Da quando ieri il Santo Padre, nel viaggio in aereo che lo portava a visitare i fratelli e le sorelle del Portogallo, avesse fatto accenno a “le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa”, subito diversi opinionisti e vaticanisti, accreditati, si sono sbizzarriti nel pensare che forse su Fatima si accennava allo scandalo della Pedofilia.
Premesso che lo stupro delle coscienze con il relativismo teologico e la falsa dottrina, serpeggiante (da sempre) nella Chiesa è altrettanto grave del comportamento Pedofilo. Anzi, produce il danno delle sempre presenti ideologie immanentistiche e/o spiritualistiche che generano eresia e disumanizzazione.
Dalle parole del Papa non si evince certamente questo ma anzi il fatto che dall’interno della Chiesa vengono spesso i mali. Dovuti allo scarso cammino di conversione di noi tutti.
Nelle Sue parole il Papa, oltre che dare una definizione chiara e cristallina delle Rivelazioni private e di come esse agiscono nella psicologia e nel vissuto di chi le riceve, piuttosto annuncia una impellente necessità di fondo: la conversione.


Leggiamo infatti le sue parole:

Padre Lombardi: “Grazie, e ora veniamo a Fatima, dove sarà un po’ il culmine anche spirituale di questo viaggio. Santità, quale significato hanno oggi per noi le Apparizioni di Fatima? E quando Lei presentò il testo del terzo segreto nella Sala Stampa Vaticana, nel giugno 2000, c’erano diversi di noi e altri colleghi di allora, Le fu chiesto se il messaggio poteva essere esteso, al di là dell’attentato a Giovanni Paolo II, anche alle altre sofferenze dei Papi. E’ possibile, secondo Lei, inquadrare anche in quella visione le sofferenze della Chiesa di oggi, per i peccati degli abusi sessuali sui minori?”

Papa: “Innanzitutto vorrei esprimere la mia gioia di andare a Fatima, di pregare davanti alla Madonna di Fatima, che per noi è un segno della presenza della fede, che proprio dai piccoli nasce una nuova forza della fede, che non si riduce ai piccoli, ma che ha un messaggio per tutto il mondo e tocca la storia proprio nel suo presente e illumina questa storia. Nel 2000, nella presentazione, avevo detto che un’apparizione, cioè un impulso soprannaturale, che non viene solo dall’immaginazione della persona, ma in realtà dalla Vergine Maria, dal soprannaturale, che un tale impulso entra in un soggetto e si esprime nelle possibilità del soggetto. Il soggetto è determinato dalle sue condizioni storiche, personali, temperamentali, e quindi traduce il grande impulso soprannaturale nelle sue possibilità di vedere, di immaginare, di esprimere, ma in queste espressioni, formate dal soggetto, si nasconde un contenuto che va oltre, più profondo, e solo nel corso della storia possiamo vedere tutta la profondità, che era – diciamo – “vestita” in questa visione possibile alle persone concrete. Così direi, anche qui, oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano. Perciò è vero che oltre il momento indicato nella visione, si parla, si vede la necessità di una passione della Chiesa, che naturalmente si riflette nella persona del Papa, ma il Papa sta per la Chiesa e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano. Il Signore ci ha detto che la Chiesa sarebbe stata sempre sofferente, in modi diversi, fino alla fine del mondo. L’importante è che il messaggio, la risposta di Fatima, sostanzialmente non va a devozioni particolari, ma proprio alla risposta fondamentale, cioè conversione permanente, penitenza, preghiera, e le tre virtù cardinali: fede, speranza e carità. Così vediamo qui la vera e fondamentale risposta che la Chiesa deve dare, che noi, ogni singolo, dobbiamo dare in questa situazione. Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di riimparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia. Con una parola, dobbiamo ri-imparare proprio questo essenziale: la conversione, la preghiera, la penitenza e le virtù teologali. Così rispondiamo, siamo realisti nell’attenderci che sempre il male attacca, attacca dall’interno e dall’esterno, ma che sempre anche le forze del bene sono presenti e che, alla fine, il Signore è più forte del male, e la Madonna per noi è la garanzia visibile, materna della bontà di Dio, che è sempre l’ultima parola nella storia”.

Ci si chiede, in ultimo, come mai il mezzo potente di internet e della stampa, amplifichi, svii e deformi il senso delle parole del Papa per un bisogno da prurito, gossipparo e da “comare” delle parole del Papa. Infatti il gossip non è soltanto quello “dell’Isola dei famosi” ma anche quello che tratta le cose sante come mezzo da prurito, come, si direbbe, in “ipotesi giornalistiche”. Questo relativizza e svia. Depaupera le Parole del Papa (e di Fatima) da un significato più ampio e che supera il contingente.
E qui le cose sante erano una sola: Fatima ci richiama alla conversione personale e comunitaria per il bene della Chiesa e del mondo.
Cercare, spasmodicamente altri significati significa compiere proprio il contrario di ciò che Fatima, e il Santo Padre, stanno chiedendo.

Staff ZM

Qui il testo completo dell’intervista nel viaggio in aereo verso il Portogallo