Tre giorni di mobilitazione per non rassegnarsi all’inverno demografico

di Antonio Gaspari

ROMA, venerdì, 21 maggio 2010 (ZENIT.org).- Il prossimo 22 maggio la legge 194 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza compie 32 anni. Fin dall’inizio tale legge, che Giorgio La Pira definì “integralmente ingiusta”, ha suscitato polemiche e discussioni. Negli ultimi 32 anni sono stati più di 5 milioni gi aborti compiuti: una media di 428 al giorno.

Per l’occasione il Movimento per la vita, il Forum delle associazioni familiari e “Scienza&Vita” hanno organizzato dal 21 al 23 maggio una “tre giorni di non rassegnazione”.

I tre Day life hanno avuto inizio con una convegno al Palazzo della Regione Lazio a Roma, in cui gli amministratori delle Regioni d’Italia si sono messi a confronto per discutere il tema “Regioni: quali politiche per la vita?”.

Sabato 22 maggio, con inizio alle ore 10,00, alla Sala Convegni della LUMSA (Libera Università Maria SS: Assunta) si svolgerà il convegno sul tema: “Tempo di riforme, e la legge 194? Le responsabilità della comunicazione nella difesa anche politica della vita nascente”.

Il convegno che prevede gli interventi di Francesco Belletti, Pino Morandini, Giancarlo Blangiardo, Ettore Gotti Tedeschi, Bruno Mozzanega, Giuseppe Anzani, sarà concluso da Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita (Mpv).

Domenica 23 maggio, ci saranno due manifestazioni davanti al senato e in piazza San Pietro, per “guardare al futuro dell’Italia con gli occhi dei bambini”, con l’intento di non dimenticare i 5 milioni di bambini concepiti e mai nati, per non dimenticare i 120.000 bambini nati grazie ai Centri di aiuto alla vita.

Al convegno “Regioni: quali politiche per la vita?” che si è svolto questo venerdì mattina erano presenti oltre trenta tra presidenti assessori e consiglieri regionali di 12 Regioni diverse.

Dopo un’ampia discussione gli amministratori presenti hanno approvato un documento finale nel quale si afferma la volontà di costituire “una rete di amministratori regionali in grado di elaborare una unitaria strategia” finalizzata ad alcuni punti specifici:

– trasformare i consultori familiari in strumenti di solidarietà verso le maternità difficili o indesiderate univocamente finalizzata alla protezione della vita nascente

– orientare i colloqui previsti dall’articolo 5 della legge 194 in modo da determinare una responsabilizzazione verificabile degli operatori sanitari e delle donne in difficoltà

– valorizzare le iniziative del volontariato a servizio della maternità e della vita

– promuovere iniziative culturali ed educative affinché il diritto alla vita sia riconosciuto dalla società civile in tutta la sua estensione fin dal concepimento, quale prima espressione dell’uguale dignità umana

– proteggere l’obiezione di coscienza prevista dalla legge 194

L’impegno è di lavorare alla costruzione di “una sensibilità nuova riguardo al valore della vita umana nascente e conseguentemente ad una interpretazione ed attuazione della legge 194 che attribuisca significato normativo decisivo all’articolo 1 laddove si proclama che la Repubblica tutela la vita umana fin dal suo inizio”.

A tale scopo i convenuti “ritengono opportuno che l’inizio della vita umana sia reso esplicito con l’indicazione del ‘concepimento’ ed auspicano che tale precisazione trovi il consenso delle Giunte e dei Consigli regionali fino ad approdare agli Statuti”.

Sull’utilizzo della Ru486 hanno affermato che “quanto meno, dovrebbe essere fatta rigorosa applicazione dell’articolo 8 della legge 194, in considerazione dei rischi sanitari che deve affrontare la donna e cioè con permanenza ospedaliera fino all’espulsione dell’embrione”.

L’assemblea ha infine auspicato “che siano  stabiliti collegamenti interregionali tra amministratori e che le realtà locali del Movimento per la vita, del Forum e di Scienza&Vita prendano contatto con le Giunte ed i Consigli regionali”.

In sala sono intervenuti i presidenti del Lazio – Renata Polverini – e della Lombardia – Roberto Formigoni – e, attraverso un loro rappresentante, i president del Piemonte – Roberto Cota – e delle Marche – Gian Mario Spacca -. Messaggi e saluti sono giunti, tra gli altri, da: Claudio Burlando presidente della Liguria; Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna; Nichi Vendola, presidente della Puglia; Luca Zaia, presidente del Veneto; e di Luis Durnwalder, presidente del Trentino Alto Adige.

Intervenendo al convegno Renata Polverini ha rilanciato la politica di sostegno alle donne partendo dai consultori che “finora hanno funzionato poco. Rappresentano una parte della legge 194 che nasce per tutelare la vita e quindi anche sui consultori ci sarà un impegno forte a favore della vita”.

Per impedire che le donne si trovino ad abortire per difficoltà economiche, la Polverini ha spiegato che ha intenzione di reintrodurre il bonus bebè, di provvedere un assegno alle famiglie sulla base del quoziente familiare fino ad arrivare a servizi pubblici gratuiti per le famiglie rispetto alla loro composizione e posizione economica.

La presidente della regione Lazio ha inoltre affermato che saranno attivate delle politiche abitative per le giovani coppie anche con mutui agevolati ma soprattutto un sostegno all’assistenza domiciliare grazie ai bonus famiglie.

Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni ha ricordato le battaglie condotte in prima persona per abolire la legge 194, ma anche l’impegno successivo a rispettarla, soprattutto nelle parti in cui è stata disattesa, cioè nelle parti in cui le istituzioni si devono impegnare in ogni modo per convincere le donne incinte a non abortire.

In merito alla pillola abortiva, Formigoni ha precisato: “Come presidenti delle Regioni non possiamo impedire l’introduzione della pillola Ru486 ma dobbiamo applicarla nel rispetto delle legge nella sua interezza, in particolare l’art. 8 secondo il quale l’aborto deve essere medicalmente assistito”.

Ma ha tenuto a sottolineare: “noi non siamo eversori ma lettori attenti della legge che deve essere applicata in ogni sua parte secondo uno spirito di favor vitae. Ironia della storia ci porta oggi a difendere l’integralità di quella legge 194, che pure abbiamo a suo tempo osteggiato, proprio contro quelli che trenta anni fa la sostenevano e che oggi vogliono aggirarla. La forza dei nemici della vita sta nella banalizzazione dell’aborto e della vita, ma la nostra forza è la difesa della vita contro ogni cultura di morte”.