Nel 2009 sono nati, grazie alla procreazione medicalmente assistita, 10.819 bambini, l’1,9% del totale, un numero in aumento rispetto al 2008 quando furono 10.212. A fronte di questo dato però allarma l’aumento dell’età delle mamme, che, superando i 40 anni, rischiano di non riuscire più ad avere un figlio. Questi i dati contenuti nella Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40 contenente norme in materia di procreazione medicalmente, presentati oggi dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella; Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale di bioetica; Giovanni Ascone, direttore dell’Ufficio X sulla salute della donna del ministero e Giulia Scaravelli, direttore del Centro operativo legge 40 e del Registro nazionale Pma.

In particolare, nel 2005 le nascite sono state lo 0,9% del totale, nel 2006 l’1,3%, nel 2007 l’1,6%, nel 2008 l’1,8%. Dunque un trend che continua ad aumentare. I trend, ha spiegato Morresi, “sono in aumento su tutti i parametri. È aumentata l’età delle donne così come è aumentata l’efficacia della Pma il che attesta il buon lavoro fatto dai centri”. Sul fronte dell’età media delle donne, Morresi ha snocciolato alcuni dati: “nel 2009 è stata di 36,2 anni; nel 2008 era di 35,9 contro una media Ue (ultima rilevazioni nel 2006) del 34,3. Il 28% dei cicli riguardano pazienti con più di 40 anni, erano il 26,8% nel 2008, ma più aumenta l’età della  donna, più si riducono le gravidanze e aumentano anche gli aborti”. Una percentuale che, tra aborti spontanei, volontari, morti intrauterine, gravidanze ectopiche, raggiunge il 42,5% tra i 40 e i 42 anni e arriva a 65,2% con età superiore ai 42 anni.

È aumentato di 10 volte il numero degli embrioni congelati con le tecniche di procreazione medicalmente assistita: è stato questo l’effetto più evidente della sentenza 151/2009 della Corte Costituzionale, che è intervenuta sul limite di tre embrioni da impiantare imposto dalla legge 40. Un effetto che si è prodotto tra maggio e dicembre 2009, come ha rilevato la relazione del ministero della Salute.

Il numero di embrioni congelati è passato da 763 del 2008 ai 7337 del 2009, su un totale di 99.258 embrioni formati. Contestualmente c’è stata invece una contrazione dell’applicazione del congelamento degli ovociti, dove si è passati dal 12% nel 2008 di prelievi, in cui si congela parte degli ovociti, al 9,9% del 2009. “La crioconservazione degli ovociti è una tecnica – commenta Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute – in cui l’Italia è diventata un Paese d’elite, che non presenta problemi etici nè di possibili contenziosi legali. Sarebbe un peccato se scomparisse, anche perchè non è dimostrato che gli esiti della pma migliorino con la crioconservazione degli embrioni”.

Un altro degli effetti prodotti dalla sentenza della Consulta si è visto nel numero di embrioni trasferiti: c’è stato infatti un 2,6% di trasferimenti di 4 embrioni, cosa prima vietata. Sono inoltre calate le gravidanze trigemine, scese dal 3,4% del 2008 al 2,4% del 2009, e c’è stato uno 0,1% di gravidanze quadruple. Dai dati presentati si evidenzia infine un aumento del successo delle gravidanze da scongelamento di ovociti, passate dal 10,9% del 2007 al 14% del 2009, mentre è calato quello delle gestazioni ottenute da embrioni congelati: dal 20,5% del 2008 si è passati al 17,4% del 2009.

“Le nuove linee guida sulla legge 40, in gestazione da tempo, saranno pronte in autunno”. Ad annunciarlo è il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, presentando i dati della relazione annuale al Parlamento del ministero sull’applicazione della legge 40.

“Il nuovo documento – spiega – implicherà un assestamento in relazione a quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale e anche in merito all’applicazione del decreto sulla tracciabilità di tessuti e cellule crioconservati, dunque anche dei gameti”.

Per avere una maggiore trasparenza sui risultati e la qualità dei centri di pma in Italia, “verranno resi noti i dati relativi a ogni centro – continua Roccella – circa il numero di cicli effettuati all’anno, tecniche praticate e percentuali di successo, ovviamente rispettando la privacy delle coppie. Abbiamo ottenuto il via libera del Garante e daremo questi risultati a breve”. Una sorta di pagella o bollino dei centri, “in modo che le coppie – conclude – siano informate e sappiano cosa aspettarsi”.

da Avvenire