Per la prima volta nella celebrazione del Venerdì Santo al Colosseo, le meditazioni (proposte da una coppia di fedeli) affronteranno il tema dei tradimenti

GIACOMO GALEAZZI da Vatican Insider

Per il venerdì santo verranno menzionate anche le infedeltà coniugali nella Via Crucis papale in mondovisione. Da Papa teologo e pastore, Joseph Ratzinger unisce nella sua predicazione enunciazione dottrinariadi principi e cura pastorale dei problemi concreti dei fedeli. Ne è una prova la Via Crucis con cui venerdì Benedetto XVI indicherà al mondo le piaghe odierne della cattolicità, attualizzando le ferite dell’umanità. Con un «taglio» particolarmente diretto e vicino alla quotidianità delle persone del terzo millennio globalizzato. «Quante cadute nelle nostre famiglie. Quante separazioni, quanti tradimenti. E poi i divorzi, gli aborti, gli abbandoni». Da qui l’invocazione: «Gesù, aiutaci a capire cos’è l’amore, insegnaci a chiedere perdono».  «Anche la famiglia, se vuol seguire Gesù, avrà le sue croci, ma con lo sguardo a Cristo, affronterà in modo diverso la vita». Il tradimento, che rompe il patto di fedeltà nel matrimonio, le incomprensioni, l’aborto, le malattie, i problemi della educazione dei figli.

Queste «croci», possibili per ogni matrimonio saranno rappresentate nella via Crucis al Colosseo, che il Papa presiederà il prossimo venerdì santo, grazie alle meditazioni proposte (e sarà la prima volta) da una coppia di fedeli, scelti a questo scopo.

Altri temi delle meditazioni: il «monito a non restare indifferenti di fronte alle necessità del prossimo» e «l’invito a non lasciarsi anestetizzare dal benessere, a non cercare soltanto ciò che si desidera o appaga».

Nelle 14 Stazioni, che saranno lette il 6 aprile (anticipate oggi da Radio Vaticana), ci sarà la trasposizione dei problemi che vivono i coniugi, ma c’è anche il monito a non restare indifferenti alle necessità del prossimo. «Ho contribuito anch’io al tuo dolore. Anche noi sposi e le nostre famiglie. Ogni volta che non ci siamo amati, quando ci siamo attribuiti la colpa l’uno all’altro, quando non ci siamo perdonati, quando non abbiamo ricominciato a volerci bene», scrivono i due coniugi nella meditazione su Gesù che si carica della Croce.

Tra i peccati che indeboliscono l’uomo e che appesantiscono la Croce di Cristo, nelle meditazioni di quest’anno ci sono i cedimenti alle tentazioni del mondo, che spesso attraggono con «bagliori di soddisfazione», c’è la mancanza di rispetto della dignità della persona, che «niente e nessuno dovrebbe violare» – uomo e donna che sia – nella propria intimità e nel proprio corpo.

La settima Stazione – la Veronica che asciuga il volto di Gesù- è invece lo spunto per indurre a riconoscere il Cristo in ogni fratello, in ogni vita appena concepita e in chi è avanti negli anni. Nel testo delle meditazioni si legge più volte il richiamo alla coscienza di ciascuno per un impegno più forte dinanzi al male e alle ingiustizie, a non chiudere gli occhi e a non restare indifferenti di fronte alle necessità dell’altro per stanchezza, incoscienza, egoismo o timore.

Accanto alla Via Crucis di Cristo c’è quella dei martiri d’oggi, di quelli che soffrono prove perché la Chiesa è ancora perseguitata. Alle famiglie poi è rivolto l’invito a non lasciarsi anestetizzare dal benessere, a non cercare soltanto ciò che si desidera o appaga. Infine, l’insegnamento supremo di Gesù: il dono della propria vita per amore. Un insegnamento che tante madri hanno imitato quando nel parto hanno affrontato «la morte pur di dare alla luce il loro figlio» e molti altri hanno seguito scartando la vendetta di fronte alla guerra o al terrorismo. E nell’ultima stazione si apre al cristiano la porta della speranza: Gesù è morto, ma è risorto, «vive per sempre e ci accompagna nel nostro viaggio terreno, tra gioie e tribolazioni».