C’è la possibilità che nel 2010 si presentino alle Regionali in Lombardia e Piemonte. Almeno questo è l’annuncio del portavoce dell’Ucoii Izzedin Elzir. Ma non tutti i musulmani in Italia sono d’accordo
Andrea Sartori (Insegnante)
Secondo le dichiarazioni di Izzedin Elzir, portavoce dell’Unione delle Comunità e Organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii), il movimento islamico legato alla rete fondamentalista internazionale dei Fratelli Musulmani, il 28 marzo i cittadini lombardi e piemontesi potrebbero trovare, accanto ai simboli dei partiti tradizionali, anche i simboli di partiti islamici.

Izzedin Elzir ha infatti dichiarato che “gli italiani di fede islamica sono cinquanamila ed è giusto che che lo desidera possa votare un partito che difenda le esigenze della comunità mussulmana (…) Forme di aggregazioni che confluiranno in liste partitiche di ispirazione islamiche arriveranno in Italia già dalle prossime elezioni amministrative, in Lombardia e in Piemonte”.

Un partito islamico. Dove sarà schierato politicamente? A destra, con i tradizionalisti e i conservatori duri e puri (come sarebbe, ideologicamente parlando, più coerente per un partito di ispirazione musulmana) o a sinistra, per la difesa dell’immigrato (guardando più all’aspetto sociale che all’ideologia, visto che quelal islamica è agli antipodi rispetto alla sinistra)? Né l’uno nè l’altro. Elzir infatti  sostiene che “politicamente ci riconosciamo nel centro. Non siamo quindi né di destra né di sinistra”.

Quindi una “Democrazia musulmana” dopo la “Democrazia cristiana” con un Andreotti in salsa islamica? Per comprenderlo dobbiamo capire l’humus culturale di Elzir.

Izzedin Elzir è il portavoce dell’Ucoii, movimento legato ai Fratelli Musulmani, movimento sorto in Egitto nel 1928 ad opera di Hasan al Banna. Tale organizzazione aveva scopo apertamente politico, opponendosi alle tendenze secolarizzatrici delle società musulmane (infatti nacque all’indomani del collasso dell’ Impero Ottomano e della radicale laicizzazione operata da Kemal Ataturk sulla società turca, che fu un trauma per l’intero mondo musulmano). I Fratelli Musulmani sono chiusi all’influenza occidentale e inoltre rifiutano le visioni della religione musulmana più mistiche e meno politiche, come ad esempio il sufismo.
Il motto dei Fratelli Musulmani è chiarissimo: “Allah è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il jihad è la nostra via. Morire sulla via di Allah è la nostra suprema speranza”.

I Fratelli Musulmani hanno ramificazioni in tutto il mondo. La ramificazione più nota è quella palestinese, vale a dire il partito terroristico di Hamas. Non sono legati ad al Qaeda, anche se fra i membri principali del movimento qaedista vi sono alcuni ex Fratelli, perlopiù seguaci dell’ala più estrema della Fratellanza, quella rappresentata da Sayyid Qutb. Il più noto tra questi ex Fratelli Musulmani ora qaedisti è il numero due nonché vero ideologo di al Qaeda, l’egiziano Ayman al-Zawahiri.

Se i rappresentanti dell’Ucoii reclamano una possibile rappresentanza politica musulmana in un Paese non musulmano, bisogna anche ricordare che i Fratelli Musulmani non sono certo a favore della reciprocità: nel 1997 la Suprema Guida dei Fratelli Musulmani Mustafà Mashhur ha dichiarato al giornalista Khalid Daoud che sarebbe bene che i cristiani copti (che, ricordiamolo,  sono autictoni e vivevano in Egitto prima dell’invasione arabo-islamica) dovevao pagare la jizya (la tassa per i non musulmani). Inoltre Mashhur arrivò anche a dire che “non riteniamo giusto che vi siano membri cristiani nell’Assemblea del Popolo”.

Non tutti i musulmani sono d’accordo, comunque, sulla necessità di un partito musulmano in Italia. Tra le voci contrarie va segnalate quella di Mahmoud Asfa, presidente della “Casa della cultura islamica” di via Padova a Milano, recentemente insignito dell’onoreficenza meneghina dell’Ambrogino d’oro: “Siamo contrari ai partiti islamici. Crediamo nei partiti italiani e la nostra comunità islamica dà a ognuno la libertà di iscriversi a qualsiasi partito italiano” ha dichiarato Asfa.

La dichiarazione di Asfa è importante per comprendere anche che i Fratelli Musulmani, che si arrogano il diritto di rappresentare la comunità musulmana nella sua totalità, in realtà non ne rappresentano che una parte. Mentre vi è una grandissima parte di cittadini italiani di fede islamica che sente il bisogno di sentirsi rappresentata da partiti laici.