Se veramente Silvio Berlusconi non dovesse partecipare alla Conferenza sulla famiglia di Milano sarebbe una sconfitta per tutti.

Intanto per il Governo, che vedrebbe ridimensionato l’eco dopo lo sforzo che ha compiuto per rilanciare la centralità della famiglia con questa Conferenza. Poiché tanti italiani rimproverano questo Governo per non aver fatto nulla a sostegno della famiglia, questa era l’occasione per invertire la rotta. L’assenza del premier farebbe passare l’evento in secondo piano.

Sconfitto sarebbe il Forum delle associazioni familiari che, nonostante le apparenze, ha investito moltissimo su questa Conferenza, sperando che potesse veramente rappresentare un rilancio di attenzione politica verso la famiglia.

Ma sconfitta soprattutto sarebbe la famiglia. La possibilità di accedere al quoziente familiare almeno nell’ambito della presente legislatura per alleviare il carico fiscale sulle famiglie aveva in questo evento un momento importante. La speranza che l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica si spostasse sulla famiglia invece che continuare a indugiare su gossip e violenze verbali (almeno per adesso solo verbali) verrà a cadere se il Presidente del consiglio diserterà la Conferenza.

Ancora una volta, invece di parlare di temi alti e importanti, la sua assenza attirerà l’attenzione su vicende personali e secondarie, amplificate da chi per odio ad personam e interesse politico adesso sta godendo della sua decisione di non intervenire.

Soprattutto saranno contenti coloro che auspicano (e forse stanno già preparando, almeno mentalmente) una Conferenza nazionale non più sulla famiglia, ma sulle famiglie, sui diversi modelli di famiglia che si vorrebbero affiancare e mettere sullo stesso piano di quella fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna.

Milano, 6 novembre 2010

Marco Invernizzi

delegato di Alleanza Cattolica al Forum delle                                                                                associazioni familiari