Sabato 13 marzo è stata pubblicato – sul quotidiano Libero – un commento al nostro lavoro di osservazione della politica a firma del giornalista Andrea Morigi. Qui di seguito ve ne proponiamo il testo, ricordandovi che il nostro documento di analisi è disponibile cliccando qui.

Bocciato senza appello il centrosinistra – con la sola eccezione di Giuseppe Bortolussi in Veneto -, insieme  a Udc e radicali. Promosso con un recupero in extremis per Renata Polverini il centrodestra, con la Lega Nord. È la sentenza del monitoraggio su famiglia, vita umana, bioetica ed educazione dell’Osservatorio politico di Nuove Onde.

Tornano a galla i princìpi non negoziabili, sui quali la Chiesa chiede di valutare la condotta della classe politica. Con molte Regioni in bilico, il voto cattolico rischia così di rivelarsi determinante nei testa a testa fra aspiranti governatori.

E così oggi, mentre il margine di distanza dalla rivale si è fatto sottile, la Polverini va a firmare pubblicamente il Manifesto del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio “Una Regione a misura di famiglia”. Quindi si impegna anche ad applicare e a finanziare la legge regionale sulla famiglia del 2001 che prevede il quoziente familiare, la valorizzazione dell’associazionismo familiare e l’istitu zione della Valutazione Impatto Familiare. E Giovanni Fenizia, presidente di Nuove Onde, registra la svolta con prudenza: «Siamo pronti a modificare il giudizio da bocciata a promossa. Certo però, l’ambiguità di molte sue posizioni, la rende “sorvegliata speciale”», dopo le passate dichiarazioni su aborto e coppie di fatto.

Alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, i partiti e i candidati arrivano con i loro programmi ma anche con un giudizio su quanto hanno realizzato nella legislatura precedente. Sono stati tenuti d’occhio per cinque anni. Risultato: il bonus famiglia della Lombardia governata da Roberto Formigoni è migliore anche rispetto a quello del governo, e la “dote scuola” è un esempio per tutta la pubblica amministrazione.

A dividere in due gli schieramenti sono principalmente il caso Eluana e la licenza di uccidere che accompagna la liberalizzazione della pillola Ru486, con gli atteggiamenti opposti tenuti dal prolife Formigoni da un lato e dalla radicaloide Mercedes Bresso dall’altro.

In altre Regioni, come la rossa Emilia Romagna, il fronte del centrodestra scricchiola e, posto di fronte alle proposte di equiparazione fra matrimonio e altre forme di convivenza, qualche consigliere del Pdl e della Lega non partecipa nemmeno al voto. Sempre meglio che in Campania, dove un solo consigliere si è rifiutato di equiparare le “unioni” alle famiglie.

Ma le pagelle non dicono tutto, ammette Fenizia. La sua lettura dei dati è più approfondita: «Ciò che ci ha stupito di più è stato constatare che l’Udc, che nelle intenzioni mette al primo posto gli stessi valori a noi cari, non ha esitato a schierarsi con coalizioni che supportano candidati che palesemente portano avanti valori incompatibili con un’istanza realmente cristiana (Bresso in Piemonte, Burlando in Liguria)». Le incertezze dell’elettorato cattolico, rilevate da un sondaggio pubblicato domenica scorsa dal Sole 24Ore proprio nel caso del Piemonte, potrebbero dunque dissolversi per quella spregiudicatezza che ieri il vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello ha spiegato così: «In Piemonte è stata smascherata la politica dell’Udc, che non è la terza via ma è quella che va a seconda delle convenienze». Inoltre, «votare Udc nelle regioni dove “corre da sola”», ribadisce Fenizia, «se è vero che centrodestra e centrosinistra hanno visioni e impostazioni su vita e famiglia così diametralmente opposte, equivale ad accettare il rischio di far vincere chi attaccherà con insistenza i valori non negoziabili».

© http://www.nuoveonde.com/blog – 15 marzo 2010