Il noto giornalista ,vaticanista e scrittore Antonio Socci, autore del bel libro I segreti di Karol Wojtyla ,( presto una edizione in polacco), si arrabbia seriamente sul caso Medjugorje: ” guardi la vicenda certamente preoccupante e poco bella del frate ridotto allo stato laicale non ha  proprio nulla a che vedere con Medjugorje e la validità dei suoi messaggi. Chi afferma il contrario ,sbaglia clamorosamente”. In verità alcuni commentatori hanno associato la punizione  data al frate anche alle visioni: ” un errore grossolano. In sostanza ,ammesso che questo frate abbia sbagliato, si tratta pur sempre di mancanze dovute al suo ministero,ma che non possono assolutamente inficiare la validità,mai smentita di Medjugorje”. Ma alcuni organi di informazione lo hanno affermato: ” guardi spesso,anche per banali ragioni di sintesi o talvolta di prese di posizione, i giornali scrivono cose poco vere e addirittura false ,come questa. …

… Nel caso di specie Medjugorije non ha nulla a che spartire e  voglio aggiungere che questo frate mai è stato il direttore spirituale dei veggenti, un altro falso storico”. Insomma, non si aspettava altro per tirare a lupara su Medjugorje,un fenomeno che piaccia o non piaccia, porta molte conversioni e frutti positivi e di cui tener conto: ” guardi, io non faccio la dietrologia, non parlo di complotti,ma certamente dietro questo provvedimentio ci vedo qualche cosa di strano e forse tendente effettivamente a colpire Medjugorje,ma stia sereno la verità viene sempre fuori. Questo ovviamente non toglie una virgola alle eventuali responsabilità del frate se accertate”. Veniamo al suo fortunato libro I segreti di Karol Wojtyla, nel quale si parla di soprannaturalità del Papa polacco specie ed in relazione alla preghiera e alla immagine di Niegowic: ” io lo ho scritto dopo essermi documentato. Quel dipinto dimostra chiaramente che Giovanni Paolo II avesse una fenomenale forza di concentrazione nella preghiera, sino ad arrivare al misticismo. In verità io non sono stato a Niegowic,ma vorrei andarci per studiare meglio la cosa”. Sorprende che nei tour sulle orme di Giovanni Paolo II ,Niegowic  non venga considerata per quel che merita: ” un errore. Proprio a Niegowic si ebbe la possibilità di assaporare la grandezza di Giovanni Paolo II, la reale portata del suo misticismo e dunque Niegowic e il suo quadro hanno una tappa importante e fondamentale nel cammino di Giovanni Paolo II, invito a visitare quel posto”. Poi aggiunge: ” il fatto che al ritorno dalla Italia il futuro Papa abbia accettato quell’incarico all’apparenza tanto umile dimostra la sua vera grandezza, la sua rilevanza nella storia,la sua santità di vita”. Intanto Niegowic, bel paesino della provincia di Cracovia, per merito di un bravo e serio sacerdote polacco, è  stata affidata idealmente e logisticamente alla protezione di Padre Pio,una cui statua troneggia all’entrata del borgo: ” non lo sapevo e ne sono felice. Del resto che i legami tra Giovanni Paolo II e Padre Pio fossero molto stretti e forti è cosa risaputa. Meno è quello che i due si sarebbero detti in privato. la cosa certa è che il futuro Papa polaco stimava ed apprezzava Padre Pio. Dunque ai cari lettori italiani dico con simpatia: non mancate di visirare Niegowic, una tappa davvero importante e fondamentale sulla rotta della santità del Papa”.

Bruno Volpe da Pontifex