante”. Giovanni Paolo II diceva che “l’attività omosessuale, da distinguersi dalla tendenza omosessuale, è moralmente malvagia”. La distinzione non è capziosa. La Chiesa vuole affermare una legge naturale, cioè quella dell’unione tra un uomo e una donna, ma non incita a violare la persona fisica di un omosessuale. La Chiesa ha diritto a dare la sua opinione in materia di morale, ma la discriminazione, anche in base a tendenze sessuali, è odiosa e anticristiana. in quanto le pene vanno comminate contro reati che ledono la vita, la libertà e la proprietà delle persone, e non contro tendenze giudicate più o meno morali: questa è una base della separazione tra Cesare e Pietro. E vi sono stati omosessuali che hanno lavorato per la gloria di Pietro: un nome su tutti è quello di Michelangelo.
Sulla questione omosessuale bisognerebbe spendere i classici oceani di parole, ma ovviamente nessuno arriverebbe a fare violenza su di loro.

Se c’è una religione che attualmente invece arriva a pronunciare condanne a morte sull’omosessualità è proprio l’islam. E’ di qualche giorno fa la notizia dell’aggressione, avvenuta a Padova, di due magrebini ai danni di due donne, un’italiana di 20 anni e una brasiliana di 37, legate sentimentalmente, a causa di un bacio saffico. La notizia è stata data di fretta, ha avuto poco risalto. Il quotidiano “Il Giornale” ha dedicato un breve trafiletto al fatto, i telegiornali non ne hanno parlato. C’è stata un’evidente differenza di risonanza tra questo fatto e tutti gli atti di omofabia avvenuti ad opera di italiani. Sembra che si abbia il timore di dire apertamente che l’islam è culturalmente e violentemente omofobo, come lo fu Hitler. Non si parla certo dell’omofobia musulmana, pare che gli omofobi siano solo i “fascisti”. E quando accadono casi in cui sono coinvolti i “fascisti” le prime pagine dei giornali strillano all’omofobia.
Questa è la legge dei due pesi e delle due misure. Ricordiamo che uno dei primi atti di Ahmadinejad, nel 2005, fu di fare impiccare due minorenni omosessuali. Uno dei principali pensatori musulmani contemporanei, Yusuf al Qaradawi, dice: “I giuristi dell’Islam hanno avuto opinioni divergenti riguardo la pena per questa pratica abominevole. Dovrebbe essere la stessa pena prevista per la zināʾ (adulterio), o andrebbero uccisi sia il partecipante attivo che quello passivo? Anche se questa pena può sembrare crudele, gli è stato consigliato di mantenere la purezza della società islamica, e di mondarla dagli elementi pervertiti”. In Arabia Saudita, Somalia, Somaliland, Iran, Sudan, Yemen, Mauritania, Nigeria e nell’Afghanistan talebano l’omosessualità è punita con la morte. In Bahrain, Qatar, Maldive, Malesia, Marocco, Tunisia e Algeria sono previsti il carcere e\o punizioni corporali. Pim Fortuyn, il deputato olandese assassinato perché ritenuto “fascista” a causa della sua posizione contro l’islam dichiarava pubblicamente di aver paura dell’islam in quanto omosessuale.
Inoltre sono incredibili altre dimenticanze del politicamente corretto: tra persone che i difensori dei diritti gay potrebbero annoverare tra gli “omofobi fascisti” vi sono alcune icone della sinistra: una su tutte, Ernesto Che Guevara. “El Che” ideò personalmente i campi di rieducazione per gli omosessuali, e vi sono testimonianze dirette di persone che hanno visto il Comandante sparare alle tempie di persone accusate di omosessualità.
Ora, un conto è chiedere di non parificare il matrimonio omosessuale a quello eterosessuale: richiesta che si accorda al diritto naturale. Come è normale che dei bambini adottati abbiano un padre e una madre. Un conto, invece, è trovarci dinanzi a persone che impiccano, lapidano e sparano alle tempie degli omosessuali.
Il fatto è che qualora venissero approvati i reati di “omofobia” e di “islamofobia” ci troveremmo davanti ad una contraddizione, in quanto l’islam, tanto caro alla sinistra radical-chic, è “omofobo”.
I due pesi e due misure vanno aboliti. Ma un punto deve restare fermo: la vita delle persone è sacra e inviolabile.