Intervista a don Paolo Padrini porta la preghiera del «Breviario» su tutte le applicazioni multimediali

Domenico Agasso Jr. da Vatican Insider

È notizia di pochi giorni fa che «iBreviary – Pro Terra Sancta», probabilmente l’applicazione più utilizzata al mondo dai fedeli cattolici, è sbarcata sugli smartphone «Windows Phone 7», e dunque è utilizzabile anche dai cellulari con sistema operativo «Microsoft», che si aggiungono a «iPhone», «iPad», «iPod touch», «Blackberry», e ai dispositivi della piattaforma «Android». «Abbiamo allargato il “parco macchine”», ha commentato soddisfatto l’inventore di iBreviary, don Paolo Padrini.

iBreviary è un software unico nel suo genere: è la prima applicazione della Preghiera ufficiale Cattolica per smartphone e tablet. Porta la tradizionale Preghiera del «Breviario» e tutti i testi della liturgia sugli smartphone, attraverso la collaborazione con la Custodia Di Terra Santa – Missionari Francescani al Servizio della Terra Santa. L’applicazione offre a tutti i cattolici la possibilità di pregare attraverso la lettura del «Breviario Ufficiale» (Liturgia delle Ore, in rito romano e ambrosiano), mettendo a disposizione i testi utili, giorno per giorno. Inoltre la si può utilizzare per partecipare alla s. Messa: sono presenti infatti tutti i testi delle Letture che si usano durante le Celebrazioni liturgiche («Lezionario»). A livello di interfaccia grafica è disponibile in italiano e inglese, e permette di pregare in sei lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, rumeno e latino (anche attraverso i testi del Vetus Ordo). Sono anche presenti alcuni tra i più importanti testi della tradizione francescana, e poi le preghiere liturgiche e le benedizioni particolari che vengono utilizzate nei luoghi santi.

 iBreviary è utilizzata da decine di Cardinali e Vescovi, da centinaia di sacerdoti, religiosi e seminaristi, e la Santa Sede ha espresso più volte parole di apprezzamento per questa iniziativa all’avanguardia.

Vatican Insider ha incontrato l’ideatore, don Paolo Padrini, un vero e proprio «prete tecnologico», o «prete 2.0»: oltre a curare iBreviary, dal 2009 coordina – nominato dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali – il progetto vaticano «Pope2You.net», il portale con cui il Papa si è avvicinato ulteriormente ai giovani, attraverso il collegamento diretto con «Facebook», iPhone, «Youtube». E ancora, don Padrini cura due blog: passinel deserto.blogosfere.it, e il neonato genitorieinternet.blogspot.com .

Nato a Novi Ligure il 24 maggio 1973, dopo gli studi tecnici entra in seminario Interdiocesano di Alessandria, affrontando il percorso formativo che lo porterà a diventare sacerdote nel maggio del 1998. Dopo l’ordinazione, riveste alcuni incarichi pastorali presso la parrocchia della Cattedrale di Tortona e successivamente presso altre parrocchie della diocesi, fino a quando diventa parroco di San Giorgio in Stazzano, ruolo che ricopre tuttora. Dopo alcuni anni viene mandato dalla diocesi a Roma per proseguire gli studi teologici. Presso la Pontificia Università Lateranense consegue la licenza in Teologia pastorale con indirizzo in Comunicazioni sociali, realizzando una tesi dal titolo «Chat line: luogo e tempo della comunicazione e dell’incontro».

Negli ultimi tempi ha approfondito a livello di studio e di servizio pastorale attivo i temi della comunicazione ecclesiale, e attualmente collabora con numerosi enti religiosi come consulente nell’ambito della comunicazione, interviene come formatore presso alcuni Istituti scolastici, coordina vari progetti della comunicazione in internet per Custodia Di Terra Santa, e cura la formazione di genitori ed educatori.

Don Paolo: perché iBreviary? Com’è nata questa intuizione?

«Con l’avvento degli smartphone. Ho notato che in questi strumenti c’è anche lo spazio per la preghiera. La preghiera è la cosa più portatile che ci sia, l’azione più «mobile» del cristiano. E il Breviario della preghiera è la sua forma più trasportabile: è stato inventato proprio per semplificare e ridurre tutto il “panorama” della Preghiera in pochi libri e poterla portare con sé. Dunque, mi sono detto: perché non portarsela dietro anche attraverso questi nuovi strumenti? Perché non metterla tra le potenziali attività comuni e quotidiane che si possono fare con i cellulari e i dispositivi di ultima generazione?».

E i riscontri vi hanno dato ragione…

«Assolutamente sì. Sono stati eccezionali fin da subito: i numeri ufficiali non si conoscono, ma indicativamente iBreviary è utilizzato su iPhone e iPad da più di mille utenti al giorno, oltre a tutti quelli che la consultano nei vari altri dispositivi; in totale stimiamo tra i 350mila e i 450mila «device» all’anno. In due anni e mezzo iBreviary è diventata l’applicazione cattolica più utilizzata al mondo».

Invece Pope2you.net? Quale e quando è stata la sua «genesi»?

«Quattro ani fa, nei mesi in cui Facebook è giunto all’apice mondiale di utenti, è emersa l’esigenza di un approccio “rivoluzionario” da parte della Chiesa nei confronti di questo strumento; era il Papa stesso a sostenerlo e promuoverlo. Si sentiva il bisogno di veicolare il messaggio del Pontefice attraverso questi luoghi virtuali così frequentati; in altre parole: utilizzare facebook in ambito cattolico, ma non banale o retorico. Con Pope2you.net si è voluto far crescere la comunità cristiana cattolica con un nuovo modo di relazionarsi, di coltivare amicizie».

Anche questo progetto sta funzionando: perché secondo lei? Qual è stata la mossa vincente?

«Perché non abbiamo puntato a modificare i meccanismi degli strumenti stessi, in particolare Facebook. Non li abbiamo voluti “evangelizzare”, bensì abbiamo cercato di capire come funzionano e ne siamo “entrati dentro” in modo congruo e adeguato al linguaggio dello strumento. Esserci con la nostra presenza cristiana cattolica, vivere questi spazi da credenti. Questo facciamo con il portale del Papa».

Passiamo ai suoi blog: iniziamo da Passi nel deserto, con il quale Lei è stato uno dei primi blogger di «Blogosfere»…

«Esatto: e questo mi onora, ci tengo a dirlo. Il blog è un’esperienza di racconto e di narrazione di se stessi, e nel mio caso con un occhio critico da sacerdote su quello che capita nel mondo e nella Chiesa».

E adesso ne lancia un secondo: «Genitori e internet»…

«È uno spazio di confronto sulle tematiche di internet in particolare nell’ottica dei genitori, che molto spesso sono preoccupati perché mancano strumenti per informarsi, e temono di “fare dei danni”. In questo nuovo blog cerco di trasportare le relazioni che spesso espongo nelle conferenze su questo tema, sempre per “agganciare” nuovi utenti oppure per proseguire in “incontri 2.0” discorsi avviati in convegni e corsi di formazione».

Diffondere la Fede e la preghiera attraverso i nuovi media: come è nata questa sua «vocazione nella vocazione»?

«Dalla mia predisposizione alle tecnologie e alla comunicazione che si è unita all’esigenza di evangelizzazione che percepisco. Attraverso le nuove tecnologie desidero essere testimone della Parola di Dio nel mondo, esprimo il mio essere prete e credente, e cerco di propagare i messaggi di bene che sento e che la mia persona, con tutti i limiti che ha, può diffondere. Incontrare, relazionarsi, esserci, vivere nel mondo, annunciare il Vangelo non con le parole ma con la presenza: questo cerco in Twitter, Facebook, Instagram e in tutto il mondo dei “new media”».