Il ministro: intervento necessario e urgente dopo le sentenze ‘creative’ della magistratura • Sostegno da parte di Paola Binetti (Pd) che auspica «che Fini non si metta di mezzo» mentre Luca Volontè (Udc) prevede «una buona legge»
di Pier Luigi Fornari
Tratto da Avvenire del 9 settembre 2009

È urgente colmare il vuoto legi­slativo in materia di fine vita e pronunciare un «no» fermo al­l’eutanasia. Due giorni prima che la Camera torni a occuparsi di tale ar­gomento, lo ribadisce il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ricor­dando che con il decreto per salva­re la vita di Eluana Englaro, il Consi­glio dei ministri si è già «pronuncia­to all’unanimità» sul diritto all’ali­mentazione e all’idratazione.

Nel corso della trasmissione La Te­lefonata su Canale 5, Sacconi assi­cura: «Seguiamo con molta atten­zione l’iter di questo provvedimen­to», adesso nelle mani del Parla­mento dopo l’approvazione da par­te del Senato. «Muoviamo da una convinzione», spiega il responsabi­le del dicastero della Salute, che un vuoto legislativo è stato introdotto da «quel provvedimento creativo della magistratura, che ha di fatto in­trodotto in Italia senza che il legisla­tore se ne sia occupato, un percorso eutanasico». Dunque «è urgente che soprattutto questo vuoto venga col­mato» con una «decisione traspa­rente del Parlamento». In altri te­r­È mini che «questo pericolo di intro­durre nel nostro Paese l’eutanasia venga rimosso». Sacconi è convinto che questa sia la volontà della «gran­de maggioranza» dei deputati e se­natori, aldilà della stessa maggio­ranza che «sostiene il governo».

«Il Parlamento sta lavorando per col­mare un vuoto legislativo importan­te», conferma la senatrice del Pd, Do­rina Bianchi, certa «che la ‘mercifi­cazione’ di un tema tanto delicato non interesserà i vertici del mondo cattolico». Comunque la vicepresi­dente dei deputati democratici, Ma­rina Sereni, si ritiene in dovere di ga­rantire che il suo gruppo farà di tut­to per impedire un uso del «delicatissimo tema» come filo per «ricucire» rapporti che definisce «lacerati». Il riferimento è ancora alle dichiarazioni di lunedì del premier, Silvio Berlusconi, secondo cui il rapporto con la Chiesa «si consoli­derà» nei prossimi mesi su questioni importanti come «il testamento biologico».

La Sereni, peraltro, tornando a cri­ticare il ddl varato da Palazzo Ma­dama, preannuncia che il Pd chie­derà «di ascoltare gli esperti e le or­ganizzazioni sociali e professiona­li» e riproporrà emendamenti per «modificare profondamente» la nor­ma, chiamando a raccolta quanti nella maggioranza «nutrono dubbi sul testo Calabrò». Se Berlusconi so­sterrà «un ddl che è buono in sé», ta­glia corto invece la collega di parti­to Paola Binetti, «anche Berlusconi avrà fatto una cosa buona». La e­sponente teodem, ricor­dando tra l’altro che il pre­mier in gennaio presentò il decreto ‘ salva Eluana’ e «prese una posizione chia­ra», auspica che Gianfranco Fini «non si metta di traver­so nel dibattito parlamenta­re ma faccia ciò che deve fa­re un presidente della Ca­mera». Ma intanto il finiano Marcello De Angelis spara ad ad alzo zero contro la norma varata dal Senato: è «demenziale», «va messa da parte». Il direttore della rivi­sta Area liquida anche la linea di Sacconi, perché non è una media­zione. A suo dire, non avrebbe sen­so «fare una leggina su idratazione e nutrizione e stralciare il resto».

Tra i Democratici, invece, la senatri­ce Emanuela Baio considera «pre­zioso e approfondito» il lavoro com­piuto a Palazzo Madama. «Non vor­rei che si rifacessero a Montecitorio le nostre stesse audizioni», avverte. Per la Baio è «importante» approva­re una legge che venga incontro «ai bisogni di molte famiglie che in que­sto momento sono abbandonate dallo Stato», ed alla «maggioranza del Paese che aspetta risposte chia­re e rassicuranti». Infine l’udc Luca Volontè prevede che «il Parlamento voterà, speriamo al più presto, una buona legge sul testamento biologi­co». Domani l’ufficio di presidenza della commissione Affari sociali del­la Camera deciderà il calendario del­la conclusione della discussione ge­nerale sul fine vita. Si sono prenota­ti una trentina di deputati.