di Lorenzo Schoepflin da La Nuova Bussola Quotidiana

Planned Parenthood

A molti è noto come Planned Parenthood – potente branca americana dell’International Planned Parenthood Federation, una vera mutinazionale dell’aborto e della contraccezione – mascheri sotto il proprio impegno per la salute riproduttiva un vero e proprio business su scala industriale legato all’aborto.

Un altro grande sforzo, forse meno conosciuto ma che si concretizza in forme e contenuti altrettanto meritevoli di attenzione per chi abbia a cuore la dignità integrale della persona umana, è prodotto costantemente in merito all’educazione sessuale.

Cosa intenda Planned Parenthood per educazione sessuale è presto detto, osservando quali proposte vengono fatte in tale ambito. L’ultima in ordine di tempo è sul sito della sede locale del New England del Nord, la regione degli Usa che comprende Maine, New Hampshire e Vermont, dove è presente il collegamento ad un video in cui una giovane presenta e descrive pratiche sessuali sadomaso come un «gioco» tra due persone consenzienti. Non un abuso (il sadomaso «crea fiducia» e su essa si basa, questo afferma la ragazza), ma un divertimento frutto di un accordo tra i partecipanti. Tra i consigli per una corretta prassi, una condivisione dei sentimenti, magari associata alla giusta dose di «coccole», dopo aver fatto qualcosa di molto «intenso» che possa aver provocato «un po’ di sensazioni difficili».

Non è ovviamente la prima volta che Planned Parenthood si cimenta in questo tipo di propaganda. Nel settembre scorso, sulla propria pagina Facebook dedicata agli adolescenti, l’associazione pubblicò un video in cui un giovane, nelle vesti di un docente alla lavagna, promuoveva la promiscuità sessuale come un comportamento normale, se non addirittura auspicabile. La parola «sgualdrina» (nel video, in inglese, il giovane usa il termine decisamente colorito: «slut») assume un significato positivo, e solo in tal senso andrebbe usata, poiché dimostra «confidenza con la propria sessualità».

A maggio, la sezione della Florida, nell’augurare un felice “Mese della masturbazione” a tutti attraverso Twitter, proponeva utili informazioni in materia, definendo proprio la masturbazione una «normale e comune attività sia per gli uomini che per le donne».

Questo tipo di cultura viene esportata da Planned Parenthood anche nelle scuole. Un anno fa, dopo vent’anni di collaborazione, personale dell’associazione fu cacciato da un istituto dello Stato di New York a seguito delle proteste dei genitori. Ai propri figli, sia quelli frequentanti le scuole superiori che quelli delle medie, veniva insegnato ad usare il preservativo e a praticare sesso orale, spacciato per una forma di «astinenza».

Sono questi solo alcuni episodi di una lunga serie che mettono in evidenza quanto pericoloso sia l’attivismo di Planned Parenthood non solo nel campo dell’abortismo, ma anche in quello della dello sfrenato pansessualismo proposto ai giovani fin dalla prima adolescenza.

Quanto enorme sia questo pericolo, quanto potente sia Planned Parenthood da un punto di vista finanziario e quindi mediatico, lo si capisce dalle cifre in ballo quando si parla di soldi pubblici destinati all’organizzazione. Solo negli Stati Uniti del miliardo di dollari che compare alla voce “entrate” nel bilancio di Planned Parenthood per l’anno fiscale conclusosi nel giugno del 2010, quasi la metà (487 milioni di dollari) provengono da rimborsi statali: denaro che, prelevato dalle tasche dei cittadini, finisce per finanziare tutto ciò che ruota attorno ad aborto, contraccezione, sterilizzazione ed “educazione sessuale” (le virgolette, a questo punto, sono d’obbligo).

Certamente, tale enorme quantità di denaro di cui beneficia l’associazione è anche frutto dell’innegabile feeling che esiste con il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Planned Parenthood ha speso oltre tre milioni di dollari per finanziare la campagna elettorale di Obama solo per mandare in onda video in Ohio e Virginia, due Stati che erano in bilico secondo i sondaggi pre-elettorali. Contro Romney, l’avversario repubblicano di Obama che aveva dichiarato durante i dibattiti di essere contrario agli ingenti finanziamenti statali garantiti alla Planned Parenthood, quest’ultima aveva investito 800mila dollari in spot radiofonici.

Se il trend sarà confermato – nulla fa supporre il contrario, visto il pubblico apprezzamento espresso più volte dall’inquilino della Casa Bianca per l’operato di Planned Parenthood – nei prossimi quattro anni di presidenza Obama, l’organizzazione incasserà dallo stato quasi 2 miliardi di dollari per garantire “servizi” che, oltre alla diffusione della promiscuità sessuale, causeranno ben oltre un milione di morti: nel solo anno che va dal luglio 2009 al giugno 2010 sono stati infatti 330mila gli aborti praticati nelle cliniche di questa perfetta macchina abortista.