Intervista a Yago de la Cierva, direttore della comunicazione per questo evento

di María de la Torre

ROMA, giovedì, 4 giugno 2009 (ZENIT.org).- La Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) che si celebrerà nell’agosto 2011 a Madrid riserva sorprese, che Santiago de la Cierva, direttore della comunicazione dell’evento, inizia a svelare in questa intervista.

Yago, come lo chiamano tutti, fondatore e direttore – fino a poco fa – dell’agenzia televisiva “Rome Reports”, insegna dal 1999 nel famoso corso “Comunicazione di crisi”, impartito presso la Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce di Roma.

In questa intervista concessa a ZENIT, confessa che la prima cosa che gli è venuta in mente quando il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid, gli ha proposto questa nuova missione è stata: “Non c’è nessun altro?”.

A parte gli scherzi, afferma che “a questo tipo di cose non bisogna pensare molto, è un treno che passa. Qualcuno ti dice: ‘Sali’, e con un po’ di fede ci si rende conto che, anche se ti complica la vita, anche se evidentemente non ci sono sere libere, non ci sono fine settimana né vacanze… in fondo ne vale la pena”.

Per questo professionista della comunicazione, l’esperienza sarà “un’avventura fantastica. Tutti i capelli mi diventeranno bianchi, ma ne varrà la pena perché è nel cuore della Chiesa e i giovani non hanno molte possibilità di dire ‘La Chiesa è mia’. Sembra che si debba dire loro tutto. Non prendono la parola, non assumono l’iniziativa. Credo che sia un grande modo per mobilitare i giovani e anche quelli che non sono più tanto giovani”.

Quale valore aggiunto avrà Madrid 2011 rispetto alle GMG precedenti?

Yago de la Cierva: Madrid 2011 non avrà niente di nuovo rispetto alle altre edizioni se non il luogo, il momento storico, la voglia di fare tutto molto bene, tutto ciò che comporta il fatto di celebrare l’evento in un Paese come la Spagna, che ha duemila anni di cristianesimo e dove perfino le pietre trasudano fede, trasudano una tradizione plurisecolare. E’ questo che farà di Madrid 2011 una Giornata Mondiale molto speciale.

Tenendo conto che siamo in Europa, alla fine dell’Europa ma ancora nel continente, calcoliamo che verrà più di un milione di persone. Probabilmente cercheremo di arrivare a ciò che è avvenuto a Roma nel 2000, ma non dipende da noi.

Credo che l’aspetto particolare della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid sarà proprio il fatto di svolgersi in un Paese che è sempre stato fedele alla Chiesa cattolica. E’ un Paese che ha trasmesso la fede a molti continenti, la maggior parte dei cattolici del mondo parla spagnolo proprio perché è stata evangelizzata dagli spagnoli e ci piacerebbe recuperare quello spirito missionario. A volte si pensa che i missionari fossero persone adulte, che andavano a predicare lontano, ma in realtà avevano meno di 25 anni. Ci piacerebbe recuperare quello spirito e presentarlo ai giovani di oggi.

Un’altra caratteristica della Giornata Mondiale di Madrid saranno le reti. Per la prima volta avremo una Giornata Mondiale della Gioventù in cui lo strumento fondamentale della comunicazione sarà Internet, saranno le reti sociali, non solo come informazione, ma anche come comunicazione, per creare comunità. A Sydney si è già iniziato a farlo, ma credo che stavolta ci sarà l’esplosione, anche di nuove tecnologie. Nel 2011 probabilmente quasi tutti coloro che verranno avranno telefoni di nuova generazione. Sarà molto facile essere in contatto, ricevere le informazioni, approfittare del telefono per ricevere le traduzioni delle parole del Santo Padre, i messaggi dell’organizzazione, ecc.

A Sydney i giovani hanno ricevuto messaggi del Papa sui loro telefoni cellulari. Si pensa a qualche sorpresa di questo tipo a Madrid?

Yago de la Cierva: Non posso assicurare che il Papa manderà messaggi. Ci proveremo, ma la decisione spetta a lui. Abbiamo appena visto come il Papa abbia iniziato a usare Facebook per stare in contatto con i giovani, e questo è solo l’inizio.

Evidentemente non possiamo chiedere al Santo Padre di stare collegato due ore al giorno per vedere se può rispondere personalmente. Non è la sua missione, non ha il tempo e gli chiediamo altro, ma da questo si va al passo successivo: che tutta la Chiesa cattolica utilizzi le reti sociali come uno strumento fondamentale, non solo per trasmettere la fede ma per viverla meglio, per conoscerla meglio, per creare comunità. Creare reti sociali vuol dire creare gruppi sociali e a volte abbiamo poco tempo. Grazie alle reti sociali, tuttavia, possiamo stare in contatto e mettere in pratica la fede in un altro modo, più virtuale ma anche reale.

Non c’è il rischio che la Giornata Mondiale della Gioventù si trasformi in tre giorni di festa e si dimentichi fino alla prossima celebrazione, che non ci sia continuità?

Yago de la Cierva: A Madrid cercheremo di seguire l’esempio di Sydney e delle GMG precedenti, perché l’organizzazione aveva presente che la Giornata Mondiale non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Questo è molto importante, perché la GMG in fondo non è altro che una festa che il Santo Padre convoca per tutti i giovani, cattolici e non cattolici, cristiani e non cristiani, ma con un interesse per i valori trascendenti e che vogliono entrare in una casa estranea e dire: “Vediamo come si vive qui. Questa gente sembra contenta. E’ felice. Si diverte e prega! Questo sembra una contraddizione”.

Si tratta di questo: la Giornata Mondiale è una festa e tutti i giovani e gli adulti che hanno organizzato feste sanno che ci sono cose molto importanti come il posto, l’ora, la musica, ciò che si mangia… ma la cosa più importante in una festa sono gli invitati. Se si azzeccano gli invitati, il successo della festa è assicurato. Succede lo stesso con la Giornata Mondiale. Saranno giornate di festa, sì, ma cercheremo di far sì che ci sia di tutto: vita di pietà, adorazione eucaristica, catechesi, cultura, divertimento…, tutto, perché i giovani come gli adulti non possono trascorrere 14 ore in preghiera. Ci sarà assolutamente di tutto. Ci saranno dottrina eucaristica e apprendimento della dottrina cristiana: cercheremo di far sì che si conosca la fede attraverso la cultura spagnola.

Quale potremmo dire che sia la sfida a livello comunicativo?

Yago de la Cierva: La sfida di rispondere alle aspettative della gente, e le aspettative sono molto alte. Dobbiamo arrivare a tre tipi di pubblico.

C’è un primo pubblico composto da quanti verranno alla Giornata Mondiale, e con la comunicazione dobbiamo prepararli perché vengano a quello a cui devono venire, perché poi non abbiano nessun dispiacere, ma il contrario. E perché una volta che sono lì tutto funzioni bene. Bisogna tener conto che, anche se l’aspetto spirituale è importante, se poi non ti hanno dato da mangiare, non sei riuscito a dormire o hai dovuto camminare in modo esagerato si perdono le forze.

C’è poi un secondo pubblico, molto importante: i moltissimi giovani che vorrebbero venire e non potranno farlo e seguiranno l’evento per televisione, con le reti, via Internet, con la radio… Dobbiamo pensare anche a loro e per questo vedremo come riuscire a far sì che ogni trasmissione porti quasi dentro l’evento.

C’è infine un terzo pubblico, anch’esso molto rilevante, ed è composto dalle persone che non sono andate né hanno alcun interesse ad andare, ma che sono curiose di vedere cosa succede, cosa fa un milione e mezzo di giovani a Madrid, come vivono, perché sono lì, cosa si legge sui loro volti. Si chiedono: “Sono contenti? Sono felici? Aiutano gli altri? Dedicano del tempo a dare una mano in parrocchia o danno da mangiare in un ospizio o portano a passeggiare i bambini malati?…”. Questo per noi è molto importante perché è l’immagine della Chiesa, e utilizzeremo il volto più bello della Chiesa, che sono i giovani, per spiegare e parlare di Gesù Cristo che è presente nei giovani. Sono i giovani che ci trasmetteranno la fede.

Cosa direbbe a un ragazzo che esita a partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid?

Yago de la Cierva: A un ragazzo o a una ragazza che a poco tempo di distanza dall’evento è indeciso se partecipare o meno possiamo solo assicurare che ciò che troverà lì darà molte risposte, non tutte, a interrogativi molto profondi, che incontrerà gente con cui stringerà legami che possono durare tutta la vita e che alla fine dirà: “Che peccato che siano stati solo pochi giorni”.

Possiamo dire che le Giornate Mondiali della Gioventù sono l’evento comunicativo più importante della Chiesa?

Yago de la Cierva: Credo che la Giornata Mondiale della Gioventù sia un evento molto importante per la comunicazione della Chiesa. Non so se è il più importante, il secondo, il terzo, perché in fondo tutto ciò che ha a che vedere con la Chiesa parla di Gesù Cristo e dell’efficacia della Grazia, e questo non lo possiamo misurare. La cosa importante è che la comunicazione della Giornata Mondiale aiuti a toccare il cuore di molti giovani – e forse anche di alcuni non giovani – che la vedono in televisione. L’importanza è dunque chiara. E’ un evento organizzato dal Papa stesso – non ne organizza molti – ed è inoltre un’opportunità perché si conosca la Chiesa cattolica e perché i giovani siano su tutti i telegiornali, su tutti i quotidiani, sulle prime pagine, sulle riviste o in rete. Vuol dire quindi mettere nello spazio pubblico Gesù Cristo, il suo messaggio, quanto ci può rendere felici se seguiamo ciò che ci ha detto. Se è più o meno importante dipenderà da ciascuno. Ci sarà gente a cui toccherà il cuore.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]