Uno studio smentisce che il tema sia una “richiesta sociale”

CITTA’ DEL MESSICO, martedì, 22 giugno 2010 (ZENIT.org).- Uno studio di opinione pubblica realizzato dalla Facoltà Latinoamericana di Scienze Sociali (FLACSO) ha rivelato che in quattro Paesi sudamericani la maggior parte dei cittadini si oppone alla legalizzazione dell’aborto.

In Brasile, Cile, Messico e Nicaragua non c’è sostegno dell’opinione pubblica alla legalizzazione totale dell’aborto.

Tra il 66% e l’81% degli intervistati ha respinto la legalizzazione dell’aborto nei propri Paesi. E’ stato chiesto loro di scegliere su una scala da 1 a 10, in cui l’1 era la la legge più restrittiva e il 10 la liberalizzazione totale. La media in tutti i Paesi è stata di 4,5, una risposta che tende verso un’opposizione all’interruzione di gravidanza.

Compiendo un’analisi più accurata, si verifica che tra il 56% e il 69% degli abitanti di questi Paesi considera che la vita del feto è al di sopra di tutto. Quelli che ritengono che l’aborto provochi danni psicologici e conseguenze fisiche per la donna sono tra il 64,4% e l’80%.

Si è anche chiesto il punto di vista sull’obiezione di coscienza. La maggior parte delle persone di tutti i Paesi è d’accordo sul fatto che i professionisti sanitari devono poter utilizzare l’obiezione.

Nelle quattro Nazioni analizzate, le donne si esprimono contro la legalizzazione dell’aborto con queste percentuali: Messico 50%, Brasile 58%, Cile 62% e Nicaragua 53%.

Lo studio è stato realizzato su un campione di 1.200 persone con più di 18 anni, con un margine d’errore di 2 punti e un livello di affidabilità del 95%.

In una domanda a risposta libera sul fatto che si sia favorevoli o contrari alla legalizzazione dell’aborto, in Messico il 70,8% ha detto di non essere d’accordo; in Nicaragua si è espresso in questo modo l’81,6% degli intervistati, in Brasile il 72,7% e in Cile il 66,2%.

La ricerca era stata patrocinata da un istituto di ricerca con tendenze pro-aborto.