di Stefano Di Francesco da www.ioamolitalia.it
Non è una novità che le varie istituzioni monetarie globali si producano in previsioni spesso fuori dalla grazia del Signore, buttando lì numeri a capocchia, giusto per avvalorare le loro assurde e criminali tesi di politica economica improntate all’austerity (più o meno moderata), al pareggio di bilancio, al contenimento della spesa ed ad un adeguato livello di pressione fiscale.

Nonostante ciò, quando mi sono imbattuto nella previsione  del FMI sui paesi che nel 2016 guideranno la ripresa europea, sinceramente ho pensato che fossero sotto gli effetti di qualche allucinogeno.

Il  grafico che esprime la previsione del FMI è il seguente:

Premesso che l’economia non è una scienza e dunque tutto potrebbe in linea puramente teorica avverarsi, viene da domandarsi se tale previsione è stata fatta supponendo l’uscita dall’euro della Grecia  oppure no.

Inoltre, vedere un ripresa del PIL  greco del 3,5% quando negli utili 4 anni ha perso complessivamente  non meno del 20%, passando da 343 miliardi di dollari del 2008 ai 280 del 2012,  non mi pare un gran risultato.

E pensare che per Monti, cito testualmente   “la Grecia è il grande risultato dell’Euro”. Senza parole.

Vorrei a questo punto ricordare, con  altri grafici che valgono più di mille parole, le previsioni fatte sul PIL della Grecia sia dal FMI che dalla UE, giusto per far comprendere a tutti la “qualità” di chi oggi ci sta dicendo cosa fare e cosa non fare, dove tagliare e quanto tagliare per tornare a crescere.

Questi dispensatori di ricette economiche miracolose, questi paladini del mercato che si autoregolamenta, basato sulla razionalità degli operatori, sull’informazione che è accessibile a tutti e nello stesso momento che consentirebbe loro la più esatta formazione di aspettative, non hanno il senso della vergogna.

Continuano a diffondere falsità e menzogne nei loro comunicati, nelle loro previsioni, giocando con la vita reale delle persone.

Diciamo che fare previsioni non è il loro forte!! Trovare soluzioni neppure!!

Nel caso delle previsioni della Commissione Europea, giusto per puro divertimento, si noterà come tra la prima previsione sulla crescita del PIL e poi i dati reali, si determina una differenza di appena il 29%!! A fronte di una ipotetica crescita dal 2009 al 2012 del 7,7%, c’è stato un crollo del 21,3%. Che dire?

Il fatto di continuare a produrre scenari futuribili ad uso e consumo dei media, non aumenta l’autorevolezza di istituzioni finanziarie e politiche che hanno chiaramente dimostrato, che laddove c’era da scegliere tra salvare il mercato  finanziario e le persone, non hanno avuto dubbi preferendo il mercato.

Continuano a trattarci da imbecilli facendo leva sulla nostra ignoranza e sulla nostra buonafede.

A fatica, ma con estrema convinzione e tenacia, nuovi movimenti si affacciano nell’agone della politica internazionale proponendo soluzioni alternative al sistema attuale, differenti visioni del mondo, della società, accomunate da un unico grande obiettivo: impedire che le generazioni future debbano poter scegliere tra una esistenza  connotata dal debito, dall’usura, dall’insolvenza  e dalla povertà.

Viva l’Italia.

Viva Io Amo l’Italia.