I Vescovi non guidano la protesta ma la ritengono “legittima e conveniente”

di Nieves San Martín

MADRID, venerdì, 16 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Si stanno ultimando i preparativi per la manifestazione che si svolgerà a Madrid (Spagna) questo sabato contro la nuova legge sull’aborto promossa dal Governo. La concentrazione, che prevede la partecipazione di manifestanti di tutto il Paese, è convocata da più di 40 associazioni civili e religiose.

Il Consiglio per i Laici dell’Arcidiocesi di Madrid ha invitato i fedeli a partecipare alla protesta attraverso un comunicato pubblicato dall’Arcivescovado madrileno.

Oltre a esortare ad assistere alla marcia, il Consiglio per i Laici ricorda che la partecipazione dei fedeli dimostrerà “il loro impegno per la vita, la donna e la maternità”.

Nel comunicato, si spiega che l’iniziativa del Governo “obbliga tutti noi che valorizziamo la vita umana e il diritto alla maternità a manifestare pubblicamente il nostro impegno per evitare che si degradi ancor di più il già precario e insufficiente impegno della legislazione spagnola in questo senso”.

Si sottolinea inoltre che la riforma dell’Esecutivo – per la quale si potrà abortire liberamente fino alla 14ma settimana – presupporrà che nelle prime settimane di gestazione il bambino “sia privato del suo diritto alla vita per la mera volontà della madre”.

Allo stesso modo, si avverte che, con la scusa di concederle il “diritto” e la “libertà” di decidere sulla vita di suo figlio, la donna “non sarà sostenuta come dovuto” e “si imporranno con carattere obbligatorio e coattivo in tutti i centri sanitari ed educativi sia l’ideologia di genere che la sua visione della sessualità e della persona”.

Le organizzazioni che convocano l’evento chiedono in un manifesto una presenza massiccia “perché i governanti e i parlamentari della Spagna sappiano che c’è un’amplissima maggioranza di spagnoli che rifiuta ogni legislazione permissiva sull’aborto e reclama alternative solidali a sostegno della donna in stato di gravidanza”.

Anche se la Chiesa non guida la manifestazione, molte Diocesi, a livello individuale, hanno rivolto un chiaro appello ai fedeli affinché sostengano la mobilitazione recandosi a Madrid.

Numerosi Vescovi – informa nel suo ultimo numero la rivista “Vida Nueva” -, soprattutto attraverso le loro delegazioni di “Familia y Vida”, rimandano per ulteriori informazioni alla pagina ufficiale degli organizzatori (www.cadavidaimporta.org), in cui si forniscono istruzioni e si offrono dettagli su come partecipare, o alla stessa Dichiarazione che la Conferenza Episcopale ha diffuso il 17 giugno scorso.

Altre Diocesi esortano direttamente a partecipare alla manifestazione, offrendo tutte le informazioni per partire in modo organizzato in pullman. Le Diocesi di Barbastro-Monzón, Palencia, Pamplona e Tudela, Jaén e Tarazona hanno incluso lettere pastorali dei loro Vescovi in cui si critica duramente la controversa iniziativa legislativa.

I Vescovi hanno espresso la loro posizione favorevole alla partecipazione alla protesta al termine della Commissione Permanente che hanno celebrato recentemente a Madrid.

Nella nota finale della riunione episcopale si afferma che “i Vescovi considerano legittima e conveniente questa convocazione e la partecipazione ad essa”.

“I fedeli laici – aggiungono – rispondono adeguatamente alla sfida posta – di grande importanza morale e sociale – facendo uso del loro diritto di manifestare pacificamente per esprimere il loro disaccordo con la legge prevista, che rappresenta un serio passo indietro nella difesa del diritto alla vita dei concepiti, un maggiore  abbandono delle madri gestanti e un danno irreparabile al bene comune”.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]