di Andrea Tornielli
Tratto da La Stampa del 13 aprile 2011

C’era un tempo in cui l’imprimatur ecclesiastico era una garanzia. Ora non più.

Per una strana ironia del destino nel giro di pochi mesi prima la versione italiana di un libro del Papa e ora la versione light del catechismo pensata per i giovani finiscono nel mirino delle polemiche, a motivo di traduzioni approssimative.

Ed è paradossale che ciò sia accaduto, in entrambi i casi, sulla stessa materia, quella degli anticoncezionali. Come si ricorderà, lo scorso novembre, in occasione della presentazione del libro intervista di Peter Seewald con Benedetto XVI, «Luce del mondo» (pubblicato in Italia dalla Libreria Editrice Vaticana), l’attenzione venne subito attirata dalle parole di Ratzinger sull’uso del preservativo come prevenzione alla diffusione dell’Aids. Il Papa si riferiva nell’originale tedesco al «prostituto», ma nella versione italiana la parola venne cambiata in «prostituta».

Meno evidente, ma comunque notevole, un altro errore. Il giornalista poneva infatti a Benedetto XVI questa domanda: «La pillola abortiva è un altro problema ancora…». E il Papa rispondeva: «Sì. Quello che voleva dire Paolo VI, la sua grande visione che rimane sempre valida è questa: se si separano fondamentalmente l’una dall’altra sessualità e fertilità – è quello che accade con l’utilizzo della pillola…». Da dove si poteva subito evincere che sia nella domanda come nella risposta, intervistatore e intervistato intendessero riferirsi alla pillola anticoncezionale, non a quella abortiva, che è tutt’altra cosa.

Nella prima ristampa del libro – in realtà una vera e propria nuova edizione – errori e sviste vennero corretti. Quel testo però, era per l’appunto un’intervista, non un documento ufficiale. Nel caso di Youcat siamo invece di fronte a un testo di catechismo. Una sintesi agile a domande e risposte, ma pur sempre catechismo. E anche se dall’insieme dei testi, pure nella versione italiana – l’unica a contenere l’ambiguità sull’uso dei metodi anticoncezionali – si evince bene che la posizione della Chiesa sull’argomento non è cambiata, il caso ha fatto molto rumore, soprattutto Oltreoceano. È l’agenzia americana Catholic News Agency ad aver segnalato la svista nella traduzione italiana, che non è presente invece nella versione Usa di Youcat edita da Ignatius Press. Proprio negli Stati Uniti si trovano infatti alcuni dei più attenti «censori» sui temi di dottrina morale.