da Avvenire.it

“Senatori e onorevoli a libro paga di alcune multinazionali (una del settore dei tabacchi e un’altra nel settore dei video giochi e delle slot machine), le cosiddette lobbies”: sarebbe questa la denuncia di un presunto assistente parlamentare di Palazzo Madama, intervistato dalle Iene per la puntata che andrà in onda questa sera.

“Ci sono le multinazionali – racconta nel video la fonte anonima – che ogni mese per mezzo di un loro rappresentante fanno il giro dei palazzi, sia al Senato che Camera: incontrano noi assistenti e ci consegnano dei soldi da dare ai rispettivi senatori e onorevoli”.

L’obiettivo, spiega sempre l’uomo di spalle, è “far sì che quando ci sono degli emendamenti da votare, i senatori e gli onorevoli li votino a favore della categoria che paga”.

Operazioni che prevedono una sorta di tariffario: “Per quel che mi riguarda, conosco due multinazionali, una del settore dei tabacchi e un’altra nel settore dei video giochi e delle slot machine – racconta sempre la medesima fonte – ed entrambe elargiscono una 1.000 euro e un’altra 2.000 euro ogni mese”.

La tariffa “cambia a seconda dell’importanza del senatore e quindi, se è molto influente, sale fino a 5.000 euro”.  Per quanto riguarda poi, dice ancora, “le sale Bingo, si sono formati due gruppi, partecipati sia da uomini del centro sinistra che da uomini del centro destra. Un gruppo fa capo a un ex Ministro de…, e un altro gruppo fa capo a un ex Ministro de…, entrambi del centro sinistra”.

Le Iene sono anche promotorici assieme ad alcuni sindaci della campagna “Basta con le slot”.

I sei sindaci sono: Luigi de Magistris (Sindaco di Napoli), Giuliano Pisapia (Sindaco di Milano), Flavio Tosi (Sindaco di Verona), Piero Fassino (Sindaco di Torino), Leoluca Orlando (Sindaco di Palermo), Federico Pizzarotti (Sindaco di Parma), Michele Emiliano (Sindaco di Bari).

Grazie alle liberalizzazioni delle licenze commerciali, infatti, è semplicissimo aprire una sala slot e i sindaci, purtroppo, non possono fare niente per bloccarne l’apertura. Questa campagna è stata fatta perché sempre più persone dicano: “Basta con le slot”.