E’ la prima volta nella storia. Una novità che si inquadra in una più ampia riforma voluta dal Papa, resa urgente dagli scandali finanziari

di GIACOMO GALEAZZI da Vatican Insider 

Operazione-trasparenza di Bergoglio allo Ior. Per la prima volta nella sua storia, domani la banca vaticana renderà pubblico il bilancio e, per volontà di Francesco, cesserà l’anomalia dell’Istituto i cui conti non venivano inseriti nel resoconto annuale della Prefettura per gli affari economici. Il bilancio (al 31 luglio) è positivo – l’attivo è di 87 milioni – e la “glasnost “del Pontefice faciliterà l’ingresso nella “with list”.

Le prossime decisioni di Bergoglio, che oggi riunirà a Roma il consiglio degli otto cardinali-consiglieri, riguarderanno appunto lo Ior, i dicasteri economici del Vaticano, i patrimoni dell’Apsa e di Propaganda fide. Si studia l’accorpamento tra la gestione delle proprietà immobiliari dell’Apsa e quella, altrettanto ingente, di Propaganda Fide. All’Apsa sono out i delegati delle due sezioni, Massimo Boarotto di quella «ordinaria» (che gestisce appunto i beni immobili) e Paolo Mennini della «straordinaria» (investimenti finanziari e in titoli). L’ «operazione trasparenza» allo Ior procede anche con l’attività della Promontory Financial Group, in collaborazione con l’Aif, per il controllo ad uno ad uno delle migliaia di conti, delle relazioni con i clienti delle procedure in vigore contro il riciclaggio di denaro sporco. È partito lo studio delle possibili ristrutturazioni e della forma che dovrebbe prendere il «forziere» vaticano in una possibile revisione del suo status. L’ipotesi più accreditata è la fusione tra Ior e Apsa, l’amministrazione del patrimonio che ha anch’essa funzioni bancarie, anzi è considerata la «banca centrale».

Alla Gmg Francesco lo ha detto a chiare lettere ai giornalisti: gli scandali giudiziari stanno accelerando la riforma delle finanze vaticane. «Pensavo di occuparmi prima di altre questioni, ma non si può rimandare». Così ora in cima alla sua agenda ci sono accorpamenti tra enti (Ior e Apsa), meno burocrazia, più trasparenza. Le emergenze vanno risolte al più presto. Non per punire questo o quel porporato, per aiutare questa o quella cordata, bensì per eliminare una visione «mondana» della Chiesa e superare una concezione «statale» della fede implicita nell’intreccio tra Santa Sede e Stato della Città del Vaticano, tra burocrazia ereditata dall’Ottocento e soffio dello spirito. La commissione di indagine sullo Ior, spiega il portavoce papale padre Federico Lombardi, sta vagliando i conti correnti e le operazioni compiute durante la gestione del direttore generale Cipriani, travolto con il suo vice Tulli (entrambi si sono dimessi immediatamente) dall’arresto di Scarano. La commissione referente è presieduta dal cardinale Raffaele Farina e il mandato di Francesco è molto ampio: verificare la posizione giuridica e le attività dello Ior per consentirne «una migliore armonizzazione con la missione della Chiesa e nel contesto più generale delle riforme». I commissari hanno scelto come assistenti esperti di grandi banche e gruppi finanziari che passano le carte al «pettine stretto».A Bergoglio sarà trasferita la documentazione completa sull’andamento e le procedure della «banca» d’Oltretevere, anche con la valutazione sulla sua discussa gestione.