L’iniziativa di installare 6 macchinette per la distribuzione dei  preservativi nel liceo  Scientifico “Keplero” di Roma, com’era prevedibile ha provocato accese  polemiche sull’uso di questi metodi e soprattutto sul tipo di messaggio che viene lanciato ai giovani studenti. I condom verranno venduti al prezzo di fabbrica e cioè 3 pezzi a 2 euro. Insieme all’installazione dei distributori verrà svolto un seminario di formazione della  Lega Italiana per la lotta all’Aids sulla prevenzione dell’Hiv. Lo slogan dell’iniziativa è: «Se vuoi amare fallo con la testa. Proponi al tuo preside l’installazione gratuita di distributori di preservativi e assorbenti nella tua scuola». Per la Chiesa si tratta di una banalizzazione del sesso, una scorciatoia  per “il sesso sicuro”, mentre per le forze politiche, la sinistra invece si tratta di una doverosa iniziativa che il preside e i professori coraggiosamente hanno preso in favore degli studenti.

Ma è così che si risolve la questione delle gravidanze indesiderate nelle adolescenti.

L’iniziativa della scuola romana dopo aver letto i risultati di due studi americani e uno inglese sull’educazione all’astinenza, per certi versi appare antiquata e soprattutto fallimentare.

Riccardo Cascioli sulla rivista Il Timone di marzo propone i risultati pubblicati dalla rivista scientifica americana, Archives of Pediatric & Adolescent Medicine, dove si dimostra che attraverso l’educazione all’astinenza si riesce meglio a prevenire le gravidanze delle adolescenti e del dilagare delle malattie sessualmente trasmesse. “Sembra essere questa la ‘nuova’ scoperta negli Stati Uniti, dopo anni di programmi  di educazione sessuale che incentivano l’uso degli anticoncezionali”. (Riccardo Cascioli, Casti quel che costi, marzo 2010 Il Timone).

La pubblicazione descrive una ricerca condotta su quattro scuole in Pennsylvania, condotta tra il 2001 e il 2004, i ragazzi studenti potevano scegliere tra diverse opzioni: una basata sull’astinenza, un’altra sul “sesso sicuro”, un’altra univa entrambi gli approcci, l’ultima opzione puntava su altri modi per vivere bene, dal cibo allo sport. Il risultato di questa ricerca: alla fine dei due anni di corso, a iniziare l’attività sessuale sono stati il 33% dei ragazzi del primo gruppo( quello dell’astinenza), contro il 52% del gruppo del “sesso sicuro”, il 47% per gli altri gruppi.

Il risultato parla chiaro, il gruppo che è stato educato all’astinenza riesce a prevenire meglio le gravidanze indesiderate. E in Paese come gli Usa dove il 34% delle donne ha una gravidanza prima dei venti anni di età è importante perchè così si riuscirebbe ad evitare spese enormi per lo Stato, solo per le gravidanze delle adolescenti si stima una spesa annua di 7 miliardi di dollari, a cui si devono aggiungere tutta una serie di disastrose conseguenze sociali, uno fra tutte l’abbandono della scuola delle baby mamme (il 65% non arrivano neanche al diploma).

La questione dell’educazione all’astinenza tra i giovani americani non è una novità, si pensi che dal 2004 ogni anno il 12 febbraio si celebra la Giornata Nazionale della Purezza, organizzata dal Liberty Counsel, cui partecipano oltre 300 scuole secondarie e collegi sparsi in 44 Stati. Certo il nostro messaggio è controcorrente, ha dichiarato uno degli organizzatori.

Esiste un altro studio quello presentato nel 2007 dall’Institute of  Research and Evaluation di Salt Lake City (Utah), dopo uno studio di 15 anni sul comportamento di oltre 400 mila adolescenti in 30 differenti Stati. Questo studio – “Astinenza o educazione sessuale comprensiva?”- scrive Cascioli – dimostra anzitutto i risultati fallimentari di una educazione che si basa sulla distribuzione del preservativo, a cominciare dalla definizione di “sesso sicuro” che trae in inganno i giovani: il profilattico infatti non è garanzia totale né della trasmissione di malattie né della prevenzione della gravidanza.

Inoltre la ricerca mette in evidenza che programmi di educazione all’astinenza possono ridurre l’attività sessuale degli adolescenti fino al 50% e i programmi più efficaci sono quelli che “sottolineano il rischio di un’attività sessuale prematrimoniale, educando alla responsabilità e all’autocontrollo”. In Inghilterra, il governo ha speso 6 milioni di sterline per un progetto di educazione sessuale basato sul profilattico, il risultato è stato pessimo, le gravidanze delle adolescenti si è raddoppiato. Il Regno Unito ha il più alto tasso in Europa di gravidanze di adolescenti e il governo britannico da anni investe milioni di sterline in programmi di educazione sessuale che iniziano sempre più presto. E’ stato sperimentato su ragazzi tra i 13 e 15 anni un programma importato dagli USA, i risultati sono stati presentati nel luglio 2009 sulla rivista British Medical Journal, in pratica le ragazze che hanno partecipato al programma hanno registrato il maggior numero di gravidanze, hanno avuto mediamente rapporti sessuali più precoci, maggiori probabilità di diventare madri così come di abbandonare la scuola. E allora perchè ancora c’è in Italia qualcuno che crede di risolvere il problema della sessualità giovanile con il condom?

DOMENICO BONVEGNA

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