di Rinaldo Pozzi da www.lanuovabq.it

Legalize Love, la campagna per il matrimonio gay

 È paradossale, ma capita spesso nel calcio, quando non si è molto dotati, di finire in difesa. E magari di fare il più classico degli errori. Quello cioè di andare tutti sull’attaccante più forte della squadra avversaria senza accorgersi che quello fa apposta ad attirare su di sé tutti i difensori per poi far segnare a porta vuota il suo compagno, piccoletto e mingherlino.

È un po’ quello che è accaduto ieri sera sul palco dell’Ariston per una delle più grigie, austere e noiose edizioni del Festival di Sanremo. Il 2013 è infatti un anno particolare per la kermesse sanremese: si svolge a pochi giorni dalle elezioni politiche ed è condotto dal duo Fazio-Littizzetto (diventerà un trio con Saviano, l’eroe dei più imbarazzanti tweet sulle dimissioni del Papa?). Un Festival della canzone poco nazional-popolare e molto in stile “Che tempo che fa” (marchette sì, ma con la K, come dice Aldo Grasso) o “Vieni via con me”. Uno show che strizza l’occhio alla sinistra, par condicio permettendo, o che forse è solo preoccupata di fare qualche piccolo dispetto all’odiato Berlusconi (“hai rotto il c….” aveva vomitato Lady Littizzetto commentando la ricandidatura del Cavaliere, mentre tra l’ex premier e il conduttore occhialuto non sono mancate, anche di recente, punzecchiature velenose e reciproche).

E così, pronti via, si parte con l’attesa (anche troppo) satira di Crozza. Il comico ligure sta vivendo uno dei suoi momenti più felici, ma con una controindicazione: da Ballarò a La7 è sempre in onda e i suoi personaggi sono ormai “bolliti”.
La bomba è pronta per scoppiare. In sala non si aspetta altro che la battuta su Berlusconi. E così, all’imitazione del leader del centrodestra parte la contestazione (“Basta politica!”, “Sei un p….!” urlano dalla platea). Seguirà pistolotto dell’arbitro Fazio e 25 lunghissimi minuti di satira par condicio per poter prendere in giro tutti e guadagnarsi la tanto desiderata patente di imparzialità.

Per saperne di più non vi resta che sfogliare i giornali di oggi che, come le difese di cui sopra, si concentrano solo sul bomber, sull’attaccante più temuto. A noi interessa invece proprio il gol di rapina che ieri ha messo ha segno il finto umile Fabio Fazio.
A pochi minuti dagli applausi riparatori che salutavano Maurizio Crozza, come se niente fosse, Fazio fa entrare due “amici”, che hanno deciso di sposarsi il giorno di San Valentino e hanno una storia da raccontare.

Stefano e Federico entrano (sì, due uomini), si siedono su due seggiole in mezzo al palco e raccontano la loro storia senza pronunciare una parola, alzando solo dei semplici cartelli.
“Un giorno”… “Stefano ed io ci siamo incontrati”… “A una festa ci siamo scambiati i numeri di telefono”. Non ci vuole Saviano per capire come la storia va a finire. Stefano e Federico si fidanzano. Poi l’annuncio del matrimonio: “ci sposeremo”, “il 14 febbraio”, “ma a New York”, “perché le leggi di questo Paese non ce lo lasciano fare”.

Bravo Fazio, piazzare nella prima serata di Sanremo un vero e proprio spot gratuito per i matrimoni gay è un colpo da maestro. Per giunta, senza nemmeno un fischio in sala, visto che la platea aveva già dato.
A questo punto ci chiediamo: ma il servizio “pubblico” a chi risponde? Che interessi difende? Perché gli italiani devono ancora pagare con le tasse una tv di Stato che finge di rispettare le opinioni di tutti (seguendo l’idiota par condicio) facendo poi passare messaggi di parte di questo tipo? Non è anche questa politica? Cosa sarebbe accaduto se avessero dato spazio senza motivo a un’associazione antiabortista? La guerra civile?

Ognuno risponda come crede a questi quesiti. Vi annunciamo però che sui “giornaloni” troverete una discussione completamente rovesciata: perché non li hanno lasciati baciare? È vero che i cartelli sul sesso sono stati “censurati”? (Il tutto fingendo di non sapere che su Youtube si può vedere la versione integrale di questa vera e propria campagna, dall’inequivocabile titolo “Legalize Love”).

Insomma, se non si sta bene attenti e non si riorganizza la difesa, a causa del solito trucchetto, dopo la Cuccarini (di qualche settimana fa) e Fazio (di ieri) si rischia di incassare il tre a zero…