da Avvenire
Dal prossimo anno a Parma le tariffe per l’accesso ai servizi comunali, dai nidi ai servizi sociali, saranno calcolate in base a un nuovo criterio che tiene conto di ulteriori caratteristiche di ogni famiglia, ad esempio il numero di figli, quanti componenti lavorano, l’eventuale presenza di disabili o invalidi che richiedono ai familiari altri impegni di cura e assistenza, la condizione di genitori affidatari.

La novità, voluta dal Comune, rappresenta il primo esempio in Italia. In particolare, la proposta del nuovo coefficiente (detto “quoziente familiare” o più orgogliosamente “quoziente Parma”) è stata elaborata dall’Agenzia per la famiglia del Comune in collaborazione con la Consulta comunale delle associazioni familiari, il Forum delle associazioni familiari e con l’apporto tecnico dell’Università. Dopo vari passaggi in Commissione consiliare e in Consiglio comunale, da dicembre partiranno le modifiche dei regolamenti di accesso ai servizi.

In questo modo il sistema di tariffazione sarà calcolato in base a un Isee (che è il tradizionale Indicatore della situazione economica equivalente usato finora) corretto dal nuovo quoziente. «Il “quoziente Parma” è una grande novità – ha spiegato il sindaco Pietro Vignali – non solo perchè è il primo esempio in Italia, ma anche perchè riconosce alla famiglia il lavoro che quotidianamente svolge in campo educativo, di cura, di dialogo fra le generazioni, di coesione sociale». Il risultato come ha spiegato Cecilia  Maria Greci, delegata all’Agenzia per la famiglia, sarà di «confezionare tariffe su misura per ogni famiglia».