Un libro ed una mostra per descrivere il mistero della vita

di Antonio Gaspari

RIMINI, venerdì, 28 agosto 2009 (ZENIT.org).- E’ stato presentato nello stand del Movimento per la Vita, giovedì 27 agosto al Meeting di Rimini, il libro “Un grande SI’ alla vita. 28 quadri di bioetica” (edizioni Ares).

Scritto da Anna e Giovanni Rimoldi il libro, che è la base anche di una mostra itinerante, illustra ventotto quadri sulle maggiori problematiche inerenti l’origine della vita, dal concepimento alla nascita, da san Tommaso a David Hume, da Jerome Lejeune ai Centri di Aiuto alla Vita, dalla diagnosi prenatale all’eugenetica, dalla contraccezione alle pillole del giorno dopo.

Il tutto affrontato sulla base della scienza, della filosofia e del Magistero della Chiesa, al fine di per esprimere le ragioni umane, prima ancora che cristiane, di un grande sì alla vita.

Anna e Giovanni Rimoldi sono due insegnanti impegnati da molti in un opera educativa che va ben al di là dei programmi scolastici.

La loro passione per la vita, è stimolata dal ricordo sempre vivo della figlia Maria Gabriella, scomparsa dopo soli cento giorni di vita, ed espressa in decenni di incontri e confronti con gli studenti.

“Stupisce – ha scritto Marina Corradi nella presentazione al libro – siano un uomo e una donna che sono stati padre e madre per cento giorni di una bambina lungamente attesa, e così brevemente vissuta. Come se la loro sapienza, lo sguardo autenticamente profondo, fosse stato generato da quel dolore e da quell’amore”.

Come disse Emmanuel Mounier, commentando il destino della sua bambina malata: “Siamo stati visitati da una grande grazia”.

Nel libro la piccola grande storia di Anna e Giovanni Rimoldi s’incrocia con quella dei 500 bambini salvati dal centro di Aiuto alla Vita di Busto Arsizio, dove gli autori prestano opera di volontariato.

I quadri raccolti dal libro costituiscono anche il contenuto della mostra itinerante “Un grande SI’ alla vita”, organizzata dal Centro di Aiuto Alla Vita di Busto Arsizio nel ventennale di fondazione.

“Si tratta di un libro molto bello, un libro completo e anche facile da leggere, sostenuto da una struttura iconografica molto efficace che permette di approfondire il tema della vita”, ha esordito monsignor Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, nel presentare il libro di fronte ad un pubblico numeroso e festante.

Dopo aver ricordato le battaglie giovanili in difesa della vita svoltesi all’Università, monsignor Negri ha spiegato che la cultura antivita si alimenta di “cattiva scienza”, piuttosto si nutre di “ideologie squalificate che negano la vita con argomentazioni che con la scienza non hanno niente a che vedere”.

Il Vescovo di San Marino-Montefeltro ha precisato che “questo libro e la mostra conseguente sono molto utili per superare il complesso di inferiorità che affligge i cattolici da un po’ di tempo”.

“Dobbiamo testimoniare la profonda consapevolezza che lega la ragione alla fede – ha continuato – perché il caso di Eluana Englaro mostra che non c’è niente di scientifico nelle argomentazioni della cultura della morte, si tratta solo di una ideologia anticristiana e anti vita”.

Secondo monsignor Negri, “la cultura della morte non mira solo a sopprimere la vita ma intende imporre una concezione disumana dell’uomo”.

“La cultura della morte – ha aggiunto – concepisce l’uomo come una espressione negativa, e lo promuove come un individuo isolato e solitario che diventa schiavo delle peggiori pulsioni”.

“La cultura della morte – ha sottolineato il Vescovo – riduce la dignità e la libertà dell’uomo che così diventa oggetto di manipolazione, per questo motivo le nuove correnti sociologiche non palano più di uomo o persone bensì di oggetti umani”.

“La cultura della morte – ha sostenuto ancora – non concepisce l’altro e mira a instaurare una dittatura dell’utilitarismo, in questa ottica sarà difficile difendere la famiglia naturale da quella omosessuale”.

Per monsignor Negri, “la cultura della vita invece è quella che esalta la dignità delle persone, l’incontro e la relazione tra loro con il mistero, la difesa e il rafforzamento della famiglia dove i figli sviluppano un rapporto con il padre e con la madre”.

In questo contesto la società non è come una somma di individui, ma persone e famiglie che si incontrano e relazionano tra di loro.

“In questa battaglia tra le due culture – ha affermato il Vescovo – la posta in gioco è realmente un alternativa esistenziale e sociale è un mondo nuovo perché la cultura della vita è la parola di Dio nel mondo dell’uomo”.

“Non si tratta di una battaglia tra ideologie – ha precisato monsignor Negri – perché noi ci stiamo battendo per la verità” e “la resistenza alla cultura della morte si fa mettendo in campo non solo i pensieri ma anche le azioni come dimostra il lavoro del Movimento per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita”.

In conclusione monsignor Negri ha sostenuto che “si tratta di una battaglia epocale in cui si deciderà il futuro della famiglia” e “il modo di vincerla è quello di essere veramente amici, un amicizia reale che sappia mettere insieme la testimonianza di tanti e che valorizzi i talenti”.

[Il libro “Un grande SI’ alla vita. 28 quadri di bioetica” sarà in libreria a metà di settembre. Chi volesse acquistarlo può scrivere a Saverio Gelao, responsabile ufficio diffusione ARES
email:
[email protected]; link: www.ares.mi.it/index.php?pagina=contatti].