Ancora una volta dobbiamo ri-tornare sull’allarme derivante da gravi fatti che avvengono quasi giornalmente nelle famiglie e nella società, problema sociale da tempo affrontato nei temi della perizia psichiatrica inerente “l’insano di mente” da trattare in modo diverso dal “normale”, le cui vicissitudini nelle varie articolazioni torna puntualmente di attualità.

 

Pensiamo per esempio che con la motivazione della “incapacità di intendere e volere” è stata una persona giudicata innocente (non certamente con licenza di uccidere ! ) e di ritornare alla sua casa ( però libera !) dal reato di omicidio aggravato, crudeltà, futili motivi, premeditazione, serial killer, malato di mente ed il Giudice, invece, ritenendola colpevole, con sentenza ne ha disposto l’internamento in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario, mentre una volta, tornando indietro di un migliaio d’anni, i malati di mente andavano totalmente al rogo come streghe ed indemoniati.

 

Oggi, nell’anno di grazia 2012, quanto abbiamo ipotizzato, ri-apre il movente della “perizia psichiatrica” per raggiungere quella ipotesi giuridica della “incapacità di intendere e volere”, spesso considerata da parte delle parti offese indefinibile ed inconcepibile sulla non imputabilità dell’autore di un “reato”, di un “ fattaccio”, di un avvenimento “improprio”, tanto da far restare noi e l’opinione pubblica molto preoccupati nella considerazione di ritenere una insicurezza del vivere sociale .

 

Il problema dell’imputabilità penale e le dinamiche dei fatti, come ansia, schizofrenia, depressione che interessano, purtroppo oggi, anche l’età giovanile in pazienti che non hanno conoscenza e coscienza della propria malattia, è argomento che lasciamo alla competenza professionale degli “addetti ai lavori”, che si dibatte tra le pericolosità sociali del “matto”, del’ “insano”, del “furioso”, del “demens”, del “mentecatto” e le condizioni psicofisiche dello stesso “imputato”, ma tutto questo, però, grandemente preoccupa l’opinione pubblica che teme, giustamente, per la propria incolumità.

 

Dobbiamo ricordarci sempre o quasi, che persone mentalmente malate, esecutori di tragedie di natura familiare o di stravolgimenti della normalità, possano, tutt’ora entrare uscire o ri-entrare nei vituperati Ospedali Psichiatrici Giudiziari o ri-tornare tranquillamente in famiglia e conseguentemente nella società, la quale in tale maniera resta, ripeto, completamente indifesa ed in balia di “costoro” che si devono ritenere e certamente considerare socialmente pericolosi.

 

Ancora oggi, in questa “vacans legis” il Giudice rinvia questi “rei”, molto spesso da considerarsi malati, in strutture OPG definibili manicomiali da 34 anni che dovevano essere chiusi, come stabilivano le leggi 180 e 833 del 1978 .

 

Ecco che di buon grado “crediamo” (?) nella promessa di coloro che hanno responsabilità specifiche, che questi Ospedali Psichiatrici Giudiziari il 31 marzo del 2013 verranno definitivamente chiusi (?), per impostare strutture ad hoc (?).

 

 

 

Ora la nostra preoccupazione come quella dell’opinione pubblica ritorna, in quanto si può “riesumare” la indiscussa “perizia psichiatrica”, un rifugio giuridico, un “sistema” concepito con lo scopo, forse, per introdurre il reo negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ed evitare il normale carcere.

 

 

 

 Lo spirito della legge Basaglia, padre della legge sul “manicomio”, era quello giusto, sulla chiusura definitiva di tutte le strutture, ipotizzando la riconversione delle stesse in grado di garantire interventi integrati e dignitosi di cura per il “malato”, da considerare persona umana, oggi formalmente richiesto nel “rivedere” molto velocemente quelle leggi 180 e 833 del 1978 .

 

 

 

Questi “manicomi giudiziari”, chiusura che doveva avvenire ripeto da 34 anni con l’adeguamento della normativa penale a quella civile, ( ancora oggi 2012 sono in contrasto con la Costituzione Italiana, con le stesse leggi 180 e 833, con il coordinamento dei sistemi sociali affrontate dal Regolamento CE 883/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale ), le quali dovevano restare nelle “linee guida” per la chiusura degli ex ospedali psichiatrici, mirate ad una assistenza ed ai interventi riabilitativi di questi “desaparecidos della n/s civiltà”, considerandoli persone invalidate e bisognevoli di cure, come aveva “avvertito” nel 2005 in Italia durante una visita il dottor Gil- Robles Commissario Europeo per i Diritti Umani della Unione Europea .

 

 

 

Sollecitiamo le Istituzioni Legislative e soprattutto il Governo Montiaffinché si adoperino per iniziare l’iter di una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica, richiesta dal 7 ottobre 1998 con Petizioni dalla n/s Associazione, invece di inutili e dannose litigiosità che non servono a nessuno, ma preoccupano i cittadini per la loro incolumità e per non dover assistere ancora una volta a questi “ sotterfugi” legali”, che non procurano giustizia, ma sanno più di offesa alla dignità ed ai diritti della persona !

 

Previte

 

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