Dr.ssa Mimma PILIEGO*

I progressi della medicina e della biologia hanno consentito di migliorare la qualità della vita attraverso sempre più nuove ed aggiornate tecniche terapeutiche.

Tutto questo però, non deve farci smarrire le direttive  morali. L’uomo non deve cedere alla tentazione di andare oltre i limiti di un ragionevole dominio sulla natura, ma deve tutelare e rispettare sempre e soprattutto la dignità dell’essere umano a partire dalla scintilla che accende alla vita.

“ E’ gia uomo colui che lo sarà”.

Questa affermazione di Tertulliano deve imporci delle importanti considerazioni:  come la natura organizzi se stessa e quale sia il suo cammino naturale.

Da medico sono abituata a rispondere alle mie domande attraverso una serie di dati che si concretizzano  nei fenomeni,  basandomi , quindi,sul metodo scientifico.

Ho voluto approfondire la teoria di Conrad Hal Waddington, biologo e scienziato,  dai molteplici interessi, che si occupò di paleontologia, genetica di popolazione, genetica dello sviluppo, embriologia e biologia teorica. Waddington fu autore di fondamentali ricerche nel campo dell’embriologia sperimentale e coniò il termine epigenesi.

La Teoria di Waddington, conosciuta come  teoria dell’Epigenesi, afferma che ogni organismo consuegue al definitivo piano strutturale attraverso un graduale accrescimento e differenziamento delle varie parti.

Più semplicemente si tratta di una teoria secondo la quale le cellule embrionali si differenziano in una successione di stadi di sviluppo. Si determina una continua emergenza di una forma da stadi precedenti.

Questa teoria riconosce tre momenti importanti nella embriologia umana:

a) La coordinazione b) La continuità c) La gradualità.

Prima fase: la coordinazione. Si manifesta  dalla fecondazione, quando avviene la penetrazione dello spermatozoo all’interno dell’ovocita e la successiva fusione dei due nuclei dei gameti in un unico nucleo: singamia

Il processo si manifesta in una coordinata sequenza ed interazione  di attività molecolari e cellulari, controllati dal nuovo genoma, il quale è modulato da una interrotta cascata di segnali trasmessi da cellula a cellula, e dall’ambiente interno ed esterno alla singola cellula.

Questa proprietà suggerisce  che gli eventi dello sviluppo, a partire dalla singamia, seguono un percorso  definito e diretto di un programma intrinseco.

L’intero embrione ad ogni stadio, dalla singamia in poi, è un reale individuo e le singole cellule sono strettamente integrate in un unico processo dinamico mediante il quale esso traduce autonomamente, momento per momento, il suo proprio spazio genetico nel suo proprio spazio organismico. Tali dati vengono sostenuti da numerose pubblicazioni scientifiche.

P.M.Wassarman ha evidenziato come la fusione fra spermatozoo ed oocita  a cui segue, in pochi secondi,la reazione corticale dell’ovocita, blocchi l’accesso ad altri spermatozoi presenti nella tuba di Falloppio.

La formazione  di una  proteina chiamata oscillina, presente nello spermatozoo, aumenta la concentrazione di ioni calcio e  la sua minore concentrazione pare sia determinante nella sterilità maschile.

Altri studi ,S.F. Gilbert, hanno dimostrato che esiste un dialogo complesso fra ovocita e spermatozoo.

Lo studio di V. Balton-S.Moore-P.Brande in cui si evidenzia la presenza di geni attivi già allo stato di zigote.

Per concludere voglio enunciare lo studio apparso sulla rivista  “ Nature: Your destiny from day one” .( Il tuo destino dal giorno uno)

Lo studio giunge alla seguente conclusione: gli embrioni precoci di mammifero non sono masse amorfe di cellule alle quali vengono  negate la dignità ed i diritti di ogni essere umano.

Seconda fase:la continuità. E’innegabile che a partire dalla singamia inizi una nuova vita. Osservando dinamicamente questo ciclo nel tempo, si dimostra che procede senza interruzioni. Dallo zigote in poi è sempre lo stesso ed unico individuo umano con la sua propria identità, che si sta costruendo autonomamente, mentre passa ordinatamente da uno stadio all’altro, a stadi sempre più qualitativamente complessi.

Terza fase: la gradualità. Forma finale  raggiunta gradualmente, attraverso vari passaggi obbligati ed insostituibili.

Attraverso la legge della epigenesi si e dimostrato embriologicamente i vari passaggi che si sono attuati a partire dalla singamia: un nuovo essere vivente ha inizio con la fecondazione, consiste nella penetrazione del gamete maschile ,lo spermatozoo, portatore di un corredo cromosomico dimezzato con l’ovocita femminile accogliente dimora anch’essa con corredo cromosomico dimezzato. Entrambi pronti alla fusione singamica dei due nuclei in un nucleo unico che si traduce nella nascita di una nuova vita. Questo è il cammino tracciato dagli studi accademici dell’embriologia umana, non esistono stazioni intermedie o deviazioni improvvise durante il percorso che ci facciano pensare che in un qualunque momento del processo procreativo non si stia avendo a che fare con una vita, quindi con una persona umana.

Posso affermare, dagli studi universitari che hanno ispirato la mia disamina, che l’embrione non è un mero cumulo di cellule disponibili,come affermato da Norman Ford nel suo libro “ When did I begin”,( Quando comincio io) ma è già un reale individuo umano in sviluppo che si autocostruisce secondo un disegno scritto nel suo genoma. Mi piace concludere facendo un esempio credo esaustivo: i genitori alla nascita di un figlio acquistano un album dove appongono le fotografie che ritraggono vari momenti della vita del loro figliolo. Oggi, i genitori,  iniziano l’album con la prima ecografia ostetrica fatta dal ginecologo, dove si evidenzia la camera gestazionale, aspettando con gioia il giorno in cui si potrà dire al proprio figlio: osserva piccolo mio questo puntino eri e sei Tu.

…Ma tutto parte dalla scintilla che accende il fuoco: lo zigote.


* Medicina Generale

Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

Facoltà di Bioetica, Roma.

Riferimenti  Biblografici:

Scott F. Gilbert ( Swarthmore College)

Developmental Biology, VI ed. 2000, p.185

  1. Serra- R. Colombo

Identità e statuto dell’embrione

P.M. Wassarman

Zona pellucida glycoproteins

Annual review of biochemistry 1988

B.M. Shapiro

Control of oxidant stress at fertilization

Science 1991

C.H. Waddington

Principles of embryology

London

Nature: Luglio 2002

Your destiny from day one

N. Ford

When did I begin, 1997