di Carlo Panella
Tratto dal blog di Carlo Panella il 6 ottobre 2009

Il Pd è stato suyperato in laicità nientepopòdimeno che dall’Imam della università coranica di al Azhar al Cairo, la più autorevole per i sunniti.

Entrato in una classe e vista una studentessa che indossava il niqab, il velo integrale che lascia scoperti solo gli occhi e copre tutto il corpo, Said al Tantawi l’ha infatti redarguita, dicendo ”questo non è Islam”, l’ha fatta allontanare e ha preannunciato una fatwa che mette al bando niqab -e quindi burka- dall’Islam. E adesso come la mettiamo conla capogruppo del Pd

nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti che ha bocciato la Legge contro il burqa e il niqab in Italia proposta dalla Lega? Queste le sue incredibili parole, a destra di Said al tantawi:”E’ una norma incostituzionale che lede la libertà religiosa e sono del tutto strumentali i richiami all`ordine pubblico. La verità è che si vuole colpire gli immigrati islamici nel loro intimo”. Gli immigrati islamici, afferma al Tantawi, non hanno da mettersi il burqa e il niqab, ma la Ferranti vuole che se lo mettano, in nome di che? Come la mettiamo con tutti i parlamentari e esponenti del Pd che si sono schierati con quella disgraziata che pretendeva di fare il bagno in piscina col ”burkini”? O che hanno prtestato perché un museo di Venezia ha impedito l’ingresso di una donna col burqa? O che rifiutano di impegnarsi con una legge contro burqa e niqab proposta da mesi dalla parlamentare del Pdl Souad Sbai (di origine marocchina) e Isabella Bertolini?

Il nodo culturale e politico che sta alla base di questo atteggiamento dei parlamentari di sinistra (anni fa Livia Turco si mostrò titubante, parlando con me, persino di fronte alla criminalizzazoione della infibulazione)è drammatico. Privi di riferimenti politici e idologici, i dirigenti -e tanti sindaci- del Pd sposano in nome di astratti e dementi principi buonisti e multiculturali, i peggiori comportamenti e principi reazionari -e umilianti per la donna-dell’Islam. Non solo, spesso si mobilitano, vedi Colle val d’Elsa e tante altre situazioni (Genova inclusa) per favorire, addirittura per finanziare, moschee fondate da esponenti dell’Islam più retrivo. E’ uno sposalizio tra sinistra e Islam che ha origini pessime e riporta alla decisione del Pci di sposare acriticamente, al solito, la decisione dell’Urss di promuovere a ”progressisti e antimperialisti” tutti i regimi arabi i cui leader avevano un solido passato filonazista (Nasser, in Egitto, Saddam Hussein in Iraq, il Baath in Siria) che lottavano contro Israele, per pure ragioni di potenza.

Insomma, un garbuglio di motivazioni intricate, spesso inconfessabili, si somma ad una clamorosa e vergognosa ignoranza dell’Islam e porta la sinistra italiana su posizioni ultra confessionali, ma solo verso l’Islam fondamentalista.

Di nuovo: un pieno collasso culturale e politico