Molte delle linee guida degli ayatollah ricordano le linee guida del Terzo Reich: giudeofobia, fanatico messianismo e politica di instaurare un “governo islamico planetario”

Alexandre Del Valle (Geopolitico)

Con glii slogan di ‘Morte all’Italia‘ e ‘Morte a Berlusconi‘, le strade di Teheran e l’ambasciata d’Italia in Iran sono state sotto grande tensione ieri, quando centinaie di attivisti fanaci pro-Governo hanno sfilato contro l’Italia e contro il presidente Silvio Berlusconi, accusato come il suo omologo francese Nicolas Sarkozy, di opporsi ingiustamente al programma nucleare iraniano e di sostenere l’opposizione al presidente Mahmud Ahmadinejad.

Pochi giorni prima, l’ambasciatore italiano in Iran Alberto Bradanini, è stato convocato al ministero degli Esteri iraniano, dove ha ricevuto una protesta ufficiale per le parole pronunciate dal presidente del Consiglio italiano durante una visita in Israele, la settimana scorsa, quando ha osato affermare che le democrazie hanno il “dovere di sostenere e aiutare l’opposizione” nella Repubblica islamica. Come quella italiana, l’ambasciata di Francia,  quella tedesca e quella olandese sono state prese d’assalto dai manifestanti pro-Ayatollah e Pro-Ahmadinejad decisi ad intimidire i pochhi paesi europei che non hanno fatto propria l’ideologia filopalestinese, dell’islamicamente corretto e dell’antisionismo radicale definito “Eurabia” dalla scrittrice e storica anglo-egiziana Bat Yé’or. Nello stesso tempo, Teheran, a confermato lo stesso mercoledi che non si lascerà “impressionnare ” dalla “pressioni occidentali” dopo la decisione delle democrazie occidentali, in primo luogo gli Stati Uniti, di rafforzare le sanzioni contro l’Iran, sanzioni che mirano in particolare le imprese legate ai Pasdaran, i “Gardiani della Rivoluzione” islamica”, l’esercito ideologico del regime iraniano nazislamista da cui proviene lo stesso Ahmadinejad. Le manifestazioni di odio contro l’Italia e la Francia sono una delle tante prove che l’Iran dei Mullah e dei Pasdaran non c’è l’ha solo con i due Satana, l’America e Israele, ma contro tutte le democrazie con tentano ancora di resistere alla tentazione della politica di “apeasment” o di pacifismo che consiste nel allontanarsi dall’America e da Israele e nel accettare che l’Iran totalitario acquisti la bomba nucleare, pur sapendo perfettamente gli obbiettivi bellicosi e pericolosi di Ahmadinejad e dei suoi discepoli e anche dei suoi maestri, poco conosciuti in Occidente ma che aderiscono ad un’ideologia del Chaos e della guerra che potrebbe mettere il mondo in pericolo. Come già successo parecchie volte nel passato, la maggioranza delle democrazie non vogliono credere le parole dei dirigenti totalitari che predicano senza scrupoli e senza nasconderlo, il loro insegnamento dell’Odio.  Basta pero’ rispondere ai buonisti che intentano di relativizzare la pericolosità di Ahmadinéjad o della Guida della rivoluzione, Khamenei, che questi dirigenti iraniani totalitari sono talmente estremisti e “seri” che fanno paura non solamente agli stessi paesi musulmani arabi sunniti ma anche a molti fra gli attori “storici” della Rivoluzione islamica, fra cui la banda dei “riformisti” e dei “moderni” come lo stesso figlio di Yatollah Khomeiny, l’ex-presidente Khatami, i leader dell’opposizione Karoubi e Mossavi. Ma anche un conservatore ex-“duro” come l’ex-presidente Rafsandjani.

Chi è Ahmadinejad?

La Repubblica islamica iraniana è governata dal 2005 dagli elementi fra i più radicali del regime: la Guida Ali Khamenei e il Presidente Mahmud Ahmadinejad. Questi due nazislamisti e le loro dichiarazioni provocanti mai prese sul serio da quelli che fanno finta di non capire che si rigiocca gli anni 30, sono conosciuti. Ma bisogna parlare dello stesso e molto influjente ex-maestro e attuale padre spirituale e prottetore di Ahmadinéjad nell’ambito del potere teocratico dei Mullah e degli Ayatollahi: l’Ayatollah Mesbah-Yazdi. Questo celebra il «ritorno del Mahdi», aderisce ad una ideologia teocratica fanaticamente anti-occidentale, anti-ebrea e bellicosa. Il suo programma politico-spirituale consiste nell’istaurare un «governo islamico planetario» a tutti i costi e con qualsiasi metodo e mezzo, fra cui il terrorismo e l’introduzione di una situazione di Chaos mondiale, dopo aver vinto una quarta guerra mondiale. I discorsi reazionari e imperialistici di Ayatollah Mesbah-Yazdi, che aspetta la «battaglia mesianica finale» e si vanta di voler «convertire tutto il mondo all’islam», smentiscono esplicitamente i discorsi altermondialistici e antimperialistici di Mahmoud e i tentativi di relativizzazione dei buonisti che pretendono che Ahmadinejad vuole solo reagire all’arroganza” occidentale e che l’Iran vuole solo acquistare come gli altri un’industria nucleare civile impedita ingiustamente dall’Occidente e dalle sue sanzioni. La verità è tutta diversa, e sappiamo che sia Ahmadinejad, che la Guida Khamenei come il teorico della violenza, l’ayatollah Yazdi, incarnano la linea cospirazionista e messianica del regime, l’ala la più radicale e potente della Revoluzione. Questa tendenza del Regime nega ogni legittimità al suffragio universale, spingendosi fino a criticare a volte la stessa natura repubblicana della Repubblica islamica, concetto ancora troppo laico e di origine occidentale. Ricordiamo che lo slogan preferito di Yazdi è: «uno Stato, una Guida», cio’ che risuona come un’eco proveniente dalla Germania nazista degli anni Trenta. Secondo, la corrente attualmente al potere in Iran è rappresentata dagli ex-Pasdaran come Ahmadinejad e dai prottetori dei Pasdaran e dai Basiji, i Guardiani della Rivoluzione e l’ala più fanaticamente anti-occidentale, violenta e rivoluzionaria del regime. Lo stesso presidente iraniano Ahmadinejad è un ex pasdaran, e fu durante i primi anni della rivoluzione un attivista terrorista, donde i suoi rapporti personali molto buoni sia con i Guardiani della Revoluzione che reprimono e ammazzano i gioveni ribelli demoicratrici, che con il movimento terrorista libanese e internazionale chiamato il Hezbollah, il partito di Dio direttamente controllato dal potere centrale suprema iraniano e da Mahmud Ahmadinejad, che non è un semplice fanfarone come Hugo Chavez ma un vero protagonista della strategia del terrore e della violenza.

La nazificazione delle coscienze arabo-islamiche

Seconda ragione perchè dobbiamo prendere l’Iran sul serio e definirla nazislamista e non solo islamica, bisogna ricordare che l’Iran è diventata il luogo di espressione e di rifugio della maggioranza dei revisionisti, negazionisti e dei nazzisti e anti-ebrei occidentali e altri che “non possono più esprimere” il loro odio nazista e giudeofobo nelle democrazie dove il razzismo, il negazionismo e l’antisemitismo sono proibiti per legge e condannati severamente. Quindi, in un contesto di rinascita globale e viscerale di una giudeofobia in funzione anti-israeliana e pro-pelstinese e “anti-imperialista”, l’«abilità» di Mahmoud Ahmadinejad e dei suoi maestri la Guida Khamenei e l’Ayatollah Yazdi, è stata di appogiare e alimentare a livello planetario una nuova ira “giudeofoba” con pretese di sterminio. Una giudeofobia liberata dal senso di colpa perché in difesa dell’Umma e di una Palestina trasfigurata. Una vendetta sacrificale che intende fagocitare ebrei e occidentali guidata da un messianismo islamico apocalittico. Le dichiarazioni minacciose e cariche d’odio di Ahmadinejad e della «guida spirituale iraniana», l’ayatollah Ali Khamenei, su Israele e sugli ebrei hanno suscitato l’indignazione della maggior parte delle cancellerie occidentali e di alcuni paesi arabo-musulmani. Ma è necessario ricordare che esse sono state volutamente pronunciate soprattutto per spaventare Israele e l‘Europa, sostenitrice dello spirito di Monaco del ’38, e non solo per compiacere le masse musulmane ossessionate da decenni di nuova politica dell’odio anti-ebraico e dagli strumenti propagandistici importati dai rossi e dai bruni. E cosi che possiamo meglio capire le nuove minacce  e gli attachi verbali dei Pasdaran e dei Mullah contro l’Italia di Berlusconi e la Francia di Sarko, ambedue sostenitori di Israele e degli Stati Uniti e non ancora totalmente sottomessi e impressionati dallo spirito di Monaco.