di Rino Cammilleri da www.lanuovabq.it

Le lacrime di Maria

La Madonna, dice il Vangelo, ha inaugurato la storia della salvezza il 25 marzo dell’anno zero col suo assenso a Dio (il quale, si noti, le chiese il permesso). Poi ha forzato la mano al Figlio alle nozze di Cana, prendendo sul serio il suo ruolo di Madre dell’Umanità (Cristo è il nuovo Adamo) e provocando un miracolo non strettamente necessario solo per aumentare la festa. La sua prima «apparizione» in qualità di Aiuto dei Cristiani (uno dei suoi titoli nelle Litanie) reca la data del 40 d.C.: all’apostolo san Giacomo il Maggiore, in Spagna, e venne portata dagli angeli sul Pilar, il pilastro che si venera a Saragozza. In quell’anno era ancora in vita (terrena). Dopo la sua Assunzione apparve molte altre volte, la più anticamente documentata delle quali diede origine all’attuale basilica di santa Maria Maggiore in Roma.

Da allora non c’è stato secolo in cui non si sia ripresentata per aiuto, soccorso, esortazione, rimprovero. Il più delle volte ha chiesto una cappella, che poi è diventata un santuario. E la Cristianità è piena di questi luoghi mariani dove il pellegrinaggio non è mai cessato. Pensate che solo nella piccola Croazia ci sono ben 222 santuari dedicati alla Vergine. La Madonna è apparsa anche in luoghi in cui bisognava dare una mano all’evangelizzazione. Così è stato, per esempio, a Guadalupe, in Messico, nel XVI secolo. O a Vailankanni, in India, quasi contemporaneamente. Man mano che i missionari avanzavano, dovunque andassero, Maria era con loro. Poi venne la spaccatura della Cristianità con la rivolta protestante, e la Vergine aggiunse ai suoi compiti anche quello di incoraggiare o addirittura difendere i cattolici «papisti». Ma arrivarono i secoli del positivismo e della miscredenza anche tra questi ultimi, e Maria cominciò a mostrarsi piangente.

Talvolta le lacrime erano addirittura di sangue. Guardando a volo d’uccello l’insieme storico delle apparizioni mariane si vede un loro incremento continuo, con un affollarsi negli ultimi secoli e quasi un parossismo nell’ultimo, il XX. L’equazione che se ne trae pare essere questa: meno la gente crede e più Maria interviene; più le potenze sataniche riescono a far breccia nelle coscienze e più la Madonna moltiplica i suoi interventi. Nel mio libro Medjugorje. Il cammino del cuore (Mondadori) mi sono interrogato sulla più clamorosa delle apparizioni contemporanee, non nascondendomi le perplessità (Medjugorje, si sa, non è ancora riconosciuta dalla Chiesa) e soffermandomi sui quei link che si accendevano in una mente, la mia, da oltre trent’anni ripiegata sul cristianesimo e la sua storia. Ne è uscita una sorta di indagine a tutto campo sulle apparizioni mariane, indagine non ridotta a mero elenco apologetico, bensì curiosa di domande sul senso complessivo della strategia della Vergine. Ivi comprese le domande su quanto sempre più spesso viene attribuito alla Madonna, la quale avrebbe fatto capire -forse- che quelli che stiamo vivendo sono i tempi «ultimi». Domande, ovviamente, senza pretesa di risposta.

Ma il discorso non poteva concludersi con un solo libro, perché una di queste domande riguarda i «pianti» della Madonna, sempre più copiosi. Così, con lo stesso editore, ho proseguito l’indagine in Le lacrime di Maria. Da Medjugorje a Civitavecchia. Con lo stesso metodo, passando per tutti i luoghi e le occasioni in cui la Madonna ha pianto. Lo spunto è stato offerto dal fatto che la statuetta che lacrimò sangue a Civitavecchia nel 1995 raffigura la Gospa di Medjugorje. A quattordici anni esatti dalle apparizioni in Bosnia, quattordici esatte lacrimazioni a Civitavecchia. Vuol dire qualcosa? Perché proprio là? Domande, e link mentali che ne provocavano altre. L’impressione complessiva è che la Madonna stia prendendo in mano personalmente la famosa nuova evangelizzazione, stante una Chiesa gerarchica in grave difficoltà e quasi inebetita di fronte all’assedio «interno» (strapotere dei media laicisti, aperta cristofobia della politica soprattutto internazionale) ed «esterno» (islam, comunismi residui, nazionalismi religiosi). Una Chiesa che, a differenza di quella dei secoli precedenti, soffre pure di una gravissima crisi di identità. Come i cattolici ottocenteschi che, esclusi dalla vita pubblica, si rivolsero direttamente alla società, così sembra che Maria, snobbata dai teologi moderni, abbia deciso di fare. In fondo è storia vecchia, evangelica: Cristo, rifiutato dai capi di Israele, si rivolse alla gente. E Maria, come a Cana, viene sempre più spesso a dirci: «Fate quel che Lui vi dirà».